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Art. 186 comma 2-sexies: aumento solo pecuniario

La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per guida in stato di ebbrezza, chiarendo che l’aggravante prevista dall’art. 186 comma 2-sexies del Codice della Strada comporta un aumento della sola pena pecuniaria (ammenda) e non anche di quella detentiva (arresto). La Corte ha quindi ricalcolato la sanzione, correggendo l’errore del giudice di merito che aveva illegalmente aumentato anche i giorni di arresto.

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Pubblicato il 6 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Guida in stato di ebbrezza: l’aumento di pena dell’art. 186 comma 2-sexies si applica solo all’ammenda

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 16866/2024) ha fornito un chiarimento fondamentale sull’applicazione delle sanzioni per il reato di guida in stato di ebbrezza. Il principio affermato è cruciale: l’aggravante prevista dall’art. 186 comma 2-sexies del Codice della Strada, che prevede un aumento di pena se il reato è commesso dopo le 22 e prima delle 7, riguarda esclusivamente la sanzione pecuniaria e non quella detentiva. Vediamo insieme i dettagli di questa importante decisione.

I Fatti del Caso: Una Condanna e un Errore di Calcolo

Il caso ha origine dal ricorso di un’automobilista condannata dal Tribunale di Ascoli Piceno per guida in stato di ebbrezza, reato commesso alle 23:03. Il giudice di merito aveva stabilito una pena base di 30 giorni di arresto e 1.250 euro di ammenda. Successivamente, applicando l’aggravante delle ore notturne (art. 186, comma 2-sexies), aveva aumentato la pena di un terzo, portandola a 40 giorni di arresto e 1.667 euro di ammenda. Solo dopo questo aumento, aveva applicato le attenuanti generiche, riducendo la pena finale.

Il Ricorso per Cassazione e l’Errata Applicazione dell’art. 186 comma 2-sexies

La difesa dell’imputata ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la violazione di legge. Il punto centrale del ricorso era proprio l’errata applicazione dell’aumento di pena. La ricorrente ha evidenziato come il giudice avesse esteso l’aggravante sia alla componente detentiva (l’arresto) sia a quella pecuniaria (l’ammenda), mentre la norma limita l’aumento alla sola pena pecuniaria.

La tesi difensiva è stata pienamente accolta sia dal Procuratore generale, che ha concluso per l’annullamento con rinvio, sia dalla Corte di Cassazione.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte Suprema ha ribadito un principio interpretativo chiaro e inequivocabile. Il testo dell’art. 186 comma 2-sexies del Codice della Strada stabilisce che ‘l’ammenda è aumentata da un terzo alla metà’. La norma, quindi, non fa alcun riferimento alla pena dell’arresto. L’operato del giudice di merito, che ha aumentato anche la pena detentiva da 30 a 40 giorni, è stato pertanto giudicato illegale.

La Cassazione ha affermato che la norma delinea una circostanza aggravante che incide unicamente sull’aspetto economico della sanzione, senza toccare la privazione della libertà personale. Di conseguenza, l’aumento della pena detentiva applicato in primo grado era privo di fondamento giuridico.

Le Conclusioni: Annullamento e Ricalcolo della Pena

In virtù di questa palese violazione di legge, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata, ma senza disporre un nuovo processo (annullamento senza rinvio). Avvalendosi della facoltà prevista dall’art. 620, lett. l) del codice di procedura penale, la Corte ha proceduto direttamente a ricalcolare la pena corretta, non essendo necessaria alcuna valutazione discrezionale.

Il nuovo calcolo è stato così effettuato:
1. Pena base: 30 giorni di arresto e 1.250 euro di ammenda.
2. Aumento ex art. 186, comma 2-sexies: La pena detentiva rimane 30 giorni, mentre l’ammenda viene aumentata di un terzo a 1.667 euro.
3. Diminuzione per attenuanti generiche: La pena viene ridotta di un terzo, arrivando a 20 giorni di arresto e 1.111 euro di ammenda.

Infine, la pena così rideterminata è stata convertita in 50 ore di lavori di pubblica utilità, confermando una possibilità già prevista dal giudice di merito. Questa sentenza riafferma il principio di stretta legalità nell’applicazione delle sanzioni penali, garantendo che gli aumenti di pena siano applicati solo nei casi e nei modi espressamente previsti dalla legge.

L’aggravante dell’art. 186, comma 2-sexies, del Codice della Strada aumenta sia l’arresto che l’ammenda?
No, la sentenza chiarisce che l’aumento di pena da un terzo alla metà si applica esclusivamente alla sanzione pecuniaria (ammenda) e non a quella detentiva (arresto).

In che modo la Corte di Cassazione ha corretto la pena in questo caso?
La Corte ha annullato la parte della sentenza relativa alla sanzione e ha ricalcolato la pena in modo corretto: ha applicato l’aumento di un terzo solo sull’ammenda, mantenendo invariata la pena base dell’arresto, e solo successivamente ha applicato la riduzione per le circostanze attenuanti.

Può la Corte di Cassazione ricalcolare direttamente una pena?
Sì, ai sensi dell’art. 620, lett. l) del codice di procedura penale, la Corte può rideterminare direttamente la pena quando l’annullamento è dovuto a un errore di legge che non richiede ulteriori valutazioni di merito, come un errato calcolo matematico o un’errata applicazione di una norma sanzionatoria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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