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Servitù di passaggio coattivo e litisconsorzio

Una società agricola ottiene una servitù di passaggio coattivo su un fondo vicino. I proprietari di quest’ultimo ricorrono in Cassazione lamentando, tra le altre cose, la mancata partecipazione al giudizio di un altro confinante. La Corte Suprema, rilevando che la questione del litisconsorzio necessario in questi casi è al vaglio delle Sezioni Unite, sospende il giudizio in attesa della loro pronuncia.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Servitù di Passaggio Coattivo: la Cassazione Sospende il Giudizio in Attesa delle Sezioni Unite

L’istituto della servitù di passaggio coattivo rappresenta una soluzione fondamentale per garantire l’utilizzo di un fondo che non ha accesso alla pubblica via. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione, l’ordinanza interlocutoria n. 17203/2024, mette in luce una complessa questione procedurale: chi deve essere citato in giudizio quando si chiede la costituzione di tale diritto? La Corte ha deciso di attendere una pronuncia delle Sezioni Unite, sospendendo il caso e creando un’importante attesa nel mondo legale.

I Fatti di Causa

Una società agricola si rivolgeva al Tribunale per ottenere la costituzione di una servitù di passaggio coattivo, anche con mezzi meccanici, su un fondo confinante. La società affermava che una sua particella di terreno era divenuta completamente isolata (interclusa) a seguito dell’installazione di una recinzione metallica da parte dei proprietari vicini. Questa recinzione bloccava l’unica strada carrabile che collegava la particella alla via pubblica. Inoltre, la particolare conformazione del terreno, caratterizzato dalla presenza di un profondo vallone, rendeva impossibile creare un collegamento alternativo con le altre proprietà della stessa società.

La Decisione nei Gradi di Merito

Sia il Tribunale di primo grado che la Corte d’Appello accoglievano la domanda della società agricola. Basandosi sulle risultanze di una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU), i giudici confermavano lo stato di interclusione di una porzione del fondo e ritenevano necessario costituire il passaggio attraverso la proprietà dei convenuti. La Corte d’Appello, in particolare, respingeva le argomentazioni degli appellanti, secondo cui il fondo andava considerato nella sua interezza, affermando che la porzione isolata non poteva essere raggiunta se non con lavori particolarmente onerosi.

I Motivi del Ricorso e la questione della servitù di passaggio coattivo

I proprietari del fondo servente proponevano ricorso in Cassazione, articolando tre motivi principali. Contestavano la violazione del principio secondo cui, per valutare l’interclusione, il fondo va considerato unitariamente. Sostenevano, inoltre, l’errata applicazione delle norme, ritenendo che si dovesse applicare l’art. 1052 c.c. (passaggio per esigenze agricole) anziché l’art. 1051 c.c. (interclusione assoluta).

Il Problema del Litisconsorzio Necessario

Il terzo motivo di ricorso si rivelava decisivo per le sorti del procedimento. I ricorrenti sostenevano che la domanda per la servitù di passaggio coattivo avrebbe dovuto essere proposta non solo contro di loro, ma anche nei confronti del proprietario di un altro fondo, attraverso il quale passava un tratto della strada necessaria per raggiungere la via pubblica. La mancata citazione di questo soggetto, secondo i ricorrenti, configurava un difetto di litisconsorzio necessario (art. 102 c.p.c.), che avrebbe dovuto portare al rigetto della domanda.

Le motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte, nell’analizzare il terzo motivo, ha rilevato che la questione sollevata è di cruciale importanza e attualmente oggetto di riesame. Un’ordinanza interlocutoria del 2023 (n. 32528) ha infatti rimesso alle Sezioni Unite la questione delle conseguenze processuali derivanti dalla mancata citazione in giudizio di tutti i proprietari dei fondi potenzialmente serventi.
La Seconda Sezione ha espresso perplessità sulla soluzione precedentemente adottata dalle stesse Sezioni Unite nel 2013 (sentenza n. 9685), che i ricorrenti avevano richiamato a sostegno della loro tesi. Di fronte a questa incertezza e alla pendenza di una decisione chiarificatrice da parte del suo organo più autorevole, la Corte di Cassazione ha ritenuto opportuno non decidere il caso.

Le conclusioni

In conclusione, la Corte Suprema di Cassazione ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. Ciò significa che il processo è sospeso e verrà ripreso solo dopo che le Sezioni Unite avranno risolto la questione di massima rilevanza sul litisconsorzio necessario nell’azione di costituzione di una servitù di passaggio coattivo. Questa ordinanza interlocutoria evidenzia come anche questioni apparentemente procedurali possano avere un impatto determinante sull’esito di una controversia, congelando i diritti delle parti in attesa di un chiarimento giurisprudenziale fondamentale per garantire l’uniformità del diritto.

Cosa succede se solo una parte di un fondo più grande risulta inaccessibile?
Secondo la Corte d’Appello, confermando la decisione di primo grado, se una porzione di fondo risulta effettivamente interclusa e non è raggiungibile dal resto della proprietà senza lavori particolarmente onerosi, è possibile costituire una servitù di passaggio coattivo anche se il fondo, nel suo complesso, non è completamente intercluso.

Per ottenere una servitù di passaggio è necessario citare in giudizio tutti i proprietari dei terreni su cui dovrebbe passare la strada?
Questa è la questione chiave. I ricorrenti sostengono di sì, richiamando il principio del litisconsorzio necessario. La Corte di Cassazione non ha dato una risposta definitiva, poiché la questione è stata rimessa alle Sezioni Unite per una decisione che risolva i dubbi interpretativi e i contrasti giurisprudenziali sul punto.

Perché la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio invece di decidere?
La Corte ha sospeso il giudizio perché il punto centrale sollevato dai ricorrenti (il litisconsorzio necessario) è oggetto di una questione di massima importanza attualmente pendente dinanzi alle Sezioni Unite. Per evitare decisioni potenzialmente contrastanti e garantire il rispetto del futuro principio di diritto, la Corte ha scelto di attendere la pronuncia delle Sezioni Unite.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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