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Spese straordinarie figli: quando serve l’accordo?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19532/2023, ha stabilito che le spese per l’alloggio universitario dei figli rientrano tra le spese straordinarie. Se il provvedimento di divorzio le subordina a un accordo preventivo tra i genitori, la semplice conoscenza della scelta universitaria da parte di un genitore non è sufficiente a far sorgere l’obbligo di rimborso in assenza di un consenso esplicito sulle spese.

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Pubblicato il 17 febbraio 2026 in Diritto di Famiglia, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Spese straordinarie per i figli: la Cassazione sul rimborso dei costi universitari

La gestione economica dei figli dopo una separazione o un divorzio è fonte di continui dibattiti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato un tema cruciale: la qualificazione e il rimborso delle spese straordinarie, in particolare quelle relative all’alloggio universitario. La decisione sottolinea l’importanza fondamentale di quanto stabilito nel titolo esecutivo, come una sentenza di divorzio, che diventa legge tra le parti. Vediamo nel dettaglio la vicenda e i principi affermati dai giudici.

I fatti del caso

Un padre conveniva in giudizio l’ex moglie per ottenere il rimborso del 50% di una somma ingente, sostenuta per le esigenze dei figli, in forza di quanto stabilito nella sentenza di divorzio. Tale sentenza prevedeva, oltre a un assegno di mantenimento mensile, la partecipazione della madre al 50% delle “spese mediche, scolastiche e straordinarie (opportunamente documentate e previamente concordate)”.

Il conflitto nasceva principalmente sulle spese per l’alloggio dei figli, entrambi iscritti all’università in città diverse dalla residenza familiare. Il Tribunale di primo grado accoglieva parzialmente la domanda del padre, escludendo però le spese di alloggio per la figlia maggiore. La Corte d’Appello, in seguito, riformava ulteriormente la decisione, escludendo anche le spese di alloggio per il figlio minore. La Corte territoriale riteneva che tali costi rientrassero tra le spese straordinarie e che, secondo la specifica dicitura della sentenza di divorzio, avrebbero richiesto un accordo preventivo tra i genitori, accordo che in questo caso mancava. Entrambi i genitori, insoddisfatti, si rivolgevano alla Corte di Cassazione.

L’interpretazione del titolo e la natura delle spese universitarie

Il fulcro della questione non era tanto l’applicazione generica delle norme del codice civile sul mantenimento dei figli, quanto l’interpretazione del comando specifico contenuto nella sentenza di divorzio del 2005, che costituiva il “giudicato” tra le parti.

La Corte di Cassazione ha confermato la lettura data dalla Corte d’Appello. La clausola “previamente concordate” era da riferirsi unicamente all’ultima categoria di spese menzionate, cioè quelle “straordinarie”, e non a quelle mediche e scolastiche ordinarie.
Il passo successivo era stabilire la natura delle spese per l’alloggio universitario. La Cassazione ha chiarito che tali costi, per la loro usuale rilevanza economica e per l’imprevedibilità della sede scelta dallo studente al momento del divorzio, possiedono le caratteristiche delle spese straordinarie. Non si tratta di un esborso ordinario e prevedibile, ma di una spesa rilevante e legata a una decisione di maggior interesse per la vita dei figli.

La decisione della Cassazione sulle spese straordinarie

La Corte Suprema ha rigettato sia il ricorso principale della madre che quello incidentale del padre, confermando la decisione d’appello.
Il punto decisivo è stato l’assenza del requisito dell'”accordo preventivo” imposto dal titolo. Il padre sosteneva che la madre fosse a conoscenza delle scelte universitarie dei figli e che il suo silenzio o la sua mancata opposizione valessero come tacito assenso. La Cassazione ha respinto questa tesi, affermando un principio di grande importanza pratica.

Le motivazioni

I giudici hanno spiegato che la mera conoscenza delle aspirazioni e delle scelte dei figli non implica automaticamente un’accettazione dell’onere di partecipare alle relative spese. Un accordo, soprattutto quando richiesto esplicitamente da una sentenza, deve essere un atto concreto di manifestazione di volontà. Non può essere presunto sulla base del silenzio o della semplice informazione. Nel caso di specie, la sentenza di divorzio richiedeva una concertazione preventiva per le spese straordinarie e, in mancanza di prove di tale accordo specifico sui costi di alloggio, la domanda di rimborso non poteva essere accolta. La Corte ha ritenuto irrilevanti le prove testimoniali offerte dal padre, poiché miravano a dimostrare solo la conoscenza delle scelte dei figli da parte della madre, e non la conclusione di un accordo sulla divisione dei costi.

Le conclusioni

L’ordinanza ribadisce un principio fondamentale: le statuizioni contenute in una sentenza di separazione o divorzio hanno forza di legge tra le parti. Se il provvedimento subordina il rimborso delle spese straordinarie a un accordo preventivo, questo requisito deve essere rispettato rigorosamente. La consapevolezza di un genitore riguardo alle scelte di vita del figlio non è sufficiente a integrare tale accordo. Per evitare contenziosi, è quindi essenziale che i genitori comunichino attivamente e formalizzino, preferibilmente per iscritto, ogni accordo relativo a spese significative e non ordinarie, garantendo così chiarezza e tutelando i propri diritti.

Le spese per l’alloggio universitario dei figli sono considerate spese straordinarie?
Sì, la Corte di Cassazione ha confermato che la spesa per la frequentazione di studi universitari lontano dal luogo di residenza, in particolare per la parte relativa all’alloggio, rientra nel genere delle spese straordinarie a causa della sua rilevanza economica e della sua imprevedibilità al momento della decisione sul mantenimento.

Quando è necessario l’accordo preventivo dei genitori per le spese straordinarie?
L’accordo preventivo è necessario quando è espressamente richiesto dal titolo giudiziale che regola i rapporti tra i genitori (es. la sentenza di divorzio o di separazione). Se la sentenza stabilisce che le spese straordinarie debbano essere “previamente concordate”, questo requisito diventa vincolante per ottenere il rimborso.

La semplice conoscenza da parte di un genitore delle scelte universitarie del figlio equivale a un accordo sulle relative spese?
No. La Corte ha stabilito che la mera conoscenza delle scelte di studio compiute dai figli non implica un’automatica accettazione dell’onere di partecipare alle relative spese. Un accordo non può essere presunto, ma deve risultare da una specifica comunicazione e manifestazione di consenso, soprattutto quando il titolo lo richiede espressamente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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