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Responsabilità sanitaria solidale: risarciti da medico e clinica

Una paziente ha citato in giudizio una clinica privata e un chirurgo per i danni fisici subiti durante un intervento di artrodesi vertebrale. Il Tribunale ha accertato la responsabilità sanitaria solidale della struttura e del sanitario, condannandoli insieme a risarcire 47.883 euro. La compagnia assicuratrice del medico ha impugnato la decisione, sostenendo che la legge Gelli-Bianco imponeva di condannare soltanto la clinica in assenza di colpa grave del medico. La Corte d’Appello ha respinto l’impugnazione. I giudici hanno chiarito che i limiti previsti dalla legge riguardano esclusivamente l’azione di rivalsa interna della clinica verso il sanitario. Il paziente conserva il pieno diritto di agire direttamente contro entrambi i soggetti quali corresponsabili del danno, determinando la loro condanna congiunta.

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Pubblicato il 30 ottobre 2026 in Giurisprudenza Civile

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Riferimento Sentenza della Corte d'Appello di Catania n. 1403/2026 del 22/10/2026 (App. Catania n. 1403/2026)

Principio di diritto L'obbligazione risarcitoria per danno da responsabilità medica grava in via solidale sulla struttura sanitaria e sul medico esecutore dell'intervento ai sensi dell'art. 2055 c.c., restando inapplicabili alla domanda del paziente le limitazioni probatorie e procedurali dettate dalla legge per la sola azione di rivalsa promossa dalla struttura contro l'esercente la professione sanitaria.

Il paziente può agire contro clinica e medico per ottenere la responsabilità sanitaria solidale

Una persona danneggiata da un errore medico può citare in giudizio sia la clinica sia il chirurgo per ottenere il risarcimento integrale. La legge non impedisce al paziente di agire contemporaneamente verso entrambi i soggetti. La responsabilità sanitaria solidale tutela la persona lesa e le consente di pretendere il pagamento del danno da ciascuno dei responsabili. Questo principio fondamentale non subisce deroghe per effetto delle riforme legislative sulla sicurezza delle cure.

Nel caso esaminato dai giudici di secondo grado, una donna aveva subito lesioni a causa di un intervento chirurgico alla colonna vertebrale eseguito in una casa di cura privata. La paziente ha convenuto davanti ai giudici sia il chirurgo autore dell’operazione sia la clinica ospitante. Il tribunale ha condannato entrambi i soggetti al pagamento di oltre 47.000 euro a titolo di risarcimento del danno, disponendo inoltre l’obbligo della compagnia assicurativa di manlevare (tenere indenne) il professionista nei limiti del contratto di polizza.

Le regole sulla rivalsa interna non limitano le tutele del paziente danneggiato

L’assicuratore del medico ha contestato la sentenza sostenendo una tesi difensiva specifica. Secondo la compagnia, la legge Gelli-Bianco escluderebbe la condanna diretta del sanitario in solido con la struttura ospedaliera, salvo la prova di dolo (intenzione di arrecare danno) o colpa grave. Secondo tale prospettazione, il giudice avrebbe dovuto condannare in via esclusiva la clinica, lasciando a quest’ultima la facoltà di rivalersi successivamente contro il medico entro i rigorosi limiti legali.

I magistrati hanno smentito questa interpretazione. La normativa introdotta per arginare la medicina difensiva disciplina esclusivamente i rapporti interni tra la struttura sanitaria e gli operatori sanitari della cui collaborazione la struttura si avvale. L’azione di rivalsa della clinica verso il medico richiede presupposti specifici, come l’effettivo pagamento del risarcimento e la dimostrazione della colpa grave. Queste condizioni operano solo quando l’ospedale agisce contro il proprio collaboratore e non possono limitare i diritti di chi ha subito il danno corporeo.

La coesistenza di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale garantisce il risarcimento

Il codice civile disciplina il vincolo di solidarietà all’articolo 2055. La norma richiede soltanto che il fatto lesivo sia imputabile a più persone, anche se le condotte sono autonome o poggiano su titoli giuridici differenti. La clinica risponde a titolo contrattuale, poiché assume precisi doveri di cura e alberghieri nel momento in cui accoglie il paziente. Il medico risponde invece a titolo extracontrattuale per la lesione dell’integrità fisica della persona operata.

Questa distinzione non spezza l’unicità del danno sofferto dal paziente. Il danneggiato non deve subire le conseguenze della ripartizione interna delle colpe tra ospedale e professionista. La decisione d’appello ha quindi confermato la condanna solidale e ha respinto integralmente le pretese della compagnia assicuratrice, ponendo a carico di quest’ultima anche le spese del giudizio.

Cosa comporta questa decisione per chi promuove una causa per malasanità

Chi subisce un danno da errore sanitario può citare fin dal primo atto sia l’ospedale sia il medico che ha materialmente eseguito la prestazione. La presenza contemporanea di entrambi i soggetti garantisce al danneggiato maggiori possibilità di recuperare le somme liquidate dal tribunale. Le limitazioni legali dettate a salvaguardia dei sanitari operano nei conflitti successivi tra medico e azienda ospedaliera, ma lasciano intatta la facoltà del cittadino di chiedere la condanna congiunta di tutti i corresponsabili.

Il paziente danneggiato deve citare per forza solo la struttura sanitaria?
No, il paziente può scegliere se convenire in giudizio la sola clinica, il singolo medico oppure entrambi per ottenere la condanna risarcitoria in solido.

La legge Gelli-Bianco vieta la condanna diretta del medico se manca la colpa grave?
No, il requisito della colpa grave si applica solo all’azione di rivalsa promossa dalla clinica contro il medico, non alla domanda promossa dal paziente.

Cosa significa che la responsabilità è solidale tra medico e clinica?
Significa che il paziente creditore può richiedere l’intero importo del risarcimento a uno qualsiasi dei due soggetti condannati o a entrambi fino al saldo completo.

Termini giuridici

Responsabilità solidale
Situazione in cui più soggetti sono debitori della stessa prestazione e il creditore può pretendere l'intero pagamento da ciascuno di essi.
Azione di rivalsa
Iniziativa legale con cui chi ha risarcito un danno chiede la restituzione della somma al reale responsabile.
Responsabilità contrattuale
Obbligo di risarcimento che nasce dall'inadempimento di un accordo formale o di contatto sociale tra le parti.
Responsabilità extracontrattuale
Dovere di risarcire chi subisce un danno ingiusto causato al di fuori di un precedente rapporto contrattuale.
Contumacia
Condizione della parte che, pur regolarmente citata, decide di non costituirsi e non partecipare al processo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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