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Appello Penale: Spedizione o Ricezione? La Cassazione chiarisce la Tempestività

Un Ricorrente, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato appello. La Corte d’Appello ha dichiarato l’appello inammissibile, ritenendolo tardivo perché ricevuto in cancelleria oltre il termine. Il Ricorrente ha sostenuto di aver spedito l’appello tramite raccomandata entro i termini, considerando la sospensione feriale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la tempestività impugnazione penale conta la data di spedizione della raccomandata, non quella di ricezione. Ha annullato la decisione e rinviato gli atti alla Corte d’Appello per un nuovo giudizio.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 29689 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 6 n. 29689/2022)

La Tempestività dell’Impugnazione Penale: Quando conta la data di spedizione?

La questione della tempestività impugnazione penale è fondamentale nel diritto processuale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un aspetto cruciale: quando un atto di impugnazione viene spedito tramite raccomandata, la data che conta per il rispetto dei termini non è quella in cui l’atto arriva in tribunale, ma quella in cui viene effettivamente spedito. Questo principio è essenziale per garantire il diritto di difesa e per evitare che ritardi postali possano pregiudicare un ricorso.

Il Caso: Una Condanna e un Appello Contestato

La vicenda riguarda un Ricorrente, condannato in primo grado per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale (cioè, per aver ostacolato un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni). La sentenza di condanna era stata emessa in seguito a un giudizio abbreviato (un rito processuale più rapido che prevede uno sconto di pena). Il Tribunale aveva depositato le motivazioni della sentenza il 31 luglio. Il Ricorrente, tramite il suo avvocato, ha deciso di presentare appello contro questa decisione.

L’Errore della Corte d’Appello sulla Tempestività Impugnazione Penale

La Corte d’Appello ha dichiarato l’appello inammissibile (cioè, non valido) perché lo ha ritenuto tardivo. Secondo la Corte d’Appello, l’atto era stato depositato in cancelleria il 7 novembre, oltre il termine di 45 giorni previsto dalla legge. Tuttavia, il Ricorrente ha evidenziato che l’appello era stato inviato tramite plico raccomandato A/R (una spedizione con avviso di ricevimento, che certifica l’invio e la ricezione) il 30 ottobre. La differenza tra la data di spedizione e quella di ricezione è stata il fulcro della controversia.

Il Calcolo dei Termini e la Sospensione Feriale

Per capire la tempestività impugnazione penale, è necessario calcolare correttamente i termini. La legge prevede un termine di 45 giorni per proporre appello, che decorre dalla data di deposito delle motivazioni della sentenza. Nel caso specifico, le motivazioni erano state depositate il 31 luglio. È però importante considerare la sospensione feriale dei termini processuali (il periodo di ‘ferie’ per i tribunali, che all’epoca andava dal 1° agosto al 15 settembre). Questo significa che il conteggio dei 45 giorni si è interrotto il 1° agosto ed è ripreso il 16 settembre. Calcolando attentamente, il termine ultimo per presentare l’appello scadeva proprio il 30 ottobre.

Le Motivazioni della Sentenza: La Data di Spedizione è Decisiva per la Tempestività Impugnazione Penale

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il ricorso e ha ritenuto che fosse fondato. Ha ricordato che l’articolo 583 del codice di procedura penale permette alle parti di presentare impugnazione anche tramite raccomandata. Questo stesso articolo stabilisce chiaramente che, in questi casi, l’impugnazione si considera proposta nella data di spedizione della raccomandata. La Corte ha quindi ribadito un principio consolidato: non è la data in cui l’atto arriva fisicamente in cancelleria a determinare la tempestività, ma la data in cui il cittadino ha effettivamente spedito l’atto, purché lo abbia fatto con le modalità previste dalla legge (raccomandata con avviso di ricevimento).

Le Conclusioni: Appello Tempestivo e Rinvio alla Corte d’Appello

Alla luce di queste considerazioni, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’impugnazione del Ricorrente era stata presentata tempestivamente, poiché il plico raccomandato era stato spedito il 30 ottobre, ovvero l’ultimo giorno utile. Di conseguenza, la decisione della Corte d’Appello di dichiarare l’appello inammissibile per tardività era errata. La Cassazione ha quindi annullato l’ordinanza impugnata e ha disposto che gli atti vengano restituiti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria. Quest’ultima dovrà ora esaminare l’appello nel merito, valutando le ragioni del Ricorrente contro la condanna per resistenza a pubblico ufficiale, senza più poter eccepire la sua tardività. Questo risultato pratico significa che il Ricorrente ha ottenuto il diritto di vedere il suo caso riesaminato in appello, grazie alla corretta applicazione delle norme sulla tempestività impugnazione penale.

Qual è la data che conta per la tempestività di un appello penale spedito per raccomandata?
Per un appello penale spedito tramite raccomandata, la data che conta per la sua tempestività è quella di spedizione del plico raccomandato, non quella di ricezione da parte della cancelleria del tribunale.

Cosa si intende per sospensione feriale dei termini processuali e come influisce sui tempi per presentare un ricorso?
La sospensione feriale è un periodo, generalmente estivo, durante il quale i termini per compiere atti processuali vengono interrotti. Una volta terminata la sospensione, il conteggio dei giorni riprende dal punto in cui si era fermato, prolungando di fatto il termine utile per presentare un ricorso.

Cosa succede se un appello viene dichiarato inammissibile per tardività?
Se un appello viene dichiarato inammissibile per tardività, significa che il giudice non lo esaminerà nel merito perché ritiene che non sia stato presentato entro i termini previsti dalla legge. La decisione di primo grado diventa definitiva, a meno che, come in questo caso, un giudice superiore non annulli tale dichiarazione di inammissibilità.

Termini giuridici

Giudizio abbreviato
Un tipo di processo penale più veloce, che permette all'imputato di ottenere uno sconto di pena in cambio della rinuncia al dibattimento completo.
Impugnazione
L'atto con cui una parte chiede a un giudice superiore di riesaminare una decisione già presa da un giudice inferiore, come un appello o un ricorso in Cassazione.
Sospensione feriale dei termini processuali
Un periodo di tempo, solitamente estivo, durante il quale i termini per compiere atti processuali (come presentare un ricorso) vengono sospesi, per poi riprendere a decorrere alla fine della sospensione.
Inammissibilità
Una decisione del giudice che dichiara un atto (come un ricorso) non valido o non ricevibile, spesso per motivi procedurali come il mancato rispetto dei termini.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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