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Soccombenza reciproca e compensi CTU: la guida

Una società ha proposto opposizione contro il decreto di liquidazione del compenso di un consulente tecnico d’ufficio (CTU), ottenendo dal Tribunale una riduzione della somma originariamente stabilita. Tuttavia, il giudice di merito ha disposto la compensazione delle spese legali, ravvisando una soccombenza reciproca. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha rigettato il ricorso della società dichiarandolo inammissibile per difetto di interesse. La Suprema Corte ha chiarito che, nel procedimento di opposizione alla liquidazione, la riduzione di un’unica domanda non configura soccombenza reciproca, poiché il consulente non può mai considerarsi soccombente in merito, essendo comunque titolare del diritto al compenso.

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Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Soccombenza reciproca: chiarimenti sulla liquidazione dei compensi CTU

La soccombenza reciproca rappresenta un concetto cardine nel diritto processuale civile, influenzando direttamente la ripartizione delle spese di lite. Recentemente, la Corte di Cassazione è intervenuta per chiarire i confini di questo istituto in relazione ai procedimenti di opposizione alla liquidazione dei compensi spettanti ai consulenti tecnici d’ufficio.

Il caso oggetto di analisi

Una società ha contestato il decreto con cui il Tribunale aveva liquidato il compenso di un ingegnere incaricato come consulente tecnico. La ricorrente lamentava l’errata applicazione delle vacazioni e dei parametri tariffari, ottenendo in primo grado una riduzione del compenso da oltre undicimila euro a circa settemila euro. Nonostante la vittoria parziale, il Tribunale ha deciso di compensare integralmente le spese legali tra le parti, motivando la scelta con la presenza di una soccombenza reciproca.

La decisione della Corte di Cassazione

La società ha impugnato la decisione davanti alla Suprema Corte, sostenendo che non vi fosse alcuna sconfitta parziale da parte sua, avendo ottenuto una significativa riduzione del debito. La Cassazione ha però dichiarato il ricorso inammissibile. Secondo gli Ermellini, la parte che si oppone alla liquidazione non ha un interesse concreto a impugnare la compensazione delle spese se non può comunque aspirare a una vittoria totale che le garantisca il rimborso delle stesse.

Il ruolo del consulente tecnico

Un punto fondamentale della sentenza riguarda la natura del consulente tecnico. Il CTU è un ausiliario del magistrato e, in quanto tale, ha un diritto intrinseco al compenso per l’attività svolta. Anche se la somma richiesta viene ridotta dal giudice a seguito di un’opposizione, il consulente non può essere considerato tecnicamente “soccombente”. Egli rimane vittorioso nel suo diritto a ricevere un pagamento, rendendo impossibile una condanna alle spese nei suoi confronti.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla distinzione tra domanda articolata in più capi e domanda unica. L’accoglimento in misura ridotta di una domanda basata su un unico capo (la verifica della congruità del compenso) non genera soccombenza reciproca. Quest’ultima si configura solo in presenza di domande contrapposte o di una pluralità di richieste distinte. Inoltre, il potere del giudice di merito di compensare le spese è discrezionale e insindacabile in sede di legittimità, purché non vengano poste a carico della parte totalmente vittoriosa.

Le conclusioni

In conclusione, chi contesta il compenso di un ausiliario del giudice deve essere consapevole che la semplice riduzione della somma non garantisce il diritto al rimborso delle spese legali sostenute per l’opposizione. La natura del procedimento, volto a tutelare un interesse oppositivo e non pretensivo, limita le possibilità di ottenere una condanna alle spese contro il consulente. Questa pronuncia ribadisce l’importanza di valutare attentamente la strategia processuale, considerando che il consulente tecnico, pur vedendosi ridotta la parcella, mantiene una posizione di sostanziale vittoria nel processo.

Quando si configura la soccombenza reciproca in un processo civile?
Si verifica quando il giudice accoglie solo parzialmente le domande di una parte oppure rigetta le domande contrapposte di entrambi i contendenti.

La riduzione della parcella del CTU dà diritto al rimborso delle spese legali?
Non necessariamente. La Cassazione chiarisce che il consulente non è mai soccombente in senso tecnico poiché ha sempre diritto a un compenso, giustificando spesso la compensazione delle spese.

Cosa succede se il giudice compensa le spese di lite?
In caso di compensazione, ogni parte deve farsi carico delle proprie spese legali senza poter richiedere il rimborso alla controparte, indipendentemente dall’esito finale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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