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Responsabilità tesoriere: quando la banca non paga

La Corte di Cassazione ha stabilito che la banca che agisce come tesoriere per un ente pubblico non è responsabile per i danni derivanti da un bonifico tardivo se l’ente non ha comunicato esplicitamente la natura essenziale e perentoria del termine di pagamento. In questo caso, la mancata indicazione della scadenza nel mandato di pagamento esclude la negligenza della banca, la cui responsabilità tesoriere non può essere presunta. Il ricorso del Comune è stato quindi dichiarato inammissibile.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Bancario, Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Responsabilità Tesoriere: Quando la Scadenza Non È Indicata

La gestione dei pagamenti per un ente pubblico è un’operazione delicata che richiede massima chiarezza e precisione. Ma cosa succede se un Comune ordina un pagamento urgente senza specificare la scadenza? La banca è sempre responsabile per un eventuale ritardo? Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti cruciali sulla responsabilità tesoriere, sottolineando l’importanza della comunicazione tra l’ente e l’istituto di credito. In questa analisi, esamineremo i dettagli del caso e le implicazioni pratiche della decisione.

Il Caso: Un Bonifico Tardivo e la Richiesta di Risarcimento

La vicenda ha origine da un contratto di tesoreria stipulato tra un Comune e un istituto di credito. Il Comune, per rifinanziare alcuni mutui, aveva emesso un prestito obbligazionario, ricevendo una cospicua somma sul proprio conto di tesoreria gestito dalla banca. Successivamente, aveva emesso due mandati di pagamento per estinguere i debiti verso un ente creditore, con una scadenza implicita fissata per il 30 giugno 2006.

La banca eseguiva i bonifici proprio il 30 giugno, ma l’accredito effettivo sul conto del beneficiario avveniva il lunedì successivo, il 3 luglio, a causa dei tempi del sistema interbancario. L’ente creditore, considerando tardivo il pagamento, lo rifiutava. Di conseguenza, il Comune annullava l’operazione di prestito e citava in giudizio la banca, chiedendo il risarcimento dei danni per l’esecuzione tardiva dei bonifici.

In primo grado, il Tribunale dava ragione al Comune, ritenendo che la banca non avesse agito con la dovuta tempestività. Tuttavia, la Corte d’Appello ribaltava la decisione, accogliendo il ricorso dell’istituto di credito. Secondo i giudici di secondo grado, il Comune non aveva fornito alla banca alcuna indicazione sull’essenzialità del termine del 30 giugno.

La Decisione della Corte di Cassazione e la Responsabilità del Tesoriere

La questione è giunta infine dinanzi alla Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune, confermando la sentenza d’appello. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: per affermare la responsabilità tesoriere per un ritardo, è necessario che l’ente pubblico comunichi in modo esplicito e inequivocabile la natura essenziale della scadenza del pagamento.

Le Motivazioni della Sentenza

Le motivazioni della Corte si fondano su alcuni punti cardine. In primo luogo, i giudici hanno osservato che nei mandati di pagamento inviati dal Comune non vi era alcuna menzione della scadenza perentoria. Le norme di riferimento (in particolare l’art. 185 del d.lgs. n. 267/2000) prevedono che sia l’amministrazione a dover indicare al tesoriere la scadenza del pagamento, qualora questa sia prevista dalla legge o da un accordo con il creditore.

In assenza di tale indicazione, la banca ha legittimamente applicato le regole generali per l’esecuzione dei bonifici, utilizzando il sistema nazionale d’accredito che prevede la valuta nel giorno successivo. La Corte ha ritenuto che non si potesse desumere la consapevolezza dell’urgenza da parte della banca da elementi presuntivi, come l’orario mattutino di esecuzione del bonifico. La diligenza professionale qualificata richiesta a un banchiere non si spinge fino a dover conoscere o indagare scadenze non comunicate dall’ente mandante.

Inoltre, la Corte ha respinto l’argomento del Comune secondo cui una comunicazione inviata dall’ente creditore al Comune stesso (ma non alla banca) potesse dimostrare la conoscenza del termine da parte di quest’ultima. Era onere del Comune allegare tale comunicazione ai mandati di pagamento o informare esplicitamente il proprio tesoriere. Non avendolo fatto, si è assunto il rischio del ritardo.

Conclusioni: L’Onere della Prova e la Diligenza Professionale

La decisione della Cassazione rafforza un principio di auto-responsabilità per le pubbliche amministrazioni nella gestione dei loro rapporti con i servizi di tesoreria. La responsabilità tesoriere non può scattare automaticamente in caso di ritardo, ma è subordinata alla dimostrazione di una negligenza specifica, che in questo caso consisteva nell’ignorare una scadenza essenziale chiaramente indicata. Se l’ente non fornisce tutte le informazioni necessarie per un corretto adempimento, non può successivamente imputare alla banca le conseguenze negative derivanti da tale omissione. Questa pronuncia serve da monito per tutti gli enti pubblici: la chiarezza e la completezza delle istruzioni fornite ai propri tesorieri sono essenziali per prevenire contenziosi e garantire la corretta esecuzione delle operazioni finanziarie.

Quando una banca che agisce come tesoriere è responsabile per un bonifico eseguito in ritardo?
Secondo la sentenza, la banca è responsabile solo se l’ente pubblico ha specificato in modo chiaro ed esplicito nel mandato di pagamento che la scadenza era ‘essenziale’ e perentoria. In assenza di tale indicazione, la banca non è considerata negligente se applica le procedure standard di pagamento.

È onere della banca informarsi sulle scadenze dei pagamenti che deve eseguire per conto di un Comune?
No. La Corte ha chiarito che è onere del Comune, in qualità di mandante, indicare al tesoriere tutte le informazioni rilevanti, inclusa l’eventuale scadenza essenziale del pagamento. La diligenza professionale della banca non include il dovere di indagare su termini non comunicati.

Cosa deve fare un ente pubblico per tutelarsi da ritardi nei pagamenti eseguiti dal suo tesoriere?
L’ente pubblico deve indicare esplicitamente nei mandati di pagamento la data di scadenza e specificare che tale termine è essenziale per l’adempimento. Qualsiasi comunicazione rilevante ricevuta dai creditori dovrebbe essere allegata o trasmessa formalmente alla banca tesoriera.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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