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Termine ricorso cassazione concordato: 30 giorni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17995/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da un’agenzia governativa contro una società in concordato preventivo. La decisione si fonda sulla tardività del ricorso, depositato oltre il termine perentorio di trenta giorni. La Corte ha ribadito che, in materia di concordato, il termine per il ricorso per cassazione decorre dalla comunicazione del decreto della Corte d’Appello e non è soggetto a sospensione feriale, sottolineando l’esigenza di celerità che caratterizza le procedure concorsuali.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Fallimentare, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Termine Ricorso Cassazione Concordato: La Cassazione Conferma i 30 Giorni

Nel complesso mondo del diritto fallimentare, il rispetto delle scadenze processuali è un pilastro fondamentale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio cruciale riguardo il termine ricorso cassazione concordato, stabilendo con chiarezza la sua durata e le sue caratteristiche. La decisione sottolinea come, nelle procedure concorsuali, l’esigenza di celerità prevalga sulle regole ordinarie, imponendo una vigilanza massima agli operatori del diritto. Analizziamo insieme questa pronuncia per comprenderne la portata e le implicazioni pratiche.

I Fatti di Causa

La vicenda trae origine da un procedimento di concordato preventivo avviato da una società per azioni. Il tribunale competente aveva omologato il concordato, nonostante l’opposizione di un’agenzia governativa per lo sviluppo d’impresa. L’agenzia aveva quindi proposto reclamo presso la Corte d’Appello, la quale, tuttavia, lo aveva respinto con un decreto depositato il 13 luglio 2023.

Il giorno stesso del deposito, il decreto veniva comunicato dalla cancelleria all’agenzia. Quest’ultima, ritenendo di avere ancora tempo a disposizione, notificava il proprio ricorso per cassazione solo il 5 settembre 2023. La società in concordato, costituendosi in giudizio, eccepiva immediatamente la tardività del ricorso, sostenendo che il termine per l’impugnazione fosse già scaduto.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto l’eccezione della società e ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. La decisione si fonda su un’interpretazione consolidata delle norme che regolano le impugnazioni in materia di concordato preventivo e, più in generale, nelle procedure concorsuali.

Le Motivazioni: Analisi del Termine Ricorso Cassazione Concordato

La Corte ha articolato il proprio ragionamento su alcuni punti cardine, offrendo un’analisi dettagliata del termine ricorso cassazione concordato.

1. La Durata del Termine: Il decreto con cui la Corte d’Appello decide sul reclamo avverso l’omologazione del concordato preventivo è ricorribile per cassazione entro il termine di trenta giorni. Questo termine breve è stabilito per garantire la rapida definizione delle procedure che riguardano la crisi d’impresa.

2. L’Assenza di Sospensione Feriale: A differenza della maggior parte dei termini processuali civili, questo termine di trenta giorni non è soggetto alla sospensione feriale (dal 1° al 31 agosto). Le ragioni risiedono nella necessità di celerità che caratterizza l’intera materia fallimentare. La sorte di un’impresa e dei suoi creditori non può attendere la pausa estiva.

3. Il Momento di Decorrenza: Il termine inizia a decorrere non dalla notificazione su istanza di parte, come avviene nel rito ordinario, ma dalla comunicazione del testo integrale del provvedimento da parte della cancelleria. La Corte ha chiarito che, nel contesto delle procedure concorsuali, la comunicazione telematica del provvedimento completo è equiparata alla notificazione ai fini della decorrenza del termine breve per impugnare. Questo perché la piena conoscenza legale dell’atto è garantita in entrambi i casi.

Nel caso specifico, il decreto della Corte d’Appello era stato comunicato all’agenzia ricorrente il 13 luglio 2023. Il termine di trenta giorni, senza contare la sospensione feriale, è quindi scaduto il 14 agosto 2023. Avendo notificato il ricorso solo il 5 settembre 2023, l’agenzia ha agito ben oltre la scadenza perentoria, rendendo il suo ricorso irrimediabilmente inammissibile.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

L’ordinanza in esame rappresenta un importante monito per tutti i professionisti che operano nel settore del diritto fallimentare. Le implicazioni pratiche sono chiare e dirette:

* Massima Attenzione ai Termini: La regola dei trenta giorni per l’impugnazione dei provvedimenti in materia di concordato è inderogabile.
* Nessuna Pausa Estiva: È fondamentale ricordare che la sospensione feriale non si applica a queste procedure. L’attività di monitoraggio delle scadenze deve essere costante durante tutto l’anno.
* Valore della Comunicazione di Cancelleria: La ricezione della PEC dalla cancelleria con il provvedimento allegato è l’evento che fa scattare il conto alla rovescia. Non si deve attendere una notifica formale per iniziare a calcolare i termini per l’impugnazione.

In conclusione, la celerità è il principio guida delle procedure concorsuali. La giurisprudenza, come confermato da questa pronuncia, interpreta le norme in modo da favorire una rapida e definitiva risoluzione delle crisi d’impresa, limitando ogni possibile dilatazione dei tempi processuali.

Qual è il termine per proporre ricorso per cassazione avverso un decreto della corte d’appello in materia di concordato preventivo?
Il termine per proporre ricorso per cassazione è di trenta giorni.

Il termine di 30 giorni per il ricorso è soggetto a sospensione feriale?
No, il termine di trenta giorni per l’impugnazione in questa materia non è soggetto alla sospensione feriale dei termini (1-31 agosto).

Da quando decorre il termine per presentare il ricorso per cassazione?
Il termine decorre dal giorno in cui la cancelleria comunica il testo integrale del decreto alle parti. Tale comunicazione è considerata equivalente alla notificazione ai fini del decorso del termine.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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