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Responsabilità professionale notaio e danno evizione

La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità professionale notaio relativo a una compravendita immobiliare gravata da ipoteca non rilevata. Nonostante la Corte d’Appello avesse negato il risarcimento per mancanza di un danno attuale, non essendo ancora avvenuta la vendita forzata, gli Ermellini hanno ribaltato la decisione. La ricezione di un atto di precetto da parte della banca creditrice costituisce un rischio di evizione concreto e attuale, integrando il diritto al risarcimento dei danni subiti dall’acquirente a causa della negligenza del professionista nella trascrizione del preliminare.

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Responsabilità professionale notaio: il danno da rischio evizione

La responsabilità professionale notaio è un tema centrale nel diritto immobiliare, specialmente quando l’attività del professionista non garantisce la sicurezza dell’acquisto. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce quando il rischio di perdere l’immobile diventi un danno risarcibile.

Il caso: ipoteca e mancata trascrizione

La vicenda nasce dall’acquisto di un immobile che, a causa di una errata trascrizione del contratto preliminare e dell’omessa verifica dei registri immobiliari, risultava gravato da un’ipoteca iscritta contro i precedenti proprietari. L’acquirente, dopo aver ricevuto un atto di precetto da una banca, ha citato il professionista per ottenere il risarcimento dei danni.

La decisione della Corte d’Appello

In secondo grado, i giudici avevano riconosciuto l’errore del professionista ma negato il risarcimento. Secondo la corte territoriale, l’acquirente non aveva subito un danno patrimoniale effettivo poiché l’immobile non era stato ancora venduto all’asta. Il semplice ‘rischio legale’ non veniva considerato un pregiudizio concreto in assenza di una procedura esecutiva conclusa.

Il ribaltamento in Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’acquirente, stabilendo che la responsabilità professionale notaio sussiste anche prima dell’esproprio. La notifica del precetto dimostra un pericolo attuale e concreto di perdere il bene. Questo evento interrompe la serenità del godimento del diritto e configura una violazione degli obblighi contrattuali del notaio, che deve garantire un acquisto libero da pesi.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la decisione sulla violazione dell’art. 1223 c.c., rilevando come il giudice di merito abbia errato nel non considerare il precetto come prova di un danno immediato. La minaccia di un’azione esecutiva, formalizzata da un atto giudiziario, trasforma il rischio teorico in un pregiudizio risarcibile. Il notaio, omettendo le visure ipotecarie e la corretta trascrizione, ha esposto la parte acquirente a una pretesa legittima di terzi creditori, integrando pienamente la fattispecie del danno emergente legato al valore del bene e alla sua commerciabilità.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma che la responsabilità professionale notaio non è subordinata alla perdita definitiva del bene. È sufficiente che l’inadempimento del professionista generi una situazione di incertezza giuridica e una minaccia concreta di esecuzione forzata. Per gli acquirenti, questa decisione rappresenta una tutela fondamentale, permettendo di agire contro il professionista negligente non appena il vizio del trasferimento emerge in modo formale, senza dover attendere l’esito catastrofico di un’asta immobiliare.

Quando si configura la responsabilità del notaio per un’ipoteca?
Il notaio è responsabile se omette di effettuare le visure ipotecarie o se esegue in modo errato la trascrizione degli atti, non permettendo all’acquirente di conoscere l’esistenza di gravami sul bene.

Il solo rischio di perdere la casa dà diritto al risarcimento?
Sì, se il rischio è concreto e attuale, come nel caso della ricezione di un atto di precetto da parte di un creditore ipotecario, anche se l’immobile non è ancora stato pignorato.

Cosa ha stabilito la Cassazione sul danno da evizione?
La Corte ha chiarito che la notifica di un precetto integra un’ipotesi di danno risarcibile ai sensi dell’art. 1223 c.c., poiché rappresenta una minaccia reale alla proprietà del bene acquistato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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