Ricongiungimento Familiare: Nulla Osta Scaduto e Requisiti Non Attuali Portano al Rigetto
Il percorso per il ricongiungimento familiare è spesso lungo e complesso, e il rispetto delle tempistiche e l’attualità dei requisiti sono elementi cruciali per il suo successo. Un’ordinanza del Tribunale di Roma chiarisce come la presentazione di documentazione datata e il superamento dei termini di validità del nulla osta possano compromettere irrimediabilmente il diritto all’unità familiare, anche a fronte di presunte inefficienze del sistema consolare.
I Fatti del Caso
La vicenda riguarda un cittadino pakistano, titolare di un permesso di soggiorno UE di lungo periodo, che aveva avviato le pratiche per farsi raggiungere in Italia dalla moglie e dai due figli. Nel giugno 2021, otteneva dallo Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI) i necessari nulla osta, i quali prevedevano un termine di sei mesi per la richiesta del visto.
Tuttavia, a causa di vari ritardi, la legalizzazione dei documenti avveniva solo nel maggio 2023. A seguito di un primo ricorso, la famiglia otteneva un appuntamento presso gli uffici competenti per agosto 2024. In quella sede, la moglie del ricorrente sottoscriveva una dichiarazione con cui prendeva atto che i nulla osta erano ormai scaduti (“Expired NULLA OSTA”) e che sarebbe stato necessario ottenerne di nuovi. Di fronte all’impossibilità di prenotare nuovi appuntamenti, il cittadino si rivolgeva nuovamente al Tribunale con un ricorso d’urgenza, lamentando che la separazione forzata dal 2019 ledeva il suo diritto all’unità familiare.
La Decisione del Tribunale sul Ricongiungimento Familiare
Il Giudice ha rigettato il ricorso, ritenendo insussistente il fumus boni iuris, ovvero la parvenza di un diritto fondato. La decisione si basa su due pilastri fondamentali: la mancanza di prova sull’attualità dei requisiti richiesti dalla legge e il mutamento dello status giuridico di uno dei figli.
Le motivazioni della decisione
Il Tribunale ha analizzato la situazione sotto due profili distinti, entrambi risultati decisivi per l’esito negativo della richiesta.
1. Mancanza di Attualità dei Requisiti di Legge
Il primo punto critico evidenziato dal giudice è la vetustà della documentazione. I nulla osta, ottenuti nel 2021, certificavano la sussistenza dei requisiti di alloggio e reddito in quel preciso momento storico. Tali requisiti sono per loro natura dinamici e soggetti a cambiamenti nel tempo.
Il giudice ha sottolineato che un nulla osta rilasciato oltre quattro anni prima non può più essere considerato una prova valida e attuale delle condizioni economiche e abitative del richiedente. La legge sul ricongiungimento familiare impone una dimostrazione attuale della capacità di accogliere e sostenere il nucleo familiare, per evitare che l’ingresso dei familiari si traduca in un onere per il sistema di assistenza sociale nazionale. Poiché il ricorrente non ha fornito prove aggiornate, il Tribunale non ha potuto verificare la persistenza delle condizioni necessarie.
2. Il Mutamento dello Status Giuridico del Figlio
Il secondo elemento decisivo riguarda la posizione di uno dei figli. Nato nel novembre 2001, al momento della decisione era maggiorenne da circa quattro anni. La legge italiana (art. 29 del T.U. Immigrazione) disciplina in modo diverso il ricongiungimento per i figli minorenni e per quelli maggiorenni.
Se per i minori il diritto è quasi automatico, per i figli maggiorenni è consentito solo in circostanze eccezionali: essi devono essere a carico del genitore e impossibilitati a provvedere autonomamente al proprio sostentamento per ragioni di salute o invalidità totale. Nel caso di specie, il ricorrente non ha fornito alcuna prova di tali condizioni, limitandosi a presentare il passaporto e il vecchio nulla osta rilasciato quando il figlio era ancora minorenne. Il decorso del tempo ha quindi modificato lo status giuridico del ragazzo, facendo venire meno i presupposti originari per il ricongiungimento.
Conclusioni: l’importanza di agire tempestivamente nel ricongiungimento familiare
Questa ordinanza offre un importante monito: nel ricongiungimento familiare, il tempo è un fattore determinante. La validità limitata del nulla osta non è una mera formalità, ma risponde all’esigenza di garantire che i requisiti di accoglienza siano concreti e attuali al momento dell’ingresso in Italia. Affidarsi a documenti datati o attendere troppo a lungo per completare la procedura può portare alla perdita del diritto, specialmente quando nel frattempo mutano le condizioni personali dei familiari, come il raggiungimento della maggiore età di un figlio. La decisione ribadisce che i ritardi, anche se imputabili a difficoltà burocratiche, non esonerano il richiedente dal dover dimostrare, con prove recenti e idonee, la sussistenza di tutti i presupposti di legge.
Per quanto tempo è valido un nulla osta per il ricongiungimento familiare?
Il provvedimento specifica che gli atti riportavano espressamente l’obbligo di richiedere il visto entro sei mesi dalla comunicazione del nulla osta.
Cosa succede se i documenti che dimostrano i requisiti di reddito e alloggio sono troppo vecchi?
Il giudice può rigettare la richiesta perché non consentono di verificare se le condizioni del richiedente siano tuttora idonee a garantire l’accoglienza della famiglia. I requisiti devono essere attuali.
Un figlio che diventa maggiorenne durante l’attesa per il ricongiungimento familiare ha ancora diritto al visto?
No, a meno che non ricorrano le condizioni eccezionali previste per i figli maggiorenni. Il mutamento dello status giuridico da minorenne a maggiorenne impedisce il riconoscimento del diritto sulla base della documentazione originaria.
Testo del provvedimento
ORDINANZA TRIBUNALE DI ROMA – N. R.G. 00045450 2025 DEPOSITO MINUTA 14 01 2026 PUBBLICAZIONE 14 01 2026
Rg. 2025 NUMERO_DOCUMENTO
TRIBUNALE DI ROMA XVIII SEZIONE CIVILE
SEZIONE DIRITTI DELLA PERSONA E IMMIGRAZIONE CIVILE
Il Giudice,
visti gli atti del procedimento cautelare pendente introdotto da
, assisto/a da AVV_NOTAIO
RICORRENTE
Nei confronti di
, assistito/a da AVV_NOTAIO
RESISTENTE
All’esito dell’udienza cartolare del ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
AI SENSI DEGLI ARTT. 669 BIS CPC E SS E 700 CPC.
Con ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c., il sig. ha adito l’autorità giudiziaria chiedendo di ordinare al Consolato d’Italia a Islamabad e al l’immediata fissazione di un appuntamento per l’acquisizione della documentazione e il contestuale rilascio dei visti d’ingresso per ricongiungimento familiare in favore della moglie e dei figli e previo accertamento della sussistenza dei requisiti di legge e del diritto all’unità familiare.
in fatto,
La presente controversia trae origine dall’istanza di ricongiungimento familiare presentata dal sig. cittadino pakistano titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, per il proprio nucleo familiare residente in Pakistan. In data 07/06/2021 , lo RAGIONE_SOCIALE Napoli rilasciava tre nulla osta al ricongiungimento: il prot. n. per la moglie, il n. per il figlio e il n. per il figlio Tali atti riportavano espressamente l’obbligo di richiedere il visto entro sei mesi dalla comunicazione. Risulta documentato che la legalizzazione dei documenti presso l’ avveniva solo il 23/05/2023 . A seguito di un primo ricorso (R.G. 5253/2024) per l’inerzia amministrativa, l fissava un appuntamento per il 23/08/2024 .
In sede di audizione presso lo sportello visti, la sig.ra sottoscriveva una ” Declaration of Acknowledgment ” (prot. n. 3293) nella quale dichiarava di essersi presentata con nulla osta scaduti (” Expired NULLA OSTA “) e prendeva atto dell’inammissibilità della domanda, accettando la necessità di munirsi di nuovi titoli. Il precedente giudizio veniva definito in data 23/09/2024 con sentenza di cessazione della materia del contendere limitatamente alla fissazione dell’appuntamento. Successivamente, parte ricorrente ha tentato vanamente di prenotare nuovi slot tramite il portale BLS nel marzo e maggio 2025. Al momento della presente decisione, risulta che il figlio nato il DATA_NASCITA, è maggiorenne da circa quattro anni. Il ricorrente lamenta che la separazione
forzata dal 2019 leda il diritto all’unità familiare, imputando i ritardi alle inefficienze del RAGIONE_SOCIALE consolare.
in diritto,
Il ricorso deve essere rigettato per l’insussistenza del fumus boni iuris , non risultando provata l’attualità dei presupposti costitutivi del diritto soggettivo al ricongiungimento familiare.
Sotto il profilo della completezza e idoneità probatoria , l’accertamento dei requisiti fondanti l’unità familiare (alloggio e reddito) non può prescindere dal dato temporale. I nulla osta prodotti dal ricorrente risalgono al 07/06/2021 . Tali atti amministrativi hanno una validità limitata nel tempo proprio perché certificano la sussistenza di requisiti dinamici, quali la disponibilità di un alloggio idoneo e di un reddito sufficiente a garantire il sostentamento del nucleo. La produzione di titoli estremamente remoti (oltre quattro anni dal rilascio) non consente a questo Giudice, in mancanza di ulteriori prove prodotte da parte ricorrente, di verificare se le condizioni di vita del richiedente in Italia siano rimaste invariate e siano tuttora idonee a garantire l’accoglienza della famiglia. La logica RAGIONE_SOCIALEtica del D.lgs. 286/98 impone che l’ammissibilità dell’ingresso sia ancorata alla dimostrazione attuale dei presupposti di legge, onde evitare che il ricongiungimento si traduca in un onere improprio per il RAGIONE_SOCIALE.
Relativamente alla posizione del figlio si rileva una carenza dei presupposti legali per il ricongiungimento. Il soggetto, nato il DATA_NASCITA, è ormai maggiorenne. Ai sensi dell’art. 29, comma 1, lett. b) del T.U. RAGIONE_SOCIALE, il ricongiungimento dei figli maggiorenni è consentito solo in via eccezionale qualora questi siano a carico e non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita per ragioni di salute o invalidità totale. Parte ricorrente non ha allegato né provato alcuna condizione di invalidità o dipendenza assoluta, limitandosi a produrre il passaporto e il NUMERO_DOCUMENTO del NUMERO_DOCUMENTO rilasciato quando il giovane era ancora minorenne. Il mutamento dello status giuridico del figlio, intervenuto nelle more per il decorso del tempo, impedisce il riconoscimento del diritto sulla base della documentazione originaria.
Quanto alle spese, le stesse devono essere compensate: sono, infatti, notorie le difficoltà nelle quali versa l convenuta per scarso personale e risorse con cui affrontare svariate domande
PQM
Rigetta il ricorso
Spese compensate
Roma, 14-1-26
Il Giudice NOME COGNOME