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Termini rito Fornero: la Cassazione sui termini brevi

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore, ribadendo la specificità dei termini rito Fornero. L’ordinanza chiarisce che il termine breve di 60 giorni per l’impugnazione in Cassazione decorre dalla semplice comunicazione della sentenza d’appello, e non si applicano i termini ordinari più lunghi. La mancata osservanza di questo termine perentorio comporta l’inammissibilità del ricorso.

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Pubblicato il 12 febbraio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Termini Rito Fornero: perché il ricorso tardivo è inammissibile

Nel diritto processuale del lavoro, il rispetto delle scadenze è cruciale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha riaffermato l’importanza dei termini rito Fornero, sottolineando come la loro natura speciale e perentoria non ammetta deroghe. Questo caso evidenzia come un ritardo nella presentazione del ricorso per cassazione possa precludere definitivamente la possibilità di far valere le proprie ragioni, anche se fondate nel merito.

I fatti del caso

La vicenda trae origine dal licenziamento di un lavoratore, che aveva impugnato il provvedimento secondo le regole del Rito Fornero (Legge 92/2012). Dopo una prima fase sfavorevole presso il Tribunale, il lavoratore aveva proposto appello. Anche la Corte d’Appello, però, aveva dichiarato l’impugnazione inammissibile perché presentata oltre il termine di 30 giorni dalla comunicazione della sentenza di primo grado.

Non dandosi per vinto, il lavoratore ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La società datrice di lavoro, costituitasi come controricorrente, ha eccepito in via preliminare la tardività anche di quest’ultimo ricorso.

La decisione della Corte di Cassazione e i termini rito Fornero

La Suprema Corte ha accolto l’eccezione della società e ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il punto centrale della decisione riguarda l’interpretazione dei termini rito Fornero per l’impugnazione in Cassazione.

La sentenza della Corte d’Appello era stata pubblicata e comunicata alle parti in una certa data. Il ricorso per cassazione, tuttavia, era stato notificato quasi sei mesi dopo, ben oltre il termine di 60 giorni previsto dall’art. 1, comma 62, della Legge n. 92/2012.

Le motivazioni

La Corte ha chiarito in modo inequivocabile che il termine di sessanta giorni per proporre ricorso per cassazione nelle controversie soggette al Rito Fornero decorre dalla semplice comunicazione del provvedimento da parte della cancelleria. Questa è una previsione speciale che deroga alle regole generali del codice di procedura civile.

I giudici hanno specificato che la modifica dell’art. 133, comma 2, c.p.c. (secondo cui la comunicazione di cancelleria non fa decorrere i termini per le impugnazioni) non si applica in questo contesto. La norma speciale del Rito Fornero prevale su quella generale, proprio in virtù della finalità di celerità e concentrazione che caratterizza questo tipo di procedimento.

Inoltre, è stato ribadito il principio dell’ultrattività del rito: se una causa inizia con il Rito Fornero, questo si applica a tutte le fasi e a tutti i gradi del giudizio, incluso quello di cassazione. Pertanto, il termine breve di 60 giorni dalla comunicazione è l’unico applicabile, escludendo il termine più lungo (cd. ‘termine lungo’) previsto dall’art. 327 c.p.c. per i casi di mancata notificazione della sentenza.

Le conclusioni

Questa ordinanza conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato e serve da monito sull’importanza di monitorare attentamente le scadenze processuali, specialmente nei riti speciali come quello Fornero. La decisione implica che per i professionisti e le parti è fondamentale considerare la data di comunicazione della sentenza da parte della cancelleria come il momento da cui calcolare il termine perentorio di 60 giorni per l’impugnazione. Qualsiasi ritardo, anche minimo, comporta la sanzione irrimediabile dell’inammissibilità, con conseguente condanna alle spese e, come in questo caso, a ulteriori pagamenti per lite temeraria.

Qual è il termine per proporre ricorso per cassazione in una causa soggetta al Rito Fornero?
Il termine è di 60 giorni, che decorrono dalla comunicazione della sentenza della Corte d’Appello da parte della cancelleria, come previsto dalla norma speciale della Legge n. 92/2012.

Nei procedimenti del Rito Fornero, si applica il termine lungo di sei mesi se la sentenza non viene notificata?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che la previsione speciale del Rito Fornero, che fissa il termine di 60 giorni dalla comunicazione, prevale sulla regola generale del termine lungo di sei mesi. La semplice comunicazione della cancelleria è sufficiente a far decorrere il termine breve.

Quali sono le conseguenze di un ricorso presentato oltre i termini previsti dal Rito Fornero?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Ciò significa che la Corte non esamina il merito della questione. La parte che ha presentato il ricorso in ritardo viene condannata a pagare le spese legali della controparte e, in alcuni casi, può essere soggetta a ulteriori sanzioni per lite temeraria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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