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Rimborso o voucher: la Cassazione sui voli cancellati

A seguito della cancellazione di un volo durante la pandemia, un passeggero ha richiesto il rimborso monetario, mentre la compagnia aerea ha offerto un voucher, appellandosi alla normativa emergenziale italiana. I tribunali di merito hanno dato ragione al passeggero, applicando il Regolamento UE 261/2004. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la rilevanza della questione e ha rinviato la causa a pubblica udienza per decidere il conflitto tra la normativa nazionale sul tema “rimborso o voucher” e quella europea sui diritti dei passeggeri.

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Pubblicato il 13 febbraio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Rimborso o Voucher? La Cassazione fa il punto sui Voli Cancellati durante la Pandemia

La pandemia ha stravolto il settore dei trasporti, lasciando a terra milioni di passeggeri e generando un contenzioso senza precedenti. Una delle questioni più dibattute è stata la scelta tra rimborso o voucher per i voli cancellati. Una recente ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione ha messo in luce la complessità del problema, rinviando a una futura udienza pubblica la decisione su un caso emblematico che contrappone i diritti dei passeggeri sanciti dall’Unione Europea e la legislazione emergenziale italiana.

I Fatti del Caso: Un Passeggero contro la Compagnia Aerea

Il caso nasce dalla richiesta di un passeggero che, a seguito della cancellazione dei suoi voli di andata e ritorno previsti per l’estate del 2020, aveva citato in giudizio una nota compagnia aerea. L’obiettivo era ottenere la risoluzione del contratto di trasporto e la restituzione dell’importo pagato per i biglietti, come previsto dal Regolamento (CE) n. 261/2004.

La compagnia aerea si era difesa sostenendo di aver agito in conformità con la normativa italiana emanata per fronteggiare l’emergenza Covid-19. In particolare, l’art. 88-bis del D.L. n. 18/2020 permetteva ai vettori, in caso di cancellazioni dovute alla pandemia, di emettere un voucher di pari importo invece di procedere al rimborso monetario, qualificando la situazione come un’ipotesi di impossibilità sopravvenuta della prestazione.

Il Percorso Giudiziario e il Dilemma del Rimborso o Voucher

Sia il Giudice di Pace che il Tribunale, in sede di appello, hanno dato ragione al passeggero. I giudici di merito hanno stabilito che la normativa comunitaria, che garantisce al passeggero il diritto di scegliere tra le varie opzioni, incluso il rimborso del prezzo del biglietto, non poteva essere derogata da una disposizione nazionale contrastante. La scelta tra rimborso o voucher spettava, secondo loro, unicamente al viaggiatore.

Insoddisfatta, la compagnia aerea ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo che la legge italiana sull’emergenza costituisse una “norma di applicazione necessaria”, in grado di prevalere legittimamente sulle disposizioni del regolamento europeo in una situazione così straordinaria.

La Questione Davanti alla Cassazione

La Corte Suprema si è trovata di fronte a un quesito di fondamentale importanza, con potenziali ripercussioni su migliaia di casi simili. Il nodo da sciogliere è se la legislazione emergenziale nazionale possa limitare un diritto chiaramente stabilito a livello europeo, specialmente quando la stessa UE non ha sospeso l’efficacia del Regolamento 261/2004 durante la pandemia.

Le Motivazioni dell’Ordinanza Interlocutoria

La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, con la sua ordinanza, non ha ancora fornito una risposta definitiva. Ha invece riconosciuto l’eccezionale “rilievo nomofilattico” della questione, ossia la sua importanza per assicurare un’interpretazione uniforme della legge in tutto il Paese. Per questo motivo, ha ritenuto opportuno rinviare la trattazione della causa a una pubblica udienza, dove il dibattito potrà essere più approfondito.

La Corte ha delineato due domande cruciali a cui dovrà essere data risposta:

1. L’emergenza epidemiologica da Covid-19 può essere qualificata come “circostanza eccezionale” ai sensi dell’art. 5 del Regolamento (CE) n. 261/2004?
2. In caso affermativo, tale circostanza è sufficiente a giustificare non solo l’esclusione della compensazione pecuniaria (prevista dall’art. 7), ma anche la disapplicazione del diritto del passeggero di scegliere il rimborso in denaro (previsto dall’art. 8), legittimando così l’imposizione di un voucher da parte del vettore?

Le Conclusioni: Cosa Aspettarsi dalla Decisione Finale

La decisione finale della Corte di Cassazione è attesa con grande interesse. L’esito di questo giudizio stabilirà un principio di diritto vincolante per tutti i tribunali italiani e chiarirà in modo definitivo la gerarchia tra la normativa europea a tutela dei consumatori e le leggi nazionali emanate in situazioni di emergenza. La sentenza farà finalmente luce sui diritti di innumerevoli passeggeri che si sono visti imporre un voucher e definirà se essi abbiano o meno il diritto di convertirlo in un rimborso monetario.

Un passeggero ha diritto al rimborso in denaro o deve accettare un voucher per un volo cancellato a causa della pandemia?
Secondo l’ordinanza, la questione è ancora aperta. I giudici di merito hanno ritenuto che il passeggero abbia diritto al rimborso in denaro in base al Regolamento UE 261/2004, ma la Corte di Cassazione ha ritenuto la questione talmente importante da dover essere discussa in pubblica udienza prima di una decisione definitiva.

La normativa italiana sui voucher (art. 88-bis) prevale sul regolamento europeo sui diritti dei passeggeri?
L’ordinanza non dà una risposta definitiva, ma evidenzia questo come il punto centrale del dibattito. La Corte dovrà stabilire se la legge italiana, introdotta per l’emergenza Covid-19, possa legittimamente derogare al diritto di scelta del passeggero garantito dalla normativa europea.

La pandemia Covid-19 è considerata una “circostanza eccezionale” ai sensi del Regolamento UE 261/2004?
L’ordinanza solleva esplicitamente questa domanda come uno dei punti chiave da decidere. La Corte di Cassazione valuterà se l’emergenza epidemiologica rientri in tale nozione e quali siano le conseguenze giuridiche, in particolare riguardo all’obbligo di rimborso previsto dall’art. 8 del regolamento.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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