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Usi civici: limiti al regolamento di giurisdizione

Un ente gestore di terre collettive ha contestato l’occupazione di terreni gravati da usi civici da parte di una società elettrica nazionale. Nonostante avesse già adito il Commissario competente, l’ente ha richiesto alla Cassazione di confermare tale giurisdizione a seguito di nuove norme sulla compatibilità degli elettrodotti. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che la questione riguarda il merito della causa e non la giurisdizione, mancando inoltre un reale contrasto tra le parti sulla scelta del giudice.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Usi civici e infrastrutture: la Cassazione chiarisce i limiti processuali

La gestione dei terreni gravati da usi civici rappresenta spesso un terreno di scontro tra la tutela del patrimonio collettivo e lo sviluppo delle infrastrutture strategiche nazionali. Una recente ordinanza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha affrontato il tema della giurisdizione in merito all’occupazione di terre demaniali per la realizzazione di elettrodotti.

Il caso: occupazione di terre e usi civici

La vicenda trae origine dal ricorso di un ente agrario che lamentava l’occupazione senza titolo di terreni appartenenti al demanio collettivo da parte di una società elettrica. L’ente aveva inizialmente adito il Commissario per la liquidazione degli usi civici, chiedendo l’accertamento dell’abusività dell’occupazione e la determinazione di un’indennità. Tuttavia, a seguito dell’introduzione di nuove norme che presumono la compatibilità degli elettrodotti con i diritti collettivi, l’ente ha proposto un regolamento preventivo di giurisdizione.

La strategia processuale dell’ente

L’obiettivo dell’ente era ottenere dalla Cassazione una conferma definitiva della giurisdizione del Commissario speciale, temendo che le modifiche legislative potessero averne limitato i poteri. La richiesta mirava a cristallizzare la competenza del giudice già adito, nonostante nessuna delle controparti avesse sollevato eccezioni in merito.

La decisione delle Sezioni Unite

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che il regolamento di giurisdizione non può essere utilizzato come uno strumento per ottenere un parere preventivo o per risolvere questioni che attengono alla sostanza del diritto conteso.

Assenza di interesse ad agire

Un punto centrale della decisione riguarda il difetto di interesse. Poiché l’ente aveva scelto autonomamente il giudice e le altre parti non ne avevano contestato la competenza, non sussisteva alcun dubbio ragionevole che giustificasse l’intervento della Cassazione. Il sistema processuale non permette di interrogare la Corte di legittimità solo per confermare una scelta già operata e non contestata.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla distinzione tra giurisdizione e merito. La questione relativa all’applicabilità delle nuove norme sulla compatibilità degli elettrodotti con gli usi civici non riguarda chi debba giudicare, ma come debba essere risolta la controversia. Stabilire se un’occupazione sia abusiva o se una norma sopravvenuta influisca sul diritto dell’ente è compito del giudice di merito. Le Sezioni Unite hanno ribadito che le questioni sulla tutelabilità delle posizioni giuridiche individuali non possono essere trasformate artificiosamente in questioni di giurisdizione.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte confermano che il regolamento preventivo rimane un rimedio eccezionale. In materia di usi civici, spetta al Commissario adito valutare l’impatto delle riforme legislative sulla specifica fattispecie. Per gli operatori del settore e gli enti gestori, la sentenza sottolinea l’importanza di distinguere correttamente tra i presupposti processuali e le difese di merito, evitando ricorsi strumentali che rischiano di appesantire inutilmente l’iter giudiziario.

Quando è ammissibile il regolamento preventivo di giurisdizione?
È ammissibile solo quando sussiste un ragionevole dubbio sulla correttezza del giudice adito o quando una delle parti ne contesta formalmente la competenza.

La compatibilità di un elettrodotto con gli usi civici è una questione di giurisdizione?
No, la Corte ha stabilito che l’applicabilità delle norme sulla compatibilità delle infrastrutture riguarda il merito della causa e non la scelta del giudice.

Cosa succede se l’attore chiede conferma della giurisdizione del giudice che lui stesso ha scelto?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile per difetto di interesse ad agire, a meno che non siano emersi elementi concreti che mettano in dubbio tale scelta.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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