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Avviso difensore etilometro: quando il ricorso è nullo

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista sanzionato tramite etilometro, il quale lamentava la violazione del diritto di difesa. Il motivo centrale era il presunto mancato avviso difensore etilometro. La Corte ha stabilito che il ricorso era generico, non supportato da prove adeguate e che, di fatto, l’avviso era stato regolarmente dato e rifiutato. L’inammissibilità ha impedito anche la declaratoria di prescrizione del reato.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Avviso difensore etilometro: ricorso inammissibile se generico e non provato

L’ordinanza n. 24478 del 2024 della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale nella difesa per i reati stradali: l’obbligo di dare l’avviso difensore etilometro prima di procedere all’accertamento. La Suprema Corte, dichiarando il ricorso inammissibile, ribadisce principi fondamentali sull’onere della prova e sulla specificità dei motivi di impugnazione, offrendo chiarimenti importanti per gli operatori del diritto e i cittadini.

I Fatti del Caso

Un automobilista ricorreva in Cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello che lo aveva condannato. L’unico motivo di ricorso si fondava sulla presunta nullità dell’accertamento alcolemico. Secondo la difesa, le forze dell’ordine non avevano provveduto a dare il fondamentale avviso, previsto dall’art. 114 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, relativo alla facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia durante il test.

La Decisione della Cassazione: Inammissibilità del Ricorso

La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi difensiva, dichiarando il ricorso inammissibile. La decisione non entra nel merito della questione specifica sollevata, ma si concentra su vizi procedurali del ricorso stesso, ritenuti talmente gravi da impedirne l’esame. Questa pronuncia sottolinea come non sia sufficiente lamentare una violazione di legge, ma sia necessario farlo secondo precise regole formali e sostanziali.

Le Motivazioni: l’importanza dell’avviso difensore etilometro e l’onere della prova

La Corte ha basato la sua decisione di inammissibilità su tre pilastri argomentativi interconnessi.

Ricorso Generico e Ripetitivo

In primo luogo, il motivo di ricorso è stato giudicato meramente riproduttivo di censure già esaminate e respinte dalla Corte d’Appello. La Cassazione ricorda che il ricorso non può essere una semplice ripetizione delle argomentazioni precedenti, ma deve contenere una critica specifica e puntuale delle ragioni esposte nella sentenza impugnata. Mancava, in sostanza, un confronto diretto e argomentato con la motivazione del giudice di secondo grado.

Mancata Prova della Violazione

In secondo luogo, la Corte ha evidenziato che l’appellante non ha assolto al proprio onere probatorio. La difesa sosteneva una tesi (il mancato avviso) opposta a quella accertata dai giudici di merito, i quali avevano invece ritenuto, sulla base degli atti (annotazione di P.G. e informativa di reato), che l’avviso fosse stato regolarmente dato e che l’imputato avesse espressamente rinunciato all’assistenza del difensore. Per contestare efficacemente tale ricostruzione, il ricorrente avrebbe dovuto allegare al ricorso gli atti processuali, come il verbale integrale delle operazioni, da cui emergesse l’omissione lamentata. Non avendolo fatto, la sua affermazione è rimasta una mera enunciazione priva di riscontro.

L’inammissibilità preclude la prescrizione

Infine, la Corte ha chiarito un punto processuale di grande rilevanza. Poiché il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato e quindi inammissibile, ciò ha impedito la formazione di un valido rapporto processuale di impugnazione. Di conseguenza, i giudici non hanno potuto rilevare e dichiarare l’eventuale prescrizione del reato, anche se maturata dopo la sentenza d’appello. Questo principio, consolidato nella giurisprudenza, impedisce che ricorsi palesemente infondati possano essere usati come strumento per far decorrere i termini di prescrizione.

Le Conclusioni

Questa ordinanza della Suprema Corte offre due lezioni fondamentali. La prima è che il diritto alla difesa, incluso quello di ricevere l’avviso difensore etilometro, deve essere fatto valere con strumenti processuali adeguati. Un ricorso in Cassazione deve essere specifico, critico verso la sentenza impugnata e, soprattutto, supportato da prove concrete quando contesta una ricostruzione fattuale. La seconda lezione è che i ricorsi palesemente infondati o generici non solo sono destinati all’inammissibilità, ma precludono anche la possibilità di beneficiare di cause di estinzione del reato come la prescrizione, con la conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

È valido un test con l’etilometro se non viene dato l’avviso di farsi assistere da un difensore?
In linea di principio, l’omissione dell’avviso di farsi assistere da un difensore può comportare la nullità dell’accertamento. Tuttavia, in questo caso specifico, la Corte ha respinto il ricorso perché i giudici di merito avevano accertato che l’avviso era stato regolarmente dato e che l’imputato aveva rinunciato a tale facoltà.

Chi deve provare i fatti su cui si basa un ricorso in Cassazione?
L’onere di provare i fatti posti a fondamento dei motivi di ricorso spetta al ricorrente. Nel caso esaminato, la difesa ha affermato che l’avviso non era stato dato, ma non ha allegato gli atti processuali (come il verbale integrale) che potessero dimostrare tale omissione, venendo meno al proprio onere probatorio.

La prescrizione del reato può essere dichiarata se il ricorso in Cassazione è inammissibile?
No. La Corte di Cassazione ha ribadito che l’inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza impedisce la formazione di un valido rapporto di impugnazione. Di conseguenza, la Corte non può rilevare e dichiarare le cause di non punibilità, come la prescrizione, che siano maturate successivamente alla sentenza impugnata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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