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Attenuanti generiche: età e incensuratezza non bastano

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due uomini condannati per tentata violenza privata e minaccia. La Corte ha ribadito che, per la concessione delle attenuanti generiche, non sono sufficienti elementi come la giovane o l’avanzata età, o lo stato di incensuratezza, se non accompagnati da altri elementi positivi di valutazione della personalità dell’imputato.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Attenuanti generiche: perché età e fedina pulita non sono sufficienti

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione offre un importante chiarimento sui criteri di applicazione delle attenuanti generiche, confermando un orientamento consolidato ma spesso oggetto di dibattito. La Suprema Corte ha stabilito che né la giovane età né l’avanzata età, così come lo stato di incensuratezza, possono di per sé giustificare una riduzione della pena, se non sono supportate da altri elementi positivi che delineino una personalità non incline al crimine. Analizziamo insieme questa decisione.

I fatti del processo

Due uomini, uno giovane e uno anziano, venivano condannati in primo e secondo grado per il reato di tentata violenza privata; il più giovane anche per minaccia aggravata. La Corte d’Appello di Palermo aveva confermato la sentenza di condanna. Insoddisfatti della decisione, i due imputati decidevano di presentare ricorso per Cassazione, affidandosi a due motivi principali.

Il ricorso in Cassazione: i motivi di appello

I ricorrenti lamentavano due aspetti della sentenza d’appello:

1. Mancata applicazione della causa di non punibilità: Sostenevano che il fatto fosse di particolare tenuità (ex art. 131-bis c.p.) e che quindi non dovessero essere puniti.
2. Mancata concessione delle attenuanti generiche: Ritenevano che la loro età (rispettivamente giovane e molto avanzata) e l’assenza di precedenti penali dovessero comportare una diminuzione della pena.

La decisione della Corte: l’inammissibilità dei ricorsi

La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i motivi, dichiarando i ricorsi inammissibili. Vediamo perché.

Per quanto riguarda il primo punto, la Corte ha sottolineato che la richiesta di applicare la non punibilità per tenuità del fatto si basava su una rilettura delle prove e delle modalità della condotta. Questo tipo di valutazione è riservato ai giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello) e non può essere effettuato in sede di legittimità, dove la Cassazione valuta solo la corretta applicazione della legge.

Le attenuanti generiche e la valutazione del giudice

Il cuore della decisione riguarda il secondo motivo, quello sulle attenuanti generiche. La Corte ha definito il motivo ‘manifestamente infondato’ e ‘versato in fatto’. Ha colto l’occasione per ribadire alcuni principi fondamentali in materia.

Il giudice non è obbligato a concedere le attenuanti solo perché un imputato è incensurato. Dopo la riforma del 2008, è necessaria la presenza di elementi positivi e concreti che inducano a una valutazione favorevole della personalità dell’imputato. La semplice assenza di precedenti non è più sufficiente.

L’irrilevanza dell’età senza elementi concreti

La Cassazione ha poi specificato che né la giovane età di un imputato né quella avanzata dell’altro costituiscono, da sole, un elemento positivo.

– Per la giovane età, non basta affermarla: è necessario che il giudice accerti che tale condizione abbia realmente influito sulla maturità e sulla capacità del soggetto di comprendere le conseguenze delle proprie azioni.
– Allo stesso modo, l’età avanzata (nel caso di specie, superiore a settant’anni) non è di per sé un fattore attenuante.

In entrambi i casi, i ricorsi si limitavano a un’affermazione generica, senza fornire elementi concreti per dimostrare come l’età avesse inciso sulla commissione dei reati. Anche questo si traduceva in una richiesta di rivalutazione del merito, inammissibile in Cassazione.

Le Motivazioni della Cassazione

Le motivazioni della Corte si fondano su un principio cardine del giudizio di legittimità: la Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono riesaminare i fatti. Il suo compito è verificare che i giudici precedenti abbiano applicato correttamente la legge e motivato in modo logico le loro decisioni. Nel caso di specie, i ricorrenti hanno tentato di ottenere un ‘alternativo apprezzamento delle modalità della condotta’, cosa non consentita. Sulle attenuanti generiche, la motivazione è chiara: la concessione di questo beneficio richiede un’analisi positiva della personalità dell’imputato, che non può basarsi su dati anagrafici o sull’assenza di precedenti, ma deve emergere da circostanze concrete e significative che il giudice di merito ha il compito di valutare.

Le Conclusioni

L’ordinanza conferma che per ottenere le attenuanti generiche non è sufficiente appellarsi a fattori come l’età o una fedina penale pulita. È indispensabile che la difesa fornisca al giudice elementi concreti e positivi sulla personalità dell’imputato, che dimostrino una ridotta capacità a delinquere o altre circostanze meritevoli di considerazione. In assenza di tali elementi, il diniego da parte del giudice è pienamente legittimo. La decisione, inoltre, ha comportato la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende, a causa della palese inammissibilità della loro impugnazione.

Avere la fedina penale pulita è sufficiente per ottenere le attenuanti generiche?
No. Secondo la Corte, a seguito della riforma del 2008, lo stato di incensuratezza da solo non è più sufficiente. È necessaria la presenza di elementi o circostanze di segno positivo che giustifichino una valutazione favorevole della personalità dell’imputato.

La giovane età di un imputato giustifica automaticamente la concessione delle attenuanti generiche?
No. La giovane età non giustifica di per sé la concessione delle attenuanti. È necessario che il giudice accerti in concreto che la condizione giovanile abbia influito sulla personalità del soggetto, determinando una non completa maturità e capacità di valutare il proprio comportamento.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le doglianze presentate erano ‘versate in fatto’, cioè tendevano a ottenere una nuova valutazione delle prove e delle circostanze del caso, un compito che spetta ai giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello) e non alla Corte di Cassazione, che si occupa solo della corretta applicazione della legge.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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