Rinuncia al Ricorso: Quando un Processo si Estingue in Cassazione
La rinuncia al ricorso è un atto processuale che può cambiare radicalmente le sorti di un contenzioso giunto fino alla Suprema Corte di Cassazione. In questa analisi, esaminiamo un’ordinanza che illustra perfettamente le conseguenze di tale scelta, offrendo spunti di riflessione sulle strategie processuali e sulla gestione delle spese legali. Il caso riguarda un gruppo di dipendenti pubblici e la loro lunga battaglia per un riconoscimento professionale.
I Fatti del Caso: La Richiesta di Inquadramento Superiore
Un nutrito gruppo di dipendenti pubblici aveva avviato una causa contro il Ministero della Difesa e l’Agenzia Industrie Difesa. La loro richiesta principale era l’inquadramento in un’area professionale superiore, in base alle previsioni del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di riferimento. In subordine, chiedevano il riconoscimento delle differenze retributive maturate per aver di fatto svolto mansioni corrispondenti a un livello più alto rispetto a quello formalmente posseduto.
Il Percorso Giudiziario e l’Approdo in Cassazione
La domanda dei lavoratori è stata respinta sia in primo grado, dal Tribunale di Roma, sia in secondo grado, dalla Corte d’Appello della stessa città. La Corte d’Appello, con una sentenza depositata nel maggio 2024, ha confermato la decisione del primo giudice, lasciando insoddisfatti i dipendenti.
Non arrendendosi, i lavoratori hanno deciso di portare la questione davanti alla Corte di Cassazione, proponendo un ricorso basato su due specifici motivi. Il Ministero della Difesa si è costituito in giudizio presentando un controricorso per difendere la sentenza d’appello.
La Svolta Decisiva: La Scelta della Rinuncia al Ricorso
Quando il processo sembrava destinato a seguire il suo corso naturale verso una decisione di merito della Suprema Corte, è intervenuto un colpo di scena. Nel marzo 2025, i ricorrenti hanno depositato una nota formale con la quale hanno comunicato la loro rinuncia al ricorso per cassazione. Questo atto unilaterale, che non richiede l’accettazione della controparte, ha di fatto interrotto il procedimento.
Le Motivazioni della Suprema Corte
Preso atto della nota di rinuncia, regolarmente comunicata al Ministero controricorrente, la Corte di Cassazione ha semplicemente applicato le norme procedurali. La rinuncia, infatti, è una delle cause tipiche di estinzione del processo.
La Corte ha dichiarato estinto il giudizio di cassazione. Una delle questioni più interessanti riguarda la decisione sulle spese legali. Invece di condannare i rinuncianti al pagamento delle spese della controparte (come spesso accade), la Corte ha optato per la ‘compensazione’. Ciò significa che ogni parte ha sostenuto i propri costi per questa fase del giudizio.
La motivazione di questa scelta risiede nel comportamento processuale dei ricorrenti. La loro rinuncia, definita come una ‘dismissione dell’impugnazione’, ha comportato uno ‘sgravio del processo da ulteriori attività’. In altre parole, la loro decisione ha evitato alla Corte un ulteriore lavoro di analisi e decisione, giustificando così una soluzione equa sulle spese.
Conclusioni
L’ordinanza in esame è un chiaro esempio delle conseguenze pratiche della rinuncia al ricorso. Innanzitutto, essa determina l’immediata estinzione del giudizio di cassazione. In secondo luogo, rende definitiva e non più impugnabile la sentenza precedente, in questo caso quella della Corte d’Appello che era sfavorevole ai lavoratori. Infine, la scelta di compensare le spese dimostra come la condotta processuale delle parti, anche quando volta a terminare il contenzioso, possa influenzare la decisione del giudice sui costi del processo, premiando un comportamento che alleggerisce il carico di lavoro della giustizia.
Cosa succede se si rinuncia a un ricorso per cassazione?
La rinuncia porta alla dichiarazione di estinzione del giudizio di cassazione. Di conseguenza, la sentenza impugnata (in questo caso, quella della Corte d’Appello) diventa definitiva e non può più essere contestata.
Chi paga le spese legali in caso di rinuncia al ricorso?
Anche se la regola generale potrebbe prevedere la condanna del rinunciante al pagamento delle spese, il giudice ha la discrezionalità di decidere diversamente. In questo caso, la Corte ha disposto la compensazione delle spese, motivandola con il fatto che la rinuncia ha evitato un’ulteriore attività processuale, alleggerendo il carico giudiziario.
La rinuncia al ricorso annulla le sentenze dei gradi precedenti?
No, al contrario. La rinuncia al ricorso per cassazione ha l’effetto di consolidare la decisione emessa nel grado precedente. La sentenza della Corte d’Appello, che era sfavorevole ai ricorrenti, è diventata finale e inappellabile.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 19287 Anno 2025
Civile Ord. Sez. L Num. 19287 Anno 2025
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME
Data pubblicazione: 14/07/2025
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 24480/2024 R.G. proposto da : COGNOME NOME COGNOME COGNOME NOMECOGNOME NOME COGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME NOME COGNOME NOMECOGNOME NOME COGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME COGNOME NOME COGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME COGNOME NOMECOGNOME COGNOME NOME COGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME COGNOME COGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME COGNOME NOME COGNOME NOMECOGNOME COGNOME NOMECOGNOME COGNOME NOMECOGNOME NOME COGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME COGNOME NOMECOGNOME COGNOME NOMECOGNOME COGNOME NOMECOGNOME
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NOMECOGNOME COGNOME NOMECOGNOME NOMECOGNOME NOME COGNOME rappresentati e difesi dall’avvocato NOME COGNOME
-ricorrenti-
contro
MINISTERO DELLA DIFESA, rappresentato e difeso dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO
-controricorrente-
nonché contro
RAGIONE_SOCIALE
-intimato- avverso la SENTENZA della CORTE D’APPELLO ROMA n. 1099/2024 depositata il 13/05/2024.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 16/04/2025 dal Consigliere NOME COGNOME
FATTI DI CAUSA
rilevato che i ricorrenti meglio indicati in epigrafe hanno agito nei confronti del Ministero della Difesa e dell’Agenzia Industrie Difesa rivendicando il diritto all’inquadramento in area seconda del vigente CCNL o, in subordine, chiedendo il riconoscimento delle differenze retributive conseguenti all’esercizio di fatto di mansioni corrispondenti a quelle di tale superiore area, livello retributivo iniziale;
la domanda è stata rigettata dal Tribunale di Roma, la cui pronuncia è stata confermata dalla Corte d’Appello di quella stessa città;
i ricorrenti hanno proposto ricorso per cassazione, con due motivi, cui il Ministero ha opposto difese con controricorso;
l’Agenzia è rimasta intimata;
RAGIONI DELLA DECISIONE
i ricorrenti, con nota depositata in data 19.3.2025, hanno rinunciato al ricorso per cassazione;
la nota è stata comunicata, come da rito vigente, al Ministero controricorrente e quindi sono maturati i presupposti per la declaratoria di estinzione;
il comportamento processuale di dismissione dell’impugnazione, con sgravio del processo da ulteriori attività giustifica la compensazione delle spese del grado.
P.Q.M.
Dichiara estinto il giudizio di cassazione.
Compensa le spese del giudizio di cassazione.
Così deciso in Roma, il 16/04/2025.