Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39991 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39991 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 20/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a CATANIA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 31/05/2022 della CORTE APPELLO di CATANIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Motivi della decisione
NOME COGNOME ricorre, a mezzo del difensore, avverso la sentenza di cui in epigrafe deducendo con un primo motivo mancanza di motivazione in merito al contributo dell’imputato nella consumazione del reato, con un secondo motivo mancanza di motivazione quanto alla ritenuta rilevanza delle conversazioni intercettate e con un terzo motivo mancanza di motivazione in punto di mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.
Chiede, pertanto, annullarsi la sentenza impugnata.
I motivi sopra richiamati sono manifestamente infondati, in quanto assolutamente privi di specificità in tutte le loro articolazioni e del tutto assertivi.
Quanto ai primi due, peraltro, gli stessi sono inammissibili in quanto con l’atto di appello la difesa dell’imputato non aveva formulato alcun motivo di gravame in punto di responsabilità, ma si era limitata a richiedere la concessione delle circostanze attenuanti generiche e la riduzione della pena inflitta (cfr. pag. 2 della sentenza impugnata e atto di appello del 14/12/2021 a firma dell’AVV_NOTAIO).
Quanto, invece, al terzo motivo, in punto di mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, lo stesso non è consentito dalla legge in sede di legittimità perché è riproduttivo di un profilo di censura già adeguatamente vagliato e disatteso con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito e non é scandito da necessaria critica analisi delle argomentazioni poste a base della decisione impugnata.
Ne deriva che il proposto ricorso va dichiarato inammissibile.
Il ricorrente, in concreto, non si confronta adeguatamente con la motivazione della corte di appello, che appare logica e congrua, nonché corretta in punto di diritto -e pertanto immune da vizi di legittimità.
I giudici del gravame del merito, hanno dato infatti conto del loro diniego di concessione delle circostanze attenuanti generiche valutando, negativamente per l’odierno ricorrente, la gravità del fatto (in ragione dell’entità della coltivazione) i precedenti penali da cui è gravato, seppur datati.
Il provvedimento impugNOME appare collocarsi nell’alveo del costante dictum di questa Corte di legittimità, che ha più volte chiarito che, ai fini dell’assolvimen dell’obbligo della motivazione in ordine al diniego della concessione delle attenuanti generiche, non è necessario che il giudice prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, m sufficiente che egli faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevant rimanendo disattesi o superati tutti gli altri da tale valutazione (così Sez. 3, 23055 del 23/4/2013, Banic e altro, Rv. 256172, fattispecie in cui la Corte ha ritenuto giustificato il diniego delle attenuanti generiche motivato con esclusivo
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riferimento agli specifici e reiterati precedenti dell’imputato, nonché al suo tivo comportamento processuale).
Essendo il ricorso inammissibile e, a norma dell’art. 616 cod. proc. p non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammiss bilità (Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000), alla condanna del ricorre pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura indicata in dispositivo
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento de spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle mende.
Così deciso in Roma il 20 settembre 2023
Il CpìsigIiere estensore
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Il Pr !dente