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Scorrimento graduatoria: chi decide? Cassazione chiarisce

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9829/2024, ha stabilito che le controversie relative allo scorrimento graduatoria nei concorsi pubblici rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che, una volta conclusa la procedura concorsuale, la pretesa del candidato idoneo all’assunzione costituisce un diritto soggettivo, poiché l’amministrazione agisce con la capacità di un datore di lavoro privato e non esercita più un potere autoritativo. Di conseguenza, è stato annullato il verdetto della Corte d’Appello che aveva erroneamente declinato la giurisdizione in favore del giudice amministrativo.

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Pubblicato il 13 novembre 2025 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Scorrimento graduatoria: la Cassazione conferma la giurisdizione del Giudice Ordinario

L’ordinanza n. 9829/2024 della Corte di Cassazione affronta una questione cruciale nel pubblico impiego: la determinazione della giurisdizione nelle controversie relative allo scorrimento graduatoria. Con una decisione chiara, la Suprema Corte ha ribadito che la pretesa di un candidato idoneo all’assunzione tramite scorrimento configura un diritto soggettivo, la cui tutela spetta al Giudice ordinario e non a quello amministrativo.

I Fatti del Caso: La Scelta tra Due Graduatorie

La vicenda nasce dall’azione legale intrapresa da alcuni candidati, risultati idonei in una procedura concorsuale per assistenti amministrativi presso un’Azienda Sanitaria Locale. Essi chiedevano l’accertamento del loro diritto all’assunzione tramite scorrimento della graduatoria, sostenendo che l’ASL avesse un obbligo in tal senso. L’ente, tuttavia, aveva deliberato di attingere personale da una graduatoria di un concorso precedente, ignorando quella più recente in cui erano inseriti i ricorrenti. Il Tribunale di primo grado aveva respinto il ricorso per difetto di interesse, mentre la Corte d’Appello aveva declinato la propria giurisdizione, ritenendo la questione di competenza del Giudice amministrativo.

La Decisione della Corte d’Appello e il Ricorso in Cassazione

Secondo la Corte territoriale, la scelta dell’ASL di attingere pariteticamente da due diverse graduatorie approvate in periodi distinti implicava una valutazione discrezionale, tipica dell’esercizio di un potere pubblico. Tale scelta, a loro avviso, radicava una posizione di interesse legittimo, la cui contestazione doveva avvenire dinanzi al Giudice amministrativo. Insoddisfatti di questa pronuncia, i candidati hanno proposto ricorso per cassazione, denunciando la violazione delle norme sulla giurisdizione.

Scorrimento Graduatoria e la Giurisdizione del Giudice Ordinario

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, cassando la sentenza d’appello e riaffermando un principio consolidato. La controversia sullo scorrimento graduatoria non riguarda la legittimità della procedura concorsuale, bensì la fase successiva alla sua conclusione, che attiene alla gestione del rapporto di lavoro.

Diritto Soggettivo vs. Interesse Legittimo

Il punto centrale della decisione è la distinzione tra diritto soggettivo e interesse legittimo. La giurisdizione del Giudice amministrativo è riservata alle fasi della procedura concorsuale (bando, svolgimento delle prove, valutazione dei candidati, approvazione della graduatoria), dove l’amministrazione esercita un potere autoritativo. Tuttavia, una volta che la graduatoria è approvata e l’amministrazione decide di utilizzarla per le assunzioni, la posizione del candidato idoneo si trasforma in un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione.

L’Amministrazione come Datore di Lavoro Privato

La Corte ha specificato che la decisione di non indire un nuovo concorso e di procedere allo scorrimento fa sorgere la pretesa all’assunzione in termini di diritto soggettivo. In questa fase, l’amministrazione non agisce più come un’autorità pubblica, ma con la capacità e i poteri di un datore di lavoro privato. La controversia, quindi, non verte sulla validità delle graduatorie o sull’esercizio del potere di indire un concorso, ma unicamente sulle modalità di attuazione dello scorrimento, un atto di gestione esterno alla procedura concorsuale.

Le Motivazioni della Suprema Corte

Le motivazioni della Corte si fondano sull’articolo 63 del D.Lgs. 165/2001, che attribuisce al Giudice ordinario le controversie relative all’assunzione nel pubblico impiego contrattualizzato. La riserva a favore del Giudice amministrativo per le procedure concorsuali è un’eccezione, da interpretare restrittivamente. Poiché lo scorrimento è un atto che si colloca al di fuori e a valle della procedura concorsuale, la relativa controversia rientra nella regola generale della giurisdizione ordinaria. La Cassazione ha richiamato numerosi precedenti conformi, consolidando un orientamento giurisprudenziale che tutela pienamente il diritto all’assunzione dei candidati idonei.

Le Conclusioni

In conclusione, l’ordinanza riafferma che le decisioni della Pubblica Amministrazione sulle modalità di scorrimento graduatoria sono atti di gestione del rapporto di lavoro e non di esercizio di potere pubblico. Di conseguenza, il candidato che si ritiene leso ha il diritto di adire il Giudice ordinario per far valere il proprio diritto soggettivo all’assunzione. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla stessa Corte d’Appello, che dovrà ora decidere nel merito della questione, riconoscendo la propria giurisdizione.

A quale giudice spetta la giurisdizione nelle controversie relative allo scorrimento di una graduatoria pubblica?
La giurisdizione spetta al Giudice ordinario. La Corte di Cassazione ha chiarito che, una volta conclusa la procedura concorsuale, la pretesa all’assunzione tramite scorrimento costituisce un diritto soggettivo e non un interesse legittimo, rientrando quindi nella competenza del tribunale civile.

Perché la scelta di come utilizzare una graduatoria esistente è considerata un atto di gestione privata?
Perché tale scelta avviene dopo la conclusione della fase concorsuale, in cui l’amministrazione esercita il suo potere autoritativo. Nel momento in cui decide di assumere attingendo da una graduatoria, l’amministrazione agisce con la capacità e i poteri di un privato datore di lavoro, stipulando contratti e gestendo il personale, e non esercitando più un potere pubblico discrezionale.

Qual è la differenza, ai fini della giurisdizione, tra la fase concorsuale e la fase di scorrimento?
La fase concorsuale (dal bando all’approvazione della graduatoria) riguarda l’esercizio del potere pubblico ed è di competenza del Giudice amministrativo. La fase di scorrimento, invece, è un atto di gestione successivo che riguarda il diritto all’assunzione e la costituzione del rapporto di lavoro, ed è quindi di competenza del Giudice ordinario.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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