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Archiviazione: come impugnare il provvedimento

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due persone offese contro un’ordinanza di archiviazione relativa a presunti reati ambientali. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito della riforma del 2017, il provvedimento di archiviazione non è più impugnabile direttamente tramite ricorso per cassazione. Lo strumento corretto è il reclamo dinanzi al tribunale in composizione monocratica. Il mancato rispetto del principio di tassatività delle impugnazioni ha comportato la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 30 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Archiviazione: come impugnare correttamente il provvedimento

L’istituto dell’archiviazione rappresenta un momento critico nel procedimento penale, specialmente per le persone offese che vedono svanire la possibilità di un processo. Tuttavia, la giurisprudenza recente ha chiarito in modo inequivocabile che non tutti i provvedimenti sono impugnabili direttamente davanti alla Corte di Cassazione.

Il caso dei reati ambientali

La vicenda trae origine da un’indagine per inquinamento ambientale e disastro ambientale. A seguito della richiesta di archiviazione da parte del Pubblico Ministero, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha emesso un’ordinanza di archiviazione. Le persone offese hanno tentato di opporsi a tale decisione ricorrendo direttamente in Cassazione, lamentando illogicità della motivazione e travisamento delle prove, in particolare riguardo ai campionamenti effettuati presso un depuratore.

Perché l’archiviazione non è ricorribile in Cassazione

Il punto centrale della decisione riguarda il principio di tassatività delle impugnazioni. Con l’entrata in vigore della Legge 103/2017, il legislatore ha profondamente modificato il regime di impugnazione delle ordinanze di archiviazione. Oggi, tali provvedimenti non sono più soggetti a ricorso per cassazione, ma devono essere contestati tramite lo strumento del reclamo.

Il reclamo ex art. 410-bis CPP

L’ordinanza di archiviazione emessa dal GIP può essere impugnata esclusivamente mediante reclamo dinanzi al tribunale in composizione monocratica. Questo strumento è previsto dall’articolo 410-bis del codice di procedura penale. Il ricorso in Cassazione rimane possibile solo in casi estremamente limitati di nullità specifica, che non sono stati riscontrati nel caso in esame.

Le motivazioni

La Corte di Cassazione ha fondato la propria decisione sulla natura inoppugnabile del provvedimento scelto dai ricorrenti. Poiché la legge prevede un percorso specifico (il reclamo al Tribunale), il salto diretto verso la Suprema Corte viola le regole procedurali vigenti. I giudici hanno sottolineato che l’inammissibilità deriva proprio dal mancato rispetto del principio di tassatività: le parti non possono scegliere liberamente quale giudice adire, ma devono seguire rigorosamente quanto stabilito dal codice. Inoltre, la Corte ha rilevato che il ricorso è stato presentato senza una reale giustificazione giuridica che potesse escludere la colpa dei ricorrenti nella determinazione dell’errore procedurale.

Le conclusioni

In conclusione, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Tale esito comporta conseguenze onerose per le parti: la condanna al pagamento delle spese processuali e il versamento di una somma equitativa in favore della Cassa delle Ammende, quantificata in tremila euro. Questa sentenza ribadisce l’importanza di una corretta strategia difensiva che identifichi correttamente il mezzo di impugnazione previsto dalla legge per l’archiviazione, evitando inutili aggravi di spese e la perdita definitiva della possibilità di far valere le proprie ragioni nel merito.

Si può ricorrere in Cassazione contro un’ordinanza di archiviazione?
No, a seguito della riforma del 2017, l’ordinanza di archiviazione non è più direttamente ricorribile in Cassazione, salvo casi eccezionali di nullità.

Qual è il rimedio corretto contro l’archiviazione del GIP?
Il rimedio corretto è il reclamo da presentare dinanzi al tribunale in composizione monocratica, come stabilito dall’articolo 410-bis del codice di procedura penale.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile?
Il ricorrente rischia la condanna al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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