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Sdemanializzazione: chi decide sulla strada pubblica?

La Corte di Cassazione analizza il conflitto relativo alla sdemanializzazione di un tratto di strada comunale venduto a un privato. Un cittadino confinante ha impugnato l’atto rivendicando il diritto di transito pubblico (uti cives) e chiedendo il ripristino dello stato dei luoghi. La controversia ruota attorno al riparto di giurisdizione: se la questione riguardi un diritto soggettivo di passaggio (competenza del giudice ordinario) o la legittimità di un atto autoritativo della Pubblica Amministrazione (competenza del giudice amministrativo). Data la complessità del tema e il potenziale conflitto di interpretazioni, la Seconda Sezione ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’assegnazione alle Sezioni Unite.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Sdemanializzazione stradale: chi decide sul diritto di transito?

La sdemanializzazione di una strada pubblica rappresenta un momento critico nel rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini. Quando un ente locale decide di declassificare un’area per alienarla a privati, possono sorgere conflitti complessi riguardanti il diritto di passaggio dei residenti e dei confinanti.

Il caso: la vendita di un tratto stradale comunale

La vicenda trae origine dalla decisione di un Comune di sdemanializzare un piccolo tratto di strada, considerato non più utile all’interesse generale, per venderlo a un privato confinante. Un altro cittadino, tuttavia, ha agito in giudizio sostenendo che quel percorso fosse ancora gravato da un uso pubblico essenziale per l’accesso alla sua proprietà.

In primo grado, il Tribunale aveva riconosciuto l’esistenza di una servitù di uso pubblico, ordinando la rimozione delle barriere. Tuttavia, la Corte d’Appello ha ribaltato la decisione, dichiarando il difetto di giurisdizione del giudice ordinario a favore del giudice amministrativo. Secondo i giudici di secondo grado, la contestazione riguardava direttamente il potere autoritativo del Comune di declassificare il bene.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte, investita del ricorso, ha rilevato come la questione tocchi i confini delicati tra diritti soggettivi e interessi legittimi. Il ricorrente sostiene di agire per la tutela di un diritto reale (il passaggio), mentre la controparte e il Comune difendono la legittimità dell’atto amministrativo di sdemanializzazione.

Il cuore del problema è stabilire se il cittadino stia contestando il “come” l’amministrazione ha esercitato il suo potere (giurisdizione amministrativa) o se stia semplicemente rivendicando un diritto di transito che preesiste o sopravvive all’atto (giurisdizione ordinaria).

Le motivazioni

Le motivazioni del rinvio alle Sezioni Unite risiedono nella necessità di chiarire se la domanda di accertamento dell’uso pubblico sia scindibile dall’impugnazione dell’atto di sdemanializzazione. La giurisprudenza precedente ha spesso oscillato: da un lato, si riconosce al giudice ordinario la tutela dei diritti di passaggio; dall’altro, si attribuisce al giudice amministrativo ogni controversia che coinvolga l’esercizio di poteri urbanistici e di governo del territorio. La Corte osserva che, quando viene messo in discussione l’atto di sclassificazione di una strada, si entra nel campo della discrezionalità amministrativa, rendendo difficile la separazione delle pretese civilistiche da quelle pubblicistiche.

Le conclusioni

Le conclusioni di questa ordinanza interlocutoria portano la questione davanti alle Sezioni Unite della Cassazione. Sarà compito del massimo consesso nomofilattico stabilire un criterio univoco per il riparto di giurisdizione in materia di sdemanializzazione. L’esito sarà fondamentale per tutti i cittadini che si trovano privati di accessi storici a causa di delibere comunali di alienazione. Resta fermo il principio per cui l’estinzione dell’uso pubblico non può derivare dal semplice mancato uso, ma richiede un atto formale o un comportamento dell’ente che sancisca inequivocabilmente la fine dell’interesse collettivo.

Quale giudice è competente se il Comune vende una strada pubblica?
La competenza è oggetto di dibattito: spetta al giudice amministrativo se si contesta la legittimità dell’atto di sdemanializzazione, mentre potrebbe spettare al giudice ordinario se si rivendica un diritto soggettivo di passaggio.

Un cittadino può opporsi alla sdemanializzazione di un percorso?
Sì, il cittadino può agire in giudizio se ritiene che l’atto leda il suo diritto di transito uti cives o se la strada mantiene una funzione pubblica essenziale nonostante la delibera comunale.

Cosa si intende per sdemanializzazione tacita?
Si verifica quando un bene perde la sua destinazione pubblica non tramite un atto formale, ma attraverso comportamenti dell’amministrazione incompatibili con la volontà di conservare l’uso pubblico del bene.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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