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Spese giudiziali: l’aumento per più parti è facoltativo

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni privati contro un Comune in merito alla liquidazione delle spese giudiziali. I ricorrenti lamentavano il mancato aumento del 20% del compenso professionale, previsto in caso di assistenza a più parti. La Suprema Corte ha chiarito che tale aumento è discrezionale e non automatico, spettando al giudice di merito valutare se l’attività difensiva sia stata unitaria o abbia richiesto sforzi differenziati. Poiché la Corte d’Appello aveva motivato correttamente la natura unitaria della causa, la decisione è stata confermata.

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Pubblicato il 27 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Spese giudiziali: l’aumento per la difesa di più parti è discrezionale

In tema di liquidazione dei compensi professionali, la determinazione delle spese giudiziali rappresenta spesso un terreno di scontro tra avvocati e clienti, specialmente quando l’attività difensiva riguarda una pluralità di soggetti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i confini del potere del giudice nell’applicare le maggiorazioni tariffarie.

Il caso: espropriazione e rinvio

La vicenda trae origine da un lungo contenzioso relativo alla determinazione dell’indennità di espropriazione e occupazione legittima tra alcuni privati e un ente comunale. Dopo un primo passaggio in Cassazione, la causa era stata riassunta davanti alla Corte d’Appello per la corretta liquidazione delle spese legali. I privati, assistiti da un unico difensore, contestavano la decisione del giudice di merito di non applicare la maggiorazione del 20% prevista per la difesa di più parti, nonostante l’esito favorevole del giudizio.

La decisione della Suprema Corte sulle spese giudiziali

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza impugnata, ribadendo che l’aumento del compenso unico per l’assistenza a più soggetti aventi la stessa posizione processuale non è un atto dovuto. Secondo gli Ermellini, l’art. 5 del DM n. 55/2014 attribuisce al giudice una facoltà discrezionale e non un obbligo automatico.

Unicità della difesa e sforzo professionale

Il punto centrale della questione risiede nella natura dell’opera prestata. Se il difensore affronta questioni identiche all’interno di un medesimo disegno difensivo a vantaggio di più parti, il giudice può legittimamente decidere di non applicare l’aumento. Al contrario, la maggiorazione trova giustificazione solo qualora la tutela di posizioni giuridiche non identiche comporti la trattazione di problematiche differenti e un maggiore impegno professionale.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla distinzione tra questioni di merito e questioni di legittimità. L’accertamento dei presupposti per l’aumento del 20% costituisce una valutazione di fatto riservata al giudice di merito. Se tale valutazione è congruamente motivata, come avvenuto nel caso di specie dove la causa è stata definita unitaria e priva di particolare complessità, essa non può essere censurata in sede di legittimità. La Corte ha inoltre precisato che lo scaglione tariffario applicabile deve essere parametrato all’oggetto effettivo della domanda di condanna.

Le conclusioni

Le conclusioni tratte dalla Cassazione sottolineano che la liquidazione delle spese giudiziali deve riflettere l’effettivo sforzo difensivo richiesto dal caso concreto. Per i professionisti e le parti, ciò significa che la pluralità di assistiti non garantisce automaticamente un incremento della parcella a carico della controparte soccombente. La decisione finale resta ancorata alla discrezionalità del magistrato, il quale deve bilanciare il valore della causa con la reale complessità delle questioni trattate.

L’aumento del 20% delle spese legali per più assistiti è obbligatorio?
No, la Cassazione ha stabilito che tale aumento è discrezionale e dipende dalla valutazione del giudice sulla complessità dell’attività difensiva svolta.

Cosa valuta il giudice per concedere l’aumento del compenso?
Il giudice verifica se l’opera difensiva sia stata unitaria o se abbia richiesto la trattazione di posizioni giuridiche differenti e specifiche per ogni parte.

Si può contestare in Cassazione il mancato aumento delle spese?
Generalmente no, poiché la valutazione sull’impegno difensivo è un accertamento di merito riservato al giudice territoriale e non è sindacabile se ben motivato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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