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Attenuanti generiche: motivazione errata, sentenza nulla

La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati di droga, limitatamente alla determinazione della pena. La decisione è scaturita dalla motivazione palesemente illegittima con cui il giudice di merito aveva concesso le attenuanti generiche agli imputati, basandosi su elementi come la sola incensuratezza o la scelta di un rito processuale che già prevede uno sconto di pena. La Corte ha ritenuto tale motivazione così viziata da equivalere a una violazione di legge, disponendo un nuovo giudizio per il calcolo della sanzione.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Attenuanti Generiche: Quando la Motivazione Errata Annulla la Sentenza

Le attenuanti generiche rappresentano uno strumento fondamentale per il giudice al fine di adeguare la pena alla specifica situazione dell’imputato. Tuttavia, la loro concessione non è arbitraria, ma deve basarsi su una motivazione solida e legalmente corretta. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 25894/2024) ha ribadito questo principio, annullando una condanna proprio a causa di un’argomentazione viziata su questo punto cruciale.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da una sentenza del Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Trani, che aveva condannato due persone per reati legati agli stupefacenti. Il giudice, dopo aver applicato le attenuanti generiche a entrambi gli imputati e operato la riduzione per la scelta del rito abbreviato, aveva comminato pene detentive e pecuniarie significative.

Il Ricorso del Pubblico Ministero e le critiche sulle attenuanti generiche

La Procura della Repubblica ha impugnato la sentenza, lamentando diversi errori di diritto, concentrandosi in particolare sulla concessione delle attenuanti generiche. Secondo il ricorrente, il giudice aveva motivato la sua decisione sulla base di elementi legalmente inidonei:
1. La mancanza di precedenti: Per un imputato, il giudice aveva valorizzato la “mancanza di precedenti di natura delittuosa”. La legge (art. 62-bis cod. pen.) stabilisce però che questo singolo elemento non è sufficiente, da solo, a giustificare la concessione delle attenuanti. Per l’altro imputato, questo riferimento era addirittura errato in fatto, poiché gli era stata contestata e ritenuta la recidiva specifica e reiterata.
2. La scelta del rito abbreviato: La decisione di optare per un giudizio abbreviato, che per legge comporta già una riduzione di un terzo della pena, era stata usata come ulteriore ragione per concedere le attenuanti. Questo costituisce un errore, in quanto si valorizza due volte lo stesso comportamento processuale.
3. L’adeguamento della pena: La motivazione faceva riferimento al “fine di rendere la pena più aderente al caso concreto”, una formula generica e astratta, priva di riferimenti a circostanze di fatto specifiche che potessero giustificare una diminuzione.

La Decisione della Corte di Cassazione: la Violazione di Legge

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo la motivazione del giudice di merito non solo carente, ma talmente viziata da integrare una vera e propria violazione di legge. I giudici supremi hanno definito “incomprensibile” il ragionamento seguito.

Hanno sottolineato che i vizi di motivazione possono essere così radicali da rendere l’apparato argomentativo privo dei requisiti minimi di coerenza e ragionevolezza, rendendo impossibile comprendere l’iter logico seguito dal giudice. Questo era esattamente il caso in esame.

Le Motivazioni della Sentenza

La Corte ha spiegato che la motivazione per la concessione delle attenuanti generiche deve fondarsi su elementi positivi e concreti, che il giudice deve individuare e specificare. Non è possibile ricorrere a formule di stile o a elementi già valutati dalla legge per altri fini. L’affermazione sulla necessità di “rendere la pena più aderente al caso concreto” è stata giudicata vuota, perché non ancorata a nessuna circostanza fattuale che ne chiarisse il senso. Allo stesso modo, il riferimento all’assenza di precedenti è stato ritenuto, per un verso, insufficiente per legge e, per l’altro, palesemente contraddittorio con la contestata recidiva. Di conseguenza, la Corte ha stabilito che una motivazione così fallace equivale a una motivazione mancante, con conseguente violazione della norma sostanziale che disciplina le attenuanti.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

In conclusione, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio, rinviando il caso a un diverso giudice del Tribunale di Trani per una nuova valutazione. La declaratoria di responsabilità penale, invece, è divenuta irrevocabile. Questa decisione rafforza un principio fondamentale: la discrezionalità del giudice nella determinazione della pena deve essere sempre esercitata attraverso una motivazione rigorosa, trasparente e conforme alla legge. Non sono ammesse scorciatoie argomentative o giustificazioni generiche, specialmente quando si tratta di concedere un beneficio come le attenuanti generiche.

Per quali motivi la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza?
La Corte ha annullato la sentenza a causa della motivazione ‘incomprensibile’ e illegittima con cui il giudice di merito aveva concesso le attenuanti generiche. La motivazione si basava su elementi non idonei, come la sola assenza di precedenti penali e la scelta del rito abbreviato, che già prevede per legge una riduzione di pena.

L’assenza di precedenti penali è sufficiente per concedere le attenuanti generiche?
No. La sentenza ribadisce che, ai sensi dell’art. 62 bis, ultimo comma, del codice penale, la sola ‘assenza di precedenti condanne per altri reati’ non può, da sola, essere posta a fondamento della concessione delle attenuanti generiche.

Qual è stata la decisione finale della Corte?
La Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio, rinviando il caso al Tribunale di Trani per un nuovo giudizio sulla determinazione della pena da parte di un diverso magistrato. Ha invece dichiarato irrevocabile l’affermazione della responsabilità penale degli imputati.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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