Bancarotta fraudolenta: i limiti del ricorso in Cassazione
La recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della bancarotta fraudolenta e definisce i confini invalicabili del ricorso in sede di legittimità. Quando un imprenditore viene condannato per la sottrazione di beni aziendali, la strategia difensiva deve essere solida sin dal primo grado di giudizio, poiché la Cassazione non può riesaminare i fatti già accertati.
La distrazione dei beni e la prova del furto
Nel caso in esame, l’imputato ha cercato di giustificare l’assenza di determinati beni aziendali sostenendo che fossero stati oggetto di furto. Tuttavia, la giurisprudenza è chiara: la semplice allegazione di un evento esterno non è sufficiente a scagionare l’amministratore se non supportata da prove rigorose.
Il rigetto delle censure ripetitive
La Corte ha rilevato che i motivi di ricorso presentati erano meramente riproduttivi di quanto già discusso in appello. Quando il giudice di merito ha già fornito una motivazione logica e corretta per disattendere una tesi difensiva, riproporre gli stessi argomenti in Cassazione rende il ricorso inammissibile. La sede di legittimità non è un terzo grado di merito dove poter ridiscutere la dinamica dei fatti.
Nuove attenuanti in Cassazione: cosa dice la legge
Un punto cruciale della decisione riguarda il tentativo di richiedere il riconoscimento di circostanze attenuanti, come quelle previste dall’art. 219 della Legge Fallimentare, direttamente davanti alla Suprema Corte. Questo tipo di richiesta è soggetta a precise preclusioni processuali.
Il divieto di novità nel giudizio di legittimità
Le questioni che non sono state sollevate durante il processo d’appello non possono essere introdotte per la prima volta in Cassazione. Il sistema processuale italiano impone che il dibattito sulle attenuanti avvenga davanti ai giudici che hanno il potere di valutare il merito della vicenda. La tardività di tali istanze ne determina l’irricevibilità.
Le motivazioni
La Suprema Corte ha motivato l’inammissibilità sottolineando due aspetti fondamentali. Da un lato, la mancanza di specificità dei motivi riguardanti la distrazione dei beni, che non hanno scalfito la ricostruzione dei giudici di merito. Dall’altro, il principio di preclusione per le richieste di attenuanti mai formulate in precedenza. La condotta dell’imputato è stata dunque confermata come bancarotta fraudolenta patrimoniale, non essendo emersi vizi di legge nella sentenza impugnata.
Le conclusioni
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa decisione ribadisce l’importanza di una difesa tecnica accurata e tempestiva, capace di esaurire ogni istanza istruttoria e di merito prima che la causa approdi alla fase finale di legittimità.
Si possono presentare nuove prove o giustificazioni in Cassazione?
No, la Cassazione valuta solo se la legge è stata applicata correttamente e non può esaminare nuove prove o giustificazioni sui fatti già decisi.
Cosa accade se si richiedono attenuanti per la prima volta in ultimo grado?
La richiesta viene dichiarata inammissibile perché le circostanze attenuanti devono essere discusse e accertate durante i processi di merito.
Quali sono i costi di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente è tenuto al pagamento delle spese del procedimento e solitamente a una sanzione pecuniaria verso la Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 982 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 982 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 14/12/2022
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a PESCARA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 04/04/2022 della CORTE APPELLO di L’AQUILA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che COGNOME NOME ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di L’Aquila che ha confermato la condanna del predetto imputato per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale;
Ritenuto che il primo motivo di ricorso – il quale denuncia violazione di legge in ordine alla distrazione dei beni e alla circostanza del loro furto, che la difesa invoca quale giustificazione del loro mancato rinvenimento – è meramente riproduttivo di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito (cfr. pag. 4);
Considerato che il secondo e il terzo motivo, che contestano il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti di cui agli artt. 219, comma terzo legge fall. e 69 cod. pen., sono preclusi, in quanto proposti per la prima volta in sede di legittimità;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila a favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 14/12/2022