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Valutazione performance: il ruolo dell’OIV è centrale

Un Segretario Comunale ha impugnato il provvedimento di valutazione performance relativo agli anni 2018-2019, ritenendo il giudizio del Sindaco arbitrario e privo di basi tecniche. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione performance non può basarsi esclusivamente sulla discrezionalità politica del Sindaco, ma deve necessariamente integrare le verifiche tecniche dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV). L’omissione del confronto con i dati dell’OIV rende il provvedimento illegittimo per violazione dei principi di correttezza e imparzialità amministrativa.

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Valutazione performance: la Cassazione frena la discrezionalità politica

La gestione della valutazione performance nel pubblico impiego rappresenta un equilibrio delicato tra indirizzo politico e rigore tecnico. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito che il potere del Sindaco di valutare i propri dirigenti, pur esistendo un rapporto di dipendenza funzionale, non può trasformarsi in un atto arbitrario o puramente soggettivo.

Il caso del Segretario Comunale

La vicenda nasce dal ricorso di un Segretario Comunale che contestava il punteggio attribuito dal Sindaco per le annualità 2018 e 2019. Secondo il ricorrente, la valutazione era priva di parametri misurabili e formulata da un organo politico non dotato delle competenze tecniche necessarie per giudicare funzioni giuridico-amministrative complesse. Se nei primi gradi di giudizio era prevalsa la tesi della discrezionalità datoriale, la Cassazione ha ribaltato questa visione.

Il ruolo centrale dell’OIV nella valutazione performance

Il cuore della decisione risiede nel ruolo dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV). La legge attribuisce a questo soggetto compiti imprescindibili di monitoraggio e validazione dei sistemi di misurazione. Ignorare il contributo tecnico dell’OIV significa rendere la valutazione performance un atto monco e potenzialmente discriminatorio.

Separazione tra politica e tecnica

L’ordinanza sottolinea l’importanza del principio di separazione delle funzioni. Se alla politica spetta la valutazione del raggiungimento degli obiettivi strategici, la verifica delle competenze professionali tecniche deve restare ancorata a criteri oggettivi. Questo serve a garantire il non asservimento degli organi tecnici al potere politico, tutelando l’imparzialità della Pubblica Amministrazione.

Le motivazioni

La Corte di Cassazione ha rilevato che la sentenza di appello ha erroneamente pretermesso il ruolo dell’OIV, limitandosi a convalidare la discrezionalità del Sindaco in astratto. Secondo i giudici di legittimità, l’art. 14 del D.Lgs. 150/2009 impone che il percorso valutativo sia supportato da un organo tecnico che attesti la correttezza e la legittimità di ogni fase. La mancanza di un confronto effettivo tra il giudizio politico e i riscontri oggettivi dell’OIV viola i canoni di correttezza e buona fede che devono guidare l’azione amministrativa, rendendo il giudizio finale incoerente con i parametri di misurabilità previsti dai regolamenti interni.

Le conclusioni

In conclusione, la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata, riaffermando che la valutazione performance deve essere il risultato di un bilanciamento tra discrezionalità politica e obiettività amministrativa. Il Sindaco non può agire in totale autonomia se il sistema dell’ente prevede l’apporto di un organismo tecnico indipendente. Le implicazioni pratiche sono chiare: ogni ente locale deve assicurarsi che i propri procedimenti valutativi siano conformi non solo ai regolamenti interni, ma anche alle fonti primarie che impongono la trasparenza e la misurabilità dei risultati, pena l’annullamento dei provvedimenti e il possibile risarcimento del danno per perdita di chance del dipendente.

Il Sindaco può valutare il Segretario Comunale senza criteri tecnici?
No, la valutazione deve basarsi su parametri di misurabilità oggettivi e deve tenere conto del supporto tecnico fornito dall’OIV.

Qual è la conseguenza di una valutazione performance arbitraria?
Il provvedimento può essere dichiarato illegittimo per violazione dei principi di correttezza e buona fede, portando all’annullamento della valutazione.

Che ruolo ha l’OIV nel processo di valutazione?
L’OIV garantisce la correttezza dei processi di misurazione e propone la valutazione dei dirigenti di vertice sulla base di metodologie certificate.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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