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Servitù di passaggio: limiti del diritto gratuito

Una società, il cui fondo era divenuto intercluso a seguito di un acquisto, ha chiesto una servitù di passaggio coattiva. Il fondo su cui doveva gravare la servitù era stato però donato dall’originario venditore a terzi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto speciale a una servitù di passaggio gratuita (art. 1054 c.c.) vale solo nei confronti del venditore originario o dei suoi eredi, ma non verso i successivi proprietari che hanno ricevuto il bene tramite donazione. Il caso è stato rinviato alla Corte d’Appello per una nuova valutazione.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Civile, Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Diritto alla servitù di passaggio gratuita: non è per tutti

Quando si acquista un immobile che, a seguito della vendita, rimane senza accesso alla pubblica via, la legge prevede una tutela speciale. Tuttavia, una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i confini di questa tutela, specificando contro chi può essere esercitato il diritto a una servitù di passaggio gratuita. Il caso analizzato dimostra che tale diritto, previsto dall’art. 1054 del Codice Civile, ha natura personale e non può essere fatto valere nei confronti di chi ha acquistato il fondo vicino con un atto successivo e a titolo particolare, come una donazione.

I Fatti del Caso

Una società operante nel commercio di carni all’ingrosso acquistava un lotto che, per effetto della vendita, si ritrovava completamente intercluso, privo cioè di qualsiasi accesso alla strada pubblica. In un primo momento, la società aveva tentato di far riconoscere una servitù basata su accordi contrattuali, ma la sua domanda era stata respinta.

Successivamente, la stessa società avviava una nuova causa per ottenere la costituzione di una servitù di passaggio coattiva. Mentre il Tribunale di primo grado respingeva la richiesta, la Corte d’Appello ribaltava la decisione. I giudici di secondo grado riconoscevano l’interclusione assoluta del fondo e, applicando l’articolo 1054 c.c., costituivano una servitù di passaggio a carico del fondo confinante. Tuttavia, i proprietari di quest’ultimo terreno non erano gli eredi del venditore originario, ma avevano ricevuto l’immobile in donazione. Proprio su questo punto hanno basato il loro ricorso in Cassazione.

La disciplina della servitù di passaggio per fondo intercluso

Il nostro ordinamento prevede due principali rimedi per il proprietario di un fondo intercluso:
1. Art. 1051 c.c.: È la norma generale. Prevede che il proprietario del fondo intercluso possa ottenere il passaggio sul fondo del vicino pagando un’indennità. Il passaggio deve essere stabilito nel punto in cui l’accesso alla via pubblica è più breve e arreca il minor danno al fondo servente.
2. Art. 1054 c.c.: È una norma speciale che si applica quando l’interclusione è diretta conseguenza di un atto di alienazione (vendita, permuta, divisione). In questo caso, l’acquirente ha diritto di ottenere una servitù di passaggio gratuita sul terreno rimasto all’alienante.

La differenza fondamentale sta nella gratuità e nel soggetto contro cui può essere fatta valere l’azione. L’art. 1054 c.c. configura un’obbligazione personale a carico dell’alienante, non un diritto reale opponibile a chiunque.

Le Motivazioni della Decisione della Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la Corte d’Appello avesse commesso un errore di diritto. I giudici supremi hanno ribadito un principio consolidato: il diritto alla costituzione di una servitù di passaggio gratuita, previsto dall’art. 1054 c.c., può essere esercitato esclusivamente nei confronti dell’alienante che ha causato l’interclusione o dei suoi eredi (che subentrano nell’universalità dei suoi rapporti giuridici).

Questo diritto, tuttavia, non può essere esteso ai successori a titolo particolare dell’alienante. Nel caso di specie, i ricorrenti avevano ricevuto il fondo tramite donazione, un atto che li qualifica come successori a titolo particolare. Di conseguenza, non erano tenuti a subire la costituzione di una servitù gratuita ai sensi dell’art. 1054 c.c.

La Corte d’Appello, pur riconoscendo in astratto questo principio, lo ha poi disapplicato nel caso concreto, accogliendo la domanda della società. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza e rinviato la causa alla Corte d’Appello, che dovrà riesaminare la questione applicando i principi generali in materia di servitù coattiva (art. 1051 c.c.), che prevedono l’individuazione del percorso più idoneo e la corresponsione di un’indennità.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

Questa sentenza offre un importante chiarimento sui limiti di applicabilità della norma sulla servitù di passaggio gratuita. Chi acquista un terreno che rimane intercluso a seguito della vendita deve agire tempestivamente nei confronti del venditore per far valere il proprio diritto ex art. 1054 c.c. Se il venditore, nel frattempo, cede a terzi (con vendita, donazione, ecc.) il fondo su cui dovrebbe gravare il passaggio, l’acquirente del fondo intercluso perde la possibilità di ottenere una servitù gratuita. In tal caso, dovrà agire secondo le regole generali dell’art. 1051 c.c., dimostrando i presupposti per una servitù coattiva e accettando di pagare un’indennità al proprietario del fondo vicino, chiunque esso sia.

Il diritto alla servitù di passaggio gratuita spetta sempre al proprietario di un fondo diventato intercluso dopo una vendita?
No, questo diritto speciale e gratuito, previsto dall’art. 1054 del Codice Civile, può essere esercitato solo nei confronti della parte che ha venduto il terreno (l’alienante) o dei suoi eredi. Non si applica ad altri soggetti.

Contro chi non può essere richiesto il passaggio gratuito previsto dall’art. 1054 c.c.?
Non può essere richiesto contro i ‘successori a titolo particolare’ dell’alienante, ovvero coloro che hanno acquistato il fondo servente con un atto specifico successivo alla vendita originaria, come una compravendita o, come nel caso esaminato, una donazione.

Cosa deve fare il proprietario di un fondo intercluso se non può beneficiare della servitù gratuita?
Dovrà agire in base alla norma generale (art. 1051 c.c.) per ottenere una servitù di passaggio coattiva. In questo caso, il passaggio verrà concesso a fronte del pagamento di un’indennità al proprietario del fondo che subisce la servitù, e dovrà essere individuato il percorso che causa il minor danno possibile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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