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Attenuanti generiche: no se c’è un precedente penale

Un automobilista, condannato per guida in stato di alterazione da sostanze psicotrope con l’aggravante di aver causato un incidente, si è visto respingere il ricorso in Cassazione. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non concedere le attenuanti generiche, motivandola con la personalità negativa dell’imputato, desunta da un suo precedente penale per rapina. La decisione sottolinea come, dopo la riforma del 2008, non sia più sufficiente la sola incensuratezza per beneficiare della riduzione di pena.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Attenuanti Generiche: Quando un Precedente Penale Chiude la Porta alla Riduzione di Pena

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in materia di concessione delle attenuanti generiche: la presenza di un precedente penale, anche se non specifico, può essere un elemento decisivo per negare la riduzione della pena. Il caso analizzato riguarda un automobilista condannato per guida in stato di alterazione che si è visto negare il beneficio a causa della sua ‘personalità negativa’, desunta da una precedente condanna per rapina.

I Fatti del Caso: Guida Alterata e un Precedente Ingombrante

La vicenda giudiziaria ha origine dalla condanna di un individuo per il reato di guida in stato di alterazione da sostanze psicotrope, aggravato dall’aver provocato un sinistro stradale. Le analisi del sangue avevano rivelato una concentrazione di metadone enormemente superiore alla soglia di positività (249 ng/ml contro i 10 ng/ml). A questo dato si aggiungevano evidenti sintomi di alterazione psico-fisica, come eloquio sconnesso, disorientamento, sonnolenza e pupille midriatiche.

L’imputato, dopo la conferma della condanna in appello, ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando due vizi principali: l’inaffidabilità delle prove ematiche e, soprattutto, l’ingiustificata esclusione delle attenuanti generiche.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le doglianze manifestamente infondate. La decisione dei giudici di merito è stata considerata corretta sia nella ricostruzione dei fatti sia nell’applicazione del diritto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.

Le motivazioni: perché le attenuanti generiche sono state negate?

Il cuore della pronuncia risiede nelle motivazioni con cui la Corte ha confermato il diniego delle attenuanti generiche. I giudici hanno chiarito che la valutazione del giudice di merito era pienamente legittima e fondata su principi consolidati.

Personalità Negativa e Precedenti Penali

Il punto cruciale è stata la valutazione della personalità dell’imputato. La Corte d’Appello aveva negato le attenuanti evidenziando l’assenza di elementi positivi valorizzabili e, al contrario, la presenza di un elemento fortemente negativo: un precedente per rapina. Secondo la Cassazione, questo precedente è stato correttamente interpretato come un indice della ‘negativa personalità’ del soggetto, un fattore che osta alla concessione del beneficio.

L’Evoluzione dell’Art. 62-bis c.p.

La Corte ha inoltre ricordato l’evoluzione legislativa e giurisprudenziale dell’art. 62-bis del codice penale. A seguito della riforma del 2008, per la concessione delle attenuanti generiche non è più sufficiente il solo stato di incensuratezza dell’imputato. Il giudice deve, invece, individuare elementi o circostanze di segno positivo che giustifichino una riduzione della pena. A maggior ragione, la presenza di precedenti penali, soprattutto per reati gravi, può legittimamente fondare una decisione di diniego.

Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa ordinanza conferma un orientamento rigoroso e consolidato. Le implicazioni pratiche sono chiare: per un imputato con precedenti penali, ottenere il riconoscimento delle attenuanti generiche è un percorso in salita. La valutazione del giudice non si limita al singolo fatto per cui si procede, ma si estende a un giudizio complessivo sulla personalità del reo, in cui i precedenti penali assumono un peso determinante. La decisione sottolinea come il passato criminale di un individuo, anche se non collegato al reato contestato, possa influenzare in modo significativo l’esito del processo in termini di dosimetria della pena.

È sufficiente non avere altri precedenti penali recenti per ottenere le attenuanti generiche?
No. La Corte di Cassazione chiarisce che, a seguito della riforma del 2008, la mera assenza di precedenti (incensuratezza) non è più un elemento sufficiente per la concessione delle attenuanti generiche. Il giudice deve riscontrare elementi positivi concreti che giustifichino una riduzione della pena.

Un precedente penale, anche se non specifico, può impedire la concessione delle attenuanti generiche?
Sì. Nel caso di specie, un precedente per rapina è stato considerato un indice della ‘personalità negativa’ dell’imputato e ha giustificato il diniego delle attenuanti per un reato completamente diverso, come la guida in stato di alterazione. Ciò dimostra che la valutazione del giudice è complessiva sulla persona.

Quali prove sono state considerate decisive per confermare lo stato di alterazione alla guida?
La condanna è stata confermata sulla base di una pluralità di elementi concordanti: i risultati del prelievo ematico, che mostravano un livello di metadone 25 volte superiore alla soglia, uniti ai chiari rilievi sintomatici riscontrati al momento del fatto (eloquio sconnesso, disorientamento, sonnolenza, andatura barcollante e pupille dilatate).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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