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Servitù di scolo: serre e aggravamento del deflusso

La Corte d’Appello ha confermato la decisione di primo grado, negando l’esistenza di una servitù di scolo a favore di un fondo con serre. La costruzione ha aggravato il deflusso delle acque, e l’eccezione di usucapione è stata respinta per tardività. L’art. 913 c.c. tutela esclusivamente il deflusso naturale, non quello modificato da opere umane.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Servitù di Scolo e Opere Umane: Quando le Serre Aggravano il Deflusso

La gestione delle acque piovane tra fondi confinanti è una fonte storica di contenziosi. La legge, attraverso l’istituto della servitù di scolo, cerca di bilanciare gli interessi dei proprietari, ma cosa succede quando l’intervento umano, come la costruzione di grandi serre, altera l’equilibrio naturale? Una recente sentenza della Corte d’Appello di Salerno offre chiarimenti cruciali, stabilendo che le opere che impermeabilizzano il suolo e aumentano il volume d’acqua non possono beneficiare delle tutele previste per il deflusso naturale.

I Fatti del Caso: Una Disputa tra Vicini

La vicenda ha origine dalla denuncia dei proprietari di due fondi agricoli, danneggiati da continui allagamenti. Essi attribuivano la causa del problema allo scarico delle acque provenienti da un impianto di serre, realizzato sul terreno del loro vicino. Secondo la loro prospettazione, il canale di scolo che attraversava le loro proprietà era diventato insufficiente a contenere l’enorme volume d’acqua proveniente dall’impianto serricolo, soprattutto dopo che questo era stato ampliato nel tempo.

Il proprietario delle serre si difendeva sostenendo di aver acquisito per usucapione il diritto di scaricare le acque nel canale, dato che tale situazione persisteva da oltre vent’anni. Inoltre, accusava i vicini di aver contribuito al problema, modificando il canale e riducendone la capacità di smaltimento.

La Decisione di Primo Grado e i Motivi d’Appello

Il Tribunale di Salerno aveva dato ragione ai proprietari dei fondi allagati. Aveva dichiarato inesistente qualsiasi diritto di servitù a favore del fondo con le serre e aveva ordinato al proprietario di adottare le misure necessarie per riportare il deflusso delle acque ai limiti preesistenti all’ampliamento dell’impianto. La domanda di risarcimento danni, tuttavia, era stata rigettata.

Contro questa decisione, il proprietario delle serre ha proposto appello, basando le sue argomentazioni su diversi punti, tra cui l’erronea valutazione delle prove e, soprattutto, l’ingiusto rigetto della sua eccezione di usucapione della servitù di scolo.

Le Motivazioni della Corte d’Appello: Analisi sulla servitù di scolo

La Corte d’Appello ha rigettato integralmente l’appello, confermando la sentenza di primo grado. Le motivazioni della decisione sono di grande interesse e si concentrano su due aspetti fondamentali: uno procedurale e uno di merito.

L’Eccezione di Usucapione: una Questione di Tempistica

Il primo punto affrontato dalla Corte riguarda l’eccezione di usucapione. I giudici hanno confermato che tale eccezione, non essendo una mera difesa ma un’eccezione di merito in senso stretto, deve essere sollevata entro termini precisi, ovvero nella comparsa di costituzione e risposta depositata tempestivamente. Nel caso di specie, il convenuto aveva sollevato l’eccezione tardivamente, solo alla prima udienza. Questa tardività, secondo la consolidata giurisprudenza, rende l’eccezione inammissibile e processualmente irrilevante. Di conseguenza, il tribunale non poteva nemmeno entrare nel merito della questione per verificare se i requisiti dell’usucapione fossero sussistenti.

L’Art. 913 c.c. e l’Aggravamento del Deflusso Naturale

Il cuore della decisione risiede nell’interpretazione dell’articolo 913 del Codice Civile, che disciplina lo scolo delle acque. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: questa norma si applica esclusivamente al deflusso naturale delle acque, cioè quello che avviene senza l’intervento dell’uomo. Il proprietario del fondo inferiore è tenuto a sopportare le acque che scolano naturalmente dal fondo superiore, ma non quelle il cui flusso è stato artificialmente alterato e aggravato.

La realizzazione di un vasto impianto di serre, che nel tempo è raddoppiato in estensione (passando da cinque a dieci blocchi), non può essere considerata una semplice opera di sistemazione agraria. Si tratta, al contrario, di un’opera umana complessa e strutturalmente impermeabile, che modifica in modo sensibile e percettibile il regime idrico del terreno. L’incremento della superficie impermeabilizzata causa un aumento del volume e della velocità delle acque meteoriche raccolte e convogliate a valle. Questo costituisce un inequivocabile aggravamento della condizione del fondo inferiore, rendendo inapplicabile la tutela della servitù di scolo naturale.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

La sentenza analizzata offre importanti spunti di riflessione per i proprietari di fondi agricoli e non solo. In primo luogo, evidenzia come l’esercizio del diritto di proprietà debba sempre avvenire nel rispetto dei diritti dei vicini. La realizzazione di opere, anche se legittime sul proprio terreno, non deve tradursi in un pregiudizio per gli altri. In secondo luogo, chiarisce che il diritto a far defluire le acque è tutelato solo finché si mantiene nell’alveo della naturalità. Qualsiasi intervento che ne alteri significativamente il corso, aumentandone la portata, costituisce un aggravamento non consentito dalla legge. Infine, dal punto di vista processuale, la decisione ribadisce l’importanza cruciale del rispetto dei termini perentori per la proposizione delle eccezioni, la cui tardività può precludere la difesa nel merito.

La costruzione di serre su un terreno agricolo giustifica un aumento dello scarico di acqua piovana sul fondo del vicino?
No. Secondo la sentenza, la realizzazione di opere umane complesse e impermeabili come le serre, che aumentano sensibilmente il volume e la velocità dell’acqua di scolo, costituisce un aggravamento non consentito della condizione del fondo vicino. L’articolo 913 c.c. tutela solo il deflusso naturale delle acque.

È possibile acquisire una servitù di scolo per usucapione se si è sempre scaricato sul fondo vicino?
In teoria sì, ma il diritto deve essere fatto valere correttamente in giudizio. La sentenza ha stabilito che l’eccezione di usucapione deve essere sollevata tempestivamente nei termini processuali previsti (nella comparsa di costituzione). Se sollevata in ritardo, viene dichiarata inammissibile e non può essere esaminata nel merito.

Cosa si intende per aggravamento della servitù di scolo?
Per aggravamento si intende qualsiasi modifica apportata dal proprietario del fondo superiore che renda la condizione del fondo inferiore più gravosa. Nel caso esaminato, l’aumento delle superfici impermeabili dovuto all’ampliamento delle serre è stato considerato un aggravamento, poiché ha causato un deflusso di acqua maggiore rispetto a quello naturale che il vicino era tenuto a sopportare.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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