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Scavo sottosuolo condominiale: quando è illegale?

La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scavo del sottosuolo condominiale da parte di un singolo proprietario per abbassare il pavimento e aumentare l’altezza dei propri locali non costituisce un semplice ‘uso più intenso’ della cosa comune, ma una vera e propria appropriazione illegittima di uno spazio comune. Tale azione, compiuta senza il consenso degli altri condomini, configura uno spoglio e altera la destinazione del bene, giustificando la richiesta di ripristino dei luoghi. La Corte ha cassato la precedente sentenza d’appello che aveva invece ritenuto l’opera legittima.

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Pubblicato il 29 agosto 2025 in Diritto Civile, Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Scavo Sottosuolo Condominiale: Oltre l’Uso Più Intenso, è Appropriazione

L’utilizzo delle parti comuni in un condominio è spesso fonte di controversie. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione getta luce su una questione particolarmente delicata: i limiti entro cui un condomino può intervenire sulle fondamenta dell’edificio. La Corte ha chiarito che lo scavo del sottosuolo condominiale per ampliare i propri locali non è un legittimo ‘uso più intenso’ della cosa comune, ma una vera e propria appropriazione indebita di una parte comune. Analizziamo questa importante decisione.

I Fatti del Caso

Un condominio citava in giudizio una proprietaria di unità immobiliari al piano terra, accusandola di aver eseguito opere di scavo nel sottosuolo comune. L’obiettivo della condomina era abbassare il livello del pavimento dei suoi locali (tra 39 e 81 centimetri) per aumentarne l’altezza interna, appropriandosi di fatto di parte del sottosuolo. Il condominio chiedeva al tribunale di dichiarare l’illegittimità delle opere, con conseguente condanna al ripristino dello stato dei luoghi e al risarcimento dei danni.

La Decisione dei Giudici di Merito

Sia il Tribunale in primo grado che la Corte d’Appello davano ragione alla condomina. Secondo i giudici di merito, l’intervento non configurava un uso illegittimo della cosa comune. La motivazione si basava sul presupposto che lo scavo non avesse alterato la destinazione principale del sottosuolo, ovvero la sua funzione di sostegno e garanzia della stabilità dell’edificio. L’operato della condomina veniva quindi qualificato come un semplice ‘uso più intenso’ del bene comune, consentito dalla legge, e non come un’alterazione dello stesso.

Lo Scavo del Sottosuolo Condominiale Secondo la Cassazione

Il condominio non si arrendeva e ricorreva in Cassazione, che ribaltava completamente il verdetto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ritenendo la decisione della Corte d’Appello errata nell’applicazione delle norme di legge.

Le Motivazioni

La Corte di Cassazione ha affermato un principio consolidato e fondamentale: lo spazio sottostante il suolo di un edificio condominiale è, per sua natura, di proprietà comune a tutti i condomini, a meno che un titolo di proprietà non disponga esplicitamente il contrario. Questo perché il sottosuolo è parte integrante delle fondazioni e della struttura portante dell’intero stabile.

Di conseguenza, quando un singolo condomino procede a uno scavo nel sottosuolo condominiale in profondità senza il consenso unanime degli altri partecipanti, sta di fatto sottraendo quel volume alla disponibilità comune per annetterlo alla sua proprietà esclusiva. Questa azione non è un ‘uso più intenso’, ma un vero e proprio spoglio, cioè un atto di illegittima privazione del possesso altrui. La Corte d’Appello ha commesso un errore nel non considerare l’aspetto dell’appropriazione dell’area comune, concentrandosi unicamente sulla mancata alterazione della stabilità. Invece, l’appropriazione di volume è essa stessa un’alterazione della consistenza e della destinazione della cosa comune.

Le Conclusioni

La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d’Appello di Genova per un nuovo esame. Il nuovo giudice dovrà attenersi al principio di diritto secondo cui scavare nel sottosuolo comune, attraendolo nella propria sfera di disponibilità esclusiva, costituisce uno spoglio illegittimo. Questa decisione rafforza la tutela delle parti comuni e pone un chiaro limite all’iniziativa individuale dei singoli condomini, ribadendo che qualsiasi intervento che si traduca in un’appropriazione di spazi comuni è illecito se non autorizzato dall’unanimità dei proprietari.

È possibile per un condomino scavare nel sottosuolo sotto la propria unità immobiliare?
No, non senza il consenso unanime di tutti gli altri condomini. Secondo la Cassazione, lo spazio sottostante il suolo dell’edificio è proprietà comune e qualsiasi scavo non autorizzato che lo annetta a una proprietà privata è considerato un atto di spoglio illegittimo.

Qual è la differenza tra ‘uso più intenso’ e ‘appropriazione’ di un bene condominiale?
L”uso più intenso’ è un utilizzo consentito di una parte comune che, pur essendo maggiore da parte di un condomino, non ne altera la destinazione e non impedisce agli altri di usarla. L”appropriazione’, come nel caso dello scavo del sottosuolo condominiale, è un’azione illegittima con cui si sottrae una porzione di bene comune per annetterla alla propria proprietà esclusiva.

Cosa ha sbagliato la Corte d’Appello nella sua valutazione?
La Corte d’Appello ha erroneamente classificato l’intervento come un ‘uso più intenso’ del bene comune, focalizzandosi solo sul fatto che la stabilità dell’edificio non fosse stata compromessa. Ha trascurato, invece, l’elemento cruciale: l’appropriazione di un volume di area comune, che di per sé costituisce un’alterazione della cosa comune e un atto illecito.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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