Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 2306 Anno 2026
Civile Ord. Sez. L Num. 2306 Anno 2026
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data RAGIONE_SOCIALEzione: 04/02/2026
Oggetto
Interposizione fittiziaRAGIONE_SOCIALE a totale RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE -Conversione
R.G.N. NUMERO_DOCUMENTO
COGNOME.
Rep. Ud. 10/12/2025
CC
ORDINANZA
sul ricorso 17330-2022 proposto da:
COGNOME NOME, rappresentato e difeso dall’avvocato NOME COGNOME;
– ricorrente –
contro
RAGIONE_SOCIALE, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati COGNOME NOME, NOME COGNOME;
– controricorrente –
avverso la sentenza n. 668/2022 RAGIONE_SOCIALEa CORTE D’APPELLO di ROMA, depositata il 01/03/2022 R.G.N. 849/2018;
udita la relazione RAGIONE_SOCIALEa causa svolta nella camera di consiglio del 10/12/2025 dal AVV_NOTAIO NOME COGNOME.
FATTI DI CAUSA
Con sentenza n. 7901 del 2.10.2017 il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso con il quale NOME COGNOME – premesso di aver lavorato a partire dal 4.11.2010, dapprima con contratto a termine e poi con contratto a tempo indeterminato, con inquadramento nel sesto livello CCLN commercio, presso il contact center RAGIONE_SOCIALEa RAGIONE_SOCIALE, formalmente alle dipendenze RAGIONE_SOCIALEe diverse RAGIONE_SOCIALE succedutesi nella gestione RAGIONE_SOCIALE‘appalto (RAGIONE_SOCIALE, RAGIONE_SOCIALE poi denominata RAGIONE_SOCIALE, RAGIONE_SOCIALE) ma in realtà sotto la direzione ed il controllo dei preposti GSE e di aver inoltre svolto mansioni superiori a quelle di inquadramento – deduceva l’illiceità RAGIONE_SOCIALE‘appalto e chiedeva accertarsi la sussistenza di una interposizione fittizia di manodopera e di appalto illecito e, per l’effetto, accertarsi e dichiararsi la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato tuttora in essere tra il COGNOME e la RAGIONE_SOCIALE dal 04/11/10 con inquadramento al 5° livello del CCNL Commercio e condannare la RAGIONE_SOCIALE a corrispondere a parte ricorrente le ordinarie retribuzioni previste per il 5° livello dal suddetto CCNL, oltre al versamento dei contributi previdenziali ed assicurativi, oltre alla somma di € 7.083,64 a titolo di differenze retributive ed ad accantonare la somma di € 7.652,11 a titolo di TFR, come da allegati conteggi.
Con sentenza n. 668/2022 RAGIONE_SOCIALE‘1.3.2022 la Corte d’appello di Roma rigettava l’appello proposto dal COGNOME. In particolare, la corte distrettuale, per quanto ancora qui rileva, confermava l’inammissibilità RAGIONE_SOCIALEe domande con riferimento al periodo precedente l’8.3.2013 stante l’intervenuta sottoscrizione di conciliazione in sede sindacale tra il ricorrente, la RAGIONE_SOCIALE e RAGIONE_SOCIALE, ritenuta valida rinuncia ai diritti del lavoratore anche nei
confronti di RAGIONE_SOCIALE. Contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, invece, riteneva ammissibili le prove articolate dal COGNOME e, sulla base di queste, riteneva che l’appalto oggetto di controversia fosse illecito sino al giugno del 2013 quando il servizio di call center era stato riorganizzato. Riteneva, tuttavia, che nonostante l’accertata illiceità RAGIONE_SOCIALE‘appalto le domande del lavoratore non potessero essere accolte. Quanto alle domande di riconoscimento di mansioni superiori e a quelle di inquadramento e di condanna al pagamento RAGIONE_SOCIALEe relative differenze retributive, la Corte d’appello le rigettava ritenendo carenti sia le allegazioni che la prova relative alle mansioni svolte soprattutto in relazione al periodo successivo alla conciliazione sindacale. Per quanto riguarda la domanda di costituzione/conversione di un rapporto di lavoro subordinato in capo all’appaltante ex art. 29 comma 3 bis e 27 d.lgs n. 276/2003, la Corte territoriale sulla base del rilievo che la RAGIONE_SOCIALE è RAGIONE_SOCIALE a totale RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE, come eccepito dall’appellata nelle note conclusive del giudizio di appello e come affermato da altre pronunce RAGIONE_SOCIALEa medesima Corte di Appello, affermava l’impossibilità di costituire in via giudiziaria un rapporto di lavoro alle dipendenze RAGIONE_SOCIALE‘utilizzatore, stante il disposto di cui all’art. 18 del d.l. n. 112 del 2008, conv. dalla legge n. 133 del 2008, come vigente nel testo come modificato dal decreto -legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 che imponeva, per le RAGIONE_SOCIALE a totale RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE, l’obbligo di assunzione del personale nel rispetto dei principi del concorso pubblico, con conseguente nullità del rapporto di lavoro instaurato in violazione RAGIONE_SOCIALEa normativa.
Avverso tale pronuncia il COGNOME propone ricorso affidato a quattro motivi.
Resiste con controricorso la RAGIONE_SOCIALE
Solo parte controricorrente RAGIONE_SOCIALE ha depositato memorie
RAGIONI DELLA DECISIONE
Con il primo motivo di ricorso il ricorrente deduce, ex art. 360, n. 4 c.p.c., la nullità RAGIONE_SOCIALEa sentenza per radicale contrasto tra dispositivo e motivazione. Lamenta che la Corte d’appello avrebbe, contraddittoriamente, nel dispositivo rigettato l’appello, mentre nella motivazione avrebbe ritenuto l’appalto irregolare.
Con il secondo motivo, ex art. 360, n. 3, censura la sentenza per violazione degli artt. 112 e 132 c.p.c, degli artt. 115 e 437 c.p.c. nonché RAGIONE_SOCIALE‘art. 2697 c.c. per aver la Corte deciso sulla base di un’eccezione -quella di inammissibilità RAGIONE_SOCIALEa costituzione del rapporto di lavoro per essere la RAGIONE_SOCIALE – inammissibile in quanto proposta tardivamente e sulla base di fatti mai in precedenza allegati.
Con il terzo motivo (in ricorso indicato come quarto) lamenta la falsa applicazione degli artt. 18 d.l. n. 112/2008; 19 d.lgs. n. 175/2016 e 97 Cost. Secondo il ricorrente l’art. 19 d.lgs. n. 175/2016 sarebbe inapplicabile alla fattispecie essendo stato emanato anni dopo l’assunzione del ricorrente e l’art. 97 Cost. sarebbe stato richiamato in modo inconferente. Deduce, inoltre, l’insussistenza di alcuna violazione RAGIONE_SOCIALE‘art. 18 d.l. n. 112/2008, convertito nella legge n. 133/2008, posto che la GSE aveva adottato un suo Regolamento per disciplinare la selezione del
personale da adibire al call center, e ha effettuato la selezione di tutti attenendosi ai principi di cui alla norma suddetta.
Con il quarto motivo (in ricorso indicato come quinto) il ricorrente lamenta, ex art. 360 n. 5 c.p.c. l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti costituito dal documento «Istruzione Operativa. Modalità di inserimento del personale per il Call Center». Tale documento – decisivo nel giudizio – acquisito dalla Corte Territoriale alla udienza di discussione del 26.01.2022, senza alcuna opposizione RAGIONE_SOCIALEa difesa di RAGIONE_SOCIALE, è relativo al Regolamento per le assunzioni (adottato da RAGIONE_SOCIALE in ottemperanza al comma 2 RAGIONE_SOCIALE‘art. 18 D.L. 112/2008) con il quale la RAGIONE_SOCIALE resistente ha previsto una analitica procedura per le «modalità di reclutamento del personale» a conferma che tutte le assunzioni di personale nel RAGIONE_SOCIALE Center RAGIONE_SOCIALE (sia dirette che di somministrati) sono avvenute attraverso una procedura selettiva, obiettiva, imparziale e pubblicizzata.
5.Il primo motivo di ricorso è infondato. Il contrasto tra motivazione e dispositivo che determina la nullità RAGIONE_SOCIALEa sentenza ricorre solo se ed in quanto esso incida sulla idoneità del provvedimento, nel suo complesso, a rendere conoscibile il contenuto RAGIONE_SOCIALEa statuizione giudiziale. Nel caso di specie non si ravvisa alcun contrasto tra l’affermazione RAGIONE_SOCIALE‘illiceità RAGIONE_SOCIALE‘appalto e il rigetto RAGIONE_SOCIALE‘appello stante l’inammissibilità RAGIONE_SOCIALEa domanda di costituzione di un rapporto di lavoro subordinato con la RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE Né il ricorrente ha dedotto e dimostrato l’esistenza di un autonomo interesse alla declaratoria di illegittimità RAGIONE_SOCIALE‘appalto di manodopera che prescinda dalla richiesta sua conversione in rapporto di lavoro subordinato.
6. Il secondo motivo è, del pari, infondato. Quando, infatti, dalla qualificazione giuridica del soggetto citato in giudizio, discenda l’individuazione RAGIONE_SOCIALEa normativa applicabile al rapporto, detta qualificazione può e deve essere compiuta dal giudice anche d’ufficio, in ossequio al principio iura novit curia , sulla base degli elementi di fatto ritualmente acquisiti al giudizio, sicché costituisce non un’eccezione in senso proprio, bensì una mera difesa, la deduzione RAGIONE_SOCIALEa persona giuridica di diritto privato o pubblico che, convenuta in giudizio, faccia leva sulla propria qualità soggettiva per trarne l’inapplicabilità al rapporto controverso RAGIONE_SOCIALEa normativa invocata dalla controparte a fondamento RAGIONE_SOCIALE‘azione (Cass. n. 35421/2022). In tal senso questa Corte si è già espressa rilevando che, anche nel giudizio di cassazione, l’attività ricostruttiva RAGIONE_SOCIALEa natura giuridica di un ente è compito del giudice di legittimità che vi provvede, anche d’ufficio, in ossequio al principio iura novit curia , laddove tale natura fondi la propria essenza in disposizioni di legge (operazione, questa, che non trova limite, pertanto, in differenti prospettazioni o posizioni RAGIONE_SOCIALEe parti), diversamente essendo l’indicato compito circoscritto a quanto ritualmente allegato in causa, nel rispetto degli oneri di cui all’art. 366 c.p.c., laddove una determinata natura abbia le radici in atti RAGIONE_SOCIALE‘autonomia RAGIONE_SOCIALEe persone (così Cass. n. 28060/2020, in motivazione, par. 5). Non è condivisibile, pertanto, la doglianza relativa alla circostanza che la Corte di Appello abbia ritenuto, di ufficio, di poter accertare l’eccezione RAGIONE_SOCIALEa mancata selezione ai fini RAGIONE_SOCIALE‘assunzione del ricorrente (in termini Cass. civ., Sez. lavoro, n. 4394 e 4516 del 2024).
6.1. La normativa applicabile alla fattispecie, in relazione all’essere la RAGIONE_SOCIALE una RAGIONE_SOCIALE partecipata dal RAGIONE_SOCIALE
RAGIONE_SOCIALE, rappresenta un fatto impeditivo all’accoglimento RAGIONE_SOCIALEe domande azionate dal lavoratore, connesso alla natura del soggetto convenuto, essendo la qualificazione giuridica RAGIONE_SOCIALEa RAGIONE_SOCIALE presupposto giuridico di quel fatto. Dagli atti risulta incontroverso che RAGIONE_SOCIALE è una RAGIONE_SOCIALE interamente partecipata dal RAGIONE_SOCIALE (ex art. 3, comma 4. D.Lgs. n. 79/99), che opera per la promozione e lo sviluppo RAGIONE_SOCIALEe fonti rinnovabili, per cui la Corte territoriale ha considerato che essa soggiacesse alla disciplina dettata per le RAGIONE_SOCIALE in house dal TUSP (D.Lgs. n. 175/2016) e segnatamente dall’art. 19, comma 4, che sanziona espressamente con la nullità i rapporti di lavoro sorti in difetto di procedure selettive che le RAGIONE_SOCIALE partecipate devono adottare.
Il terzo motivo è infondato. Ritiene il Collegio di dare continuità, nella fattispecie concreta, ai principi espressi da questa Corte con la pronuncia n. 3621/2018, e successivamente più volte ribaditi (cfr la recente Cass. Sez. Lav. n. 17207/2025, Rv. 675663-01; Cass. n. 21378/2018; Cass. n. 420/2024, Rv. 669693- 01) secondo cui, in tema di reclutamento del personale da parte di RAGIONE_SOCIALE a RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE avente ad oggetto la gestione del servizio pubblico locale, l’art. 18 del d.l. n. 112 del 2008, conv. in l. n. 133 del 2008, nel testo applicabile ratione temporis , ha esteso alle predette RAGIONE_SOCIALE, ai fini del reclutamento in questione, le procedure concorsuali e selettive RAGIONE_SOCIALEe amministrazioni pubbliche, la cui omissione determina la nullità del contratto di lavoro, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 1418, comma 1, c.c.; tale nullità è ora espressamente prevista dall’art. 19, comma 4, del d.lgs. n. 175 del 2016, di cui va tuttavia esclusa la portata innovativa, avendo la citata disposizione reso esplicita
una conseguenza già desumibile dai principi in tema di nullità virtuali. (conf. Cass n. 3662/2019, n. 19925/2019, Rv. 654741 – 01)
7.1. Infatti, una volta affermato che per le RAGIONE_SOCIALE a RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE il previo esperimento RAGIONE_SOCIALEe procedure concorsuali e selettive condiziona la validità del contratto di lavoro, non può che operare il principio per cui, anche per i soggetti esclusi dall’ambito di applicazione RAGIONE_SOCIALE‘art. 36 del d.lgs. n. 165/2001, la regola RAGIONE_SOCIALEa concorsualità imposta dal legislatore, nazionale o regionale, impedisce la conversione in rapporto a tempo indeterminato del contratto a termine affetto da nullità. Diversamente opinando si finirebbe per eludere il divieto posto dalla norma imperativa che tiene conto RAGIONE_SOCIALEa particolare natura RAGIONE_SOCIALEe RAGIONE_SOCIALE partecipate e RAGIONE_SOCIALEa necessità, avvertita dalla Corte Costituzionale, di non limitare l’attuazione dei precetti dettati dall’art. 97 Cost. ai soli soggetti formalmente pubblici bensì di estenderne l’applicazione anche a quelli che, utilizzando risorse pubbliche, agiscono per il perseguimento di interessi di carattere generale. Del resto, la Corte Costituzionale, che in più pronunce ha evidenziato l’assimilabilità al lavoro pubblico dei rapporti instaurati con le RAGIONE_SOCIALE partecipate, ha escluso che una difformità di trattamento con l’impiego privato, rispetto alla sanzione generale RAGIONE_SOCIALEa conversione di cui al d.lgs. n. 368/2001, possa dirsi ingiustificata ove vengano in rilievo gli interessi tutelati dall’art. 97 Cost. ed in particolare le esigenze di imparzialità e di efficienza RAGIONE_SOCIALE‘azione amministrativa (Corte Cost. n. 89/2003), esigenze che ad avviso RAGIONE_SOCIALEa stessa Corte stanno alla base RAGIONE_SOCIALEa disciplina dettata dal richiamato art. 18 del d.l. n. 112/2008 (Corte Cost. n. 68/2011).
7.2. Deve quindi ribadirsi che, in tema di RAGIONE_SOCIALE a totale RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE, il reclutamento del personale ex art. 18, comma 2, del d.l. n. 112 del 2008, conv. con modif. in l. n. 133 del 2008, come modificato dalla l. n. 102 del 2009 di conversione del d.l. n. 78 del 2009 – ove è previsto che le RAGIONE_SOCIALE in questione adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale, anche di derivazione comunitaria, di trasparenza, pubblicità e imparzialità – deve avvenire mediante procedure selettive che rispettino la regola del concorso pubblico, non potendo conseguentemente operare la regola RAGIONE_SOCIALEa conversione del contratto a termine affetto da nullità in rapporto a tempo indeterminato (Cass. n. 17207 del 26/06/2025, Rv. 675663-01; si vd. in relazione al regime antecedente l’entrata in vigore RAGIONE_SOCIALE‘art. 18 del d.l. n. 112 del 2008, conv. con modif. in l. n. 133 del 2008, Cass. n. 6171 del 01/03/2023, Rv. 666949 – 01).
Il quarto motivo è inammissibile in quanto estraneo al perimetro del vizio denunciato. L’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., riformulato dall’art. 54 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in legge 7 agosto 2012, n. 134, introduce, infatti, nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo RAGIONE_SOCIALEa sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso RAGIONE_SOCIALEa controversia). Nella ridetta nozione di fatto storico, principale o secondario, non è inquadrabile l’argomentazione RAGIONE_SOCIALEa parte la quale, svolgendo le proprie tesi difensive, non fa che manifestare il proprio pensiero sulle conseguenze di un certo
fatto o di una determinata situazione giuridica. È stato pure precisato che il motivo di ricorso di cui all’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. deve riguardare un fatto storico, considerato nella sua oggettiva esistenza, senza che possano considerarsi tali né le singole questioni giuridiche decise dal giudice di merito, né i singoli elementi di un accadimento complesso, comunque apprezzato, né le mere ipotesi alternative, né le singole risultanze istruttorie, ove risulti comunque un complessivo e convincente apprezzamento del fatto svolto dal giudice di merito sulla base RAGIONE_SOCIALEe prove acquisite nel corso del relativo giudizio (Cass. n. 10525 del 2022; Cass. n. 17761 del 2016; Cass. n. 5795 del 2017).
Il ricorso in conclusione, va rigettato.
In applicazione del principio RAGIONE_SOCIALEa soccombenza, il ricorrente va condannato alla rifusione RAGIONE_SOCIALEe spese processuali in favore RAGIONE_SOCIALEa controricorrente liquidate come da dispositivo.
Va dato atto RAGIONE_SOCIALEa sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, nel testo introdotto dall’art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n. 228, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello previsto per il ricorso, ove dovuto, a norma RAGIONE_SOCIALE‘art. 1-bis RAGIONE_SOCIALEo stesso art. 13
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente COGNOME NOME al pagamento, in favore di RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALEe spese del presente giudizio, che liquida in Euro 4.500 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella
misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.
Dà atto che sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte RAGIONE_SOCIALEa ricorrente, RAGIONE_SOCIALE‘ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 13, co. 1 quater, d.P.R. n. 115/2002 pari a quello per il ricorso a norma RAGIONE_SOCIALE‘art. 13, co. 1 bis, d.P.R. cit., se dovuto.
Così deciso in Roma, all’esito RAGIONE_SOCIALE‘adunanza camerale RAGIONE_SOCIALEa Sezione Quarta Civile RAGIONE_SOCIALEa Corte di Cassazione, svoltasi il 10 dicembre 2025
La Presidente NOME COGNOME