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Spese di precetto a carico del creditore se il terzo paga subito

Un avvocato ha avviato un’esecuzione forzata contro una banca basandosi su un’ordinanza di assegnazione crediti. La banca ha pagato applicando la ritenuta d’acconto. Il creditore ha contestato la ritenuta e ha richiesto il pagamento delle spese di precetto notificato contestualmente all’ordinanza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che se il creditore notifica l’ordinanza insieme all’atto di precetto senza preavviso, e il terzo paga in un tempo ragionevole, le spese di precetto rimangono a carico del creditore stesso. Vince la banca, mentre il professionista deve pagare le spese di giudizio.

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Pubblicato il 9 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Il recupero dei crediti e le spese di precetto

Il recupero forzoso di un credito richiede passaggi formali precisi e il rispetto di regole severe per evitare di subire perdite economiche impreviste. Tra queste regole spicca la corretta attribuzione delle spese di precetto (l’ultimo avviso formale prima del pignoramento) quando il creditore agisce contro un terzo debitore. Molti creditori ritengono che ogni costo della procedura esecutiva debba ricadere automaticamente sulla controparte. La Corte di Cassazione ha smentito questa convinzione con una importante ordinanza. La pronuncia stabilisce limiti chiari per tutelare il terzo che collabora e paga tempestivamente il proprio debito. Il creditore deve agire con correttezza senza gravare il debitore di costi inutili.

Il caso concreto dell’ordinanza di assegnazione

La vicenda nasce da una procedura di pignoramento presso terzi promossa da un professionista. Il giudice dell’esecuzione ha assegnato al creditore una somma di denaro custodita da una banca. L’ordinanza di assegnazione rappresenta il titolo esecutivo (il documento ufficiale che permette di pretendere il pagamento) con cui il creditore può riscuotere direttamente dal terzo. Il professionista ha notificato alla banca l’ordinanza di assegnazione insieme all’atto di precetto. La banca ha eseguito il pagamento della somma dovuta ma ha trattenuto la ritenuta d’acconto (la trattenuta fiscale sulle tasse) e non ha pagato le spese aggiuntive del precetto. Il professionista ha quindi avviato una nuova esecuzione per ottenere queste somme escluse. La banca si è opposta all’esecuzione contestando l’addebito di tali costi. I giudici di merito hanno accolto l’opposizione della banca e il caso è giunto davanti alla Suprema Corte.

Quando le spese di precetto non gravano sul debitore

Il nodo centrale della controversia riguarda la tempestività del pagamento da parte del terzo pignorato. Se il terzo non conosce ancora l’esistenza dell’ordinanza di assegnazione, non può essere considerato inadempiente. La legge tutela il debitore che non ha avuto la possibilità materiale di pagare spontaneamente prima della notifica dell’atto di precetto. In questo contesto, l’applicazione automatica delle spese di precetto al terzo debitore costituisce un abuso dello strumento processuale. Il creditore deve concedere un tempo minimo e ragionevole per consentire l’adempimento spontaneo prima di caricare la controparte di ulteriori costi legali. La banca ha dimostrato di aver pagato subito dopo aver ricevuto la notifica, rendendo superflua la minaccia dell’esecuzione forzata.

Le motivazioni della Cassazione sulle spese di precetto

I giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso del professionista confermando la decisione dei giudici di merito. Le motivazioni della Cassazione sulle spese di precetto si fondano sul principio di buona fede e correttezza processuale. L’ordinanza di assegnazione ha efficacia di titolo esecutivo anche prima della sua notifica. Tuttavia, se il creditore sceglie di notificare l’ordinanza insieme al precetto senza alcun preavviso, le spese di precetto restano a suo esclusivo carico. Questa regola si applica se il terzo debitore provvede al pagamento integrale entro un termine ragionevole. Questo termine può anche superare i dieci giorni ordinari previsti dalla legge, a seconda delle circostanze concrete del caso. La ripetibilità (la possibilità di chiedere indietro i soldi) delle spese di precetto è ammessa solo se il pagamento avviene in ritardo o in modo parziale.

Le conclusioni della sentenza sul pagamento del terzo

La decisione della Corte stabilisce un confine netto tra il diritto del creditore e la tutela del debitore in buona fede. Le conclusioni della sentenza sul pagamento del terzo confermano che il creditore non può speculare sulle spese di notifica se la controparte dimostra prontezza nel saldo. Il ricorso del professionista è stato dichiarato inammissibile. Il ricorrente ha subito la condanna al pagamento delle spese di giudizio in favore della banca e al versamento del doppio contributo unificato. Questa pronuncia scoraggia l’avvio di azioni esecutive aggressive e promuove una gestione più equilibrata e trasparente dei rapporti di credito. La tutela della buona fede processuale prevale sulle pretese economiche ingiustificate del creditore.

Cosa succede se il creditore notifica precetto e ordinanza di assegnazione insieme?
Se il terzo debitore paga l’intero debito in un tempo ragionevole, le spese del precetto rimangono interamente a carico del creditore.

Il terzo pignorato ha diritto a un termine per pagare spontaneamente?
Il terzo ha diritto a un tempo ragionevole per eseguire il pagamento prima di subire l’addebito di ulteriori spese legali.

Quando si possono addebitare le spese di precetto al terzo debitore?
Le spese di precetto si possono addebitare solo se il terzo esegue un pagamento parziale o se paga oltre un termine ragionevole.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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