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Attenuanti generiche: no se c’è recidiva specifica

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La richiesta di riconoscere le attenuanti generiche è stata respinta a causa della presenza di una recidiva specifica e reiterata, che per legge impedisce tale prevalenza. La Corte ha inoltre confermato la valutazione negativa della personalità dell’imputato, ritenendo il ricorso manifestamente infondato.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Attenuanti Generiche: Quando la Recidiva Specifica le Blocca

Il bilanciamento tra circostanze aggravanti e attenuanti generiche è un tema centrale nel diritto penale, che incide direttamente sulla determinazione della pena. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: la presenza di una recidiva qualificata può impedire legalmente la prevalenza delle attenuanti. Analizziamo insieme questa decisione per comprendere meglio i limiti del potere discrezionale del giudice in questi casi.

I Fatti del Caso

La vicenda trae origine dal ricorso presentato da un individuo condannato in via definitiva dalla Corte di Appello di Firenze per il reato di furto aggravato. L’unico motivo di doglianza sollevato dalla difesa riguardava il trattamento sanzionatorio. Nello specifico, si contestava il mancato giudizio di equivalenza, e non di prevalenza, tra le attenuanti generiche e le circostanze aggravanti contestate, tra cui una recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale.

L’imputato sosteneva che la sua richiesta di una valutazione più favorevole delle circostanze a suo discapito fosse stata ingiustamente respinta, chiedendo alla Suprema Corte di riconsiderare la questione.

La Decisione della Corte di Cassazione e le Attenuanti Generiche

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, definendolo manifestamente infondato, generico e basato su una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. La decisione si fonda su argomenti solidi, sia di natura legale che giurisprudenziale, che chiariscono i confini entro cui il giudice può muoversi nel concedere le attenuanti generiche.

I giudici hanno confermato integralmente la decisione della Corte d’Appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, a causa della palese inammissibilità e colpa nell’aver proposto l’impugnazione.

Le motivazioni: Perché le Attenuanti Generiche Non Sono State Riconosciute Prevalenti

La Corte ha articolato la propria decisione su due pilastri fondamentali.

Il primo è un divieto di legge esplicito. L’articolo 69, quarto comma, del codice penale, stabilisce chiaramente che le attenuanti generiche non possono essere considerate prevalenti sulla recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale. Nel caso di specie, la condizione di recidivo qualificato dell’imputato costituiva un ostacolo legale insormontabile alla richiesta della difesa. La Corte di merito aveva correttamente applicato questa norma, e la Cassazione non ha potuto che prenderne atto.

Il secondo pilastro riguarda la valutazione discrezionale del giudice. Anche al di là del divieto legale, la Corte d’Appello aveva fornito una motivazione congrua e logica per negare la prevalenza richiesta. I giudici di merito avevano evidenziato l’assenza di elementi positivi ulteriori a cui ancorare il riconoscimento delle attenuanti. Inoltre, era stata sottolineata la personalità negativa dell’imputato, desunta dalla sua specifica condotta. La Cassazione ha ricordato che tale valutazione rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se, come in questo caso, è supportata da una motivazione adeguata. È stato anche ribadito un principio consolidato: la scelta di definire il processo con il rito abbreviato non costituisce, di per sé, un elemento sufficiente per giustificare la concessione delle attenuanti.

Le conclusioni: Implicazioni Pratiche

L’ordinanza in esame rafforza un principio cruciale: la carriera criminale di un imputato ha un peso determinante nel giudizio di bilanciamento delle circostanze. La presenza di una recidiva qualificata non è solo un’aggravante, ma un vero e proprio sbarramento legale che impedisce alle attenuanti generiche di prevalere. Questo significa che, di fronte a un imputato con un passato criminale significativo e specifico, il margine di discrezionalità del giudice si riduce drasticamente.

In pratica, per chi si trova in una condizione di recidiva reiterata e specifica, le possibilità di ottenere un trattamento sanzionatorio più mite attraverso le attenuanti generiche sono quasi nulle, a meno che non emergano elementi di eccezionale valore positivo, che in questo caso erano del tutto assenti. La decisione sottolinea l’importanza per la difesa di non basare le proprie argomentazioni su elementi generici, ma di individuare aspetti concreti e rilevanti che possano giustificare una valutazione di favore, sempre nel rispetto dei limiti imposti dalla legge.

Le attenuanti generiche possono sempre prevalere su una recidiva?
No. L’art. 69, comma 4, del codice penale vieta espressamente che le attenuanti, generiche e non, possano essere ritenute prevalenti sulla recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale.

La scelta del rito abbreviato può giustificare la concessione delle attenuanti generiche?
No. La giurisprudenza costante, confermata in questa ordinanza, stabilisce che la scelta di un rito processuale alternativo come il rito abbreviato non può, da sola, costituire un elemento a sostegno del riconoscimento delle attenuanti generiche.

Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso in Cassazione?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, se l’inammissibilità è dovuta a colpa del ricorrente, come in questo caso per la manifesta infondatezza, viene anche condannato a versare una somma di denaro alla Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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