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Aggravante transnazionalità: quando si applica?

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico internazionale di stupefacenti. La sentenza chiarisce i presupposti per l’applicazione dell’aggravante transnazionalità, specificando che non è necessaria l’appartenenza dell’imputato al gruppo criminale organizzato, ma è sufficiente la sua consapevolezza e il contributo al reato commesso con il concorso del gruppo stesso. Viene inoltre ribadito il corretto metodo di calcolo della prescrizione in presenza di aggravanti ad effetto speciale.

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Pubblicato il 28 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggravante transnazionalità: quando si applica nel traffico di droga?

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24282 del 2024, è tornata a pronunciarsi su un tema cruciale nel contrasto al crimine organizzato: i presupposti per l’applicazione dell’aggravante transnazionalità. Il caso riguardava un ingente traffico di stupefacenti dall’Albania e ha offerto alla Corte l’occasione per ribadire principi fondamentali sulla consapevolezza del reo e sul calcolo della prescrizione in presenza di più circostanze aggravanti.

I Fatti di Causa

Un soggetto veniva condannato in primo e secondo grado per aver partecipato all’importazione di circa 900 kg di marijuana dall’Albania. Il suo ruolo specifico era stato quello di contribuire al trasporto dello stupefacente dal litorale pugliese a Roma, utilizzando un camper. La difesa dell’imputato proponeva ricorso per cassazione, contestando principalmente tre aspetti:

1. L’applicazione dell’aggravante della transnazionalità: si sosteneva che l’imputato avesse agito in modo occasionale, interagendo solo con un altro coimputato e senza essere a conoscenza della struttura organizzativa del gruppo criminale e della provenienza estera della droga.
2. La determinazione della pena: si lamentava che la Corte di Appello avesse considerato due volte l’ingente quantitativo di stupefacente, sia per fissare una pena base superiore al minimo, sia per applicare un’altra specifica aggravante.
3. La prescrizione del reato: si argomentava che un’aggravante ad effetto speciale fosse stata applicata come comune e, pertanto, non avrebbe dovuto allungare i termini di prescrizione, che a dire della difesa sarebbero già decorsi.

L’Aggravante Transnazionalità e il Ruolo del Singolo

Il punto centrale del ricorso verteva sull’aggravante transnazionalità, prevista dall’art. 4 della legge n. 146 del 2006. Secondo la difesa, per poter applicare tale aggravante, l’imputato avrebbe dovuto essere parte integrante del gruppo criminale transnazionale.

La Corte di Cassazione respinge questa tesi, confermando l’orientamento consolidato. La motivazione della Corte di Appello è stata ritenuta logica e adeguata, avendo dimostrato come l’imputato, recandosi insieme a un esponente di spicco del gruppo presso un cantiere nautico per organizzare lo sbarco della droga proveniente dall’Albania, non potesse ignorare la dimensione internazionale dell’operazione. La sua piena consapevolezza e il suo accordo con i vertici del gruppo erano evidenti dalle emergenze probatorie.

L’Appartenenza al Gruppo Non è Necessaria

La Corte ribadisce un principio di diritto fondamentale: ai fini della qualificazione del reato come transnazionale, è necessario il coinvolgimento di un gruppo criminale organizzato, ma non è richiesta l’appartenenza formale a detto gruppo da parte dell’autore del reato. Il predicato della transnazionalità si estende a chiunque contribuisca alla commissione del reato, a condizione che a tale reato abbia partecipato anche solo uno degli appartenenti al sodalizio.

Calcolo della Prescrizione e l’Aggravante Transnazionalità

Altro motivo di ricorso riguardava la prescrizione. La difesa sosteneva che il reato, commesso nel 2013, fosse ormai estinto. La Cassazione chiarisce definitivamente come si calcola il tempo necessario a prescrivere in presenza di aggravanti ad effetto speciale, come quella del traffico di ingente quantità di droga e la stessa aggravante transnazionalità.

La legge stabilisce che, per il calcolo, si deve tener conto non dell’aumento di pena concretamente applicato dal giudice, ma dell’aumento massimo previsto in astratto dalla norma. Nel caso di specie, erano presenti due diverse aggravanti ad effetto speciale. La Corte ha spiegato che, in tale situazione, il termine di prescrizione deve essere calcolato partendo dalla pena base massima del reato, aumentata prima per la metà (massimo previsto per la prima aggravante) e poi ulteriormente di un terzo sul risultato (massimo previsto per il concorso di aggravanti della stessa specie). Questo calcolo ha portato a un termine di prescrizione massimo di quindici anni, con scadenza fissata al 16.02.2028, ben lontana dall’essere maturata.

Le Motivazioni della Cassazione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza di tutti i motivi proposti. Sull’aggravante transnazionalità, ha affermato che la motivazione dei giudici di merito era adeguata e in linea con la giurisprudenza consolidata. Le prove raccolte, come le intercettazioni e la presenza dell’imputato in luoghi strategici per l’importazione, dimostravano la sua piena consapevolezza della provenienza estera della droga e il suo inserimento funzionale nell’operazione criminale.

Per quanto riguarda il presunto doppio utilizzo dell’ingente quantitativo, la Corte ha osservato che i giudici di merito non avevano basato la pena solo sul dato ponderale, ma anche sulle modalità complessive del fatto, che dimostravano un elevato disvalore della condotta, escludendo così qualsiasi vizio.

Infine, sul calcolo della prescrizione, la Corte ha applicato rigorosamente il dettato dell’art. 157 del codice penale, confermando che si deve guardare all’aumento massimo edittale previsto per le aggravanti ad effetto speciale, e non a quello inflitto in concreto. Di conseguenza, il reato non era prescritto.

Conclusioni

Questa sentenza consolida importanti principi in materia di criminalità organizzata e traffico di stupefacenti. In primo luogo, chiarisce che per essere ritenuti responsabili con l’aggravante transnazionalità, non è necessario essere un affiliato o un membro stabile di un’organizzazione criminale; è sufficiente contribuire consapevolmente a un reato che vede il coinvolgimento di tale gruppo. In secondo luogo, offre un’importante lezione sul calcolo dei termini di prescrizione, sottolineando che la presenza di aggravanti ad effetto speciale allunga significativamente i tempi, basandosi sulla massima sanzione astrattamente applicabile. La decisione finale di inammissibilità e condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria conferma la linea di rigore della Suprema Corte verso ricorsi palesemente infondati.

È necessario essere un membro di un’organizzazione criminale per vedersi contestata l’aggravante di transnazionalità?
No. La Corte di Cassazione ha ribadito che ai fini dell’applicazione dell’aggravante è necessario il coinvolgimento di un gruppo criminale organizzato, ma non l’appartenenza a detto gruppo dell’autore del reato. L’aggravante si estende per il solo fatto che alla commissione del reato abbia contribuito un appartenente al sodalizio e che il concorrente ne fosse consapevole.

Come si calcola la prescrizione del reato in presenza di aggravanti ad effetto speciale?
Per determinare il tempo necessario a prescrivere, si deve tener conto dell’aumento massimo di pena previsto in astratto dalla legge per le aggravanti ad effetto speciale, e non dell’aumento di pena concretamente applicato dal giudice nel singolo caso.

È legittimo che il giudice consideri l’ingente quantitativo di droga sia per determinare la pena base sia come circostanza aggravante?
No, il giudice non può valutare lo stesso fatto due volte. Tuttavia, nel caso esaminato, la Corte ha ritenuto che i giudici di merito avessero correttamente valutato non solo il dato ponderale della sostanza, ma anche le modalità complessive della condotta per determinare la pena, evitando così una duplicazione sanzionatoria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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