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Responsabilità precontrattuale appalti: la giurisdizione

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite chiarisce che la domanda di risarcimento per responsabilità precontrattuale, presentata da una stazione appaltante contro l’aggiudicatario di una gara pubblica, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. La controversia non riguarda la legittimità degli atti amministrativi, ma la violazione dei doveri di buona fede e correttezza, configurando una lesione di un diritto soggettivo.

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Pubblicato il 10 febbraio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Responsabilità precontrattuale negli appalti: la Cassazione chiarisce la giurisdizione

Nell’ambito complesso degli appalti pubblici, distinguere le competenze tra giudice ordinario e giudice amministrativo è cruciale. Una recente ordinanza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale in materia di responsabilità precontrattuale, stabilendo a chi spetta giudicare quando una stazione appaltante chiede i danni a un’impresa per un comportamento scorretto avvenuto prima della firma del contratto.

I Fatti di Causa

Una società di servizi idrici, in qualità di stazione appaltante, aveva indetto una gara per la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione. L’appalto veniva aggiudicato a un raggruppamento temporaneo di imprese. Successivamente, a seguito dell’impugnazione da parte della seconda classificata e prima della stipula del contratto, la stazione appaltante revocava la prima aggiudicazione e assegnava l’appalto alla seconda arrivata.

A questo punto, la stazione appaltante citava in giudizio il primo raggruppamento aggiudicatario davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), chiedendo il risarcimento dei danni. La richiesta si fondava sulla presunta violazione dei doveri di buona fede da parte del raggruppamento, che avrebbe taciuto la perdita di alcuni requisiti necessari per la stipula del contratto. Si trattava, in sostanza, di un’azione per responsabilità precontrattuale.

Una delle società del primo raggruppamento, ritenendo che la competenza fosse del giudice ordinario, proponeva un regolamento preventivo di giurisdizione dinanzi alla Corte di Cassazione.

La questione della responsabilità precontrattuale e la giurisdizione

Il cuore della questione era stabilire se una controversia per danni derivanti da un comportamento scorretto nella fase che precede la stipula di un contratto pubblico dovesse essere decisa dal giudice amministrativo o da quello ordinario.

Secondo la società ricorrente, la controversia non verteva sulla legittimità di un atto amministrativo (come l’aggiudicazione o la sua revoca), ma su un rapporto di natura privatistica in cui le parti si trovavano su un piano di parità. La richiesta di risarcimento era basata sulla violazione degli obblighi di buona fede e correttezza, tipici della fase delle trattative, e dunque attinente a un diritto soggettivo la cui tutela spetta al giudice ordinario.

Il criterio del ‘petitum sostanziale’

Per risolvere la questione, le Sezioni Unite hanno applicato il consolidato principio del petitum sostanziale. Questo criterio impone di guardare non tanto alla richiesta formale avanzata al giudice, quanto alla natura intrinseca della posizione giuridica fatta valere (causa petendi) e al bene della vita che si intende proteggere. In questo caso, l’oggetto del contendere non era l’esercizio del potere pubblico da parte della stazione appaltante, ma il comportamento illecito tenuto dall’impresa nella fase precontrattuale.

Le Motivazioni della Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario. I giudici hanno spiegato che le norme che attribuiscono al giudice amministrativo la giurisdizione esclusiva in materia di procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture non coprono ogni controversia che abbia una qualche attinenza con tale materia. La giurisdizione amministrativa è limitata alle controversie che hanno per oggetto la valutazione della legittimità di provvedimenti che sono espressione di un potere pubblico.

Nel caso di specie, l’azione della stazione appaltante si fondava sulla mancata stipula del contratto per un fatto imputabile all’aggiudicataria (la perdita dei requisiti e la mancata comunicazione). Questa condotta si colloca in un ambito precontrattuale, dove le parti, sebbene all’interno di una procedura di evidenza pubblica, sono tenute a rispettare i principi di correttezza e buona fede, agendo su un piano di parità.

La controversia, quindi, non riguardava la fase pubblicistica della gara, ma la fase prodromica alla stipula del contratto. La lesione lamentata dalla stazione appaltante era quella di un diritto soggettivo al comportamento leale della controparte, la cui violazione genera una responsabilità precontrattuale di natura civilistica. Il fatto che il tutto si sia svolto nel contesto di una gara pubblica è stato considerato solo l’occasione, non la causa giuridica della controversia.

Conclusioni

Le Sezioni Unite hanno stabilito un punto fermo: l’azione di risarcimento danni per responsabilità precontrattuale, promossa dalla stazione appaltante contro l’affidatario, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario. Questo avviene perché la causa non si fonda sulla contestazione di un atto autoritativo, ma sulla violazione di obblighi di correttezza e buona fede che danno origine alla lesione di un diritto soggettivo. Per le imprese e le stazioni appaltanti, questa decisione implica che le controversie risarcitorie legate a comportamenti scorretti nelle trattative, anche se relative ad appalti pubblici, devono essere incardinate presso i tribunali civili, con tutte le conseguenze processuali e sostanziali che ne derivano.

Chi è competente a decidere una causa per danni da responsabilità precontrattuale in un appalto pubblico?
Secondo la Corte di Cassazione, la giurisdizione spetta al giudice ordinario. La controversia, infatti, non riguarda la legittimità di atti amministrativi, ma la violazione dei doveri di buona fede e correttezza nella fase che precede la stipula del contratto.

La revoca dell’aggiudicazione di un appalto sposta la giurisdizione al giudice amministrativo in una causa per danni?
No. La Corte ha chiarito che, se la domanda di risarcimento si fonda sul comportamento precontrattuale illecito dell’aggiudicatario e non sulla legittimità dell’atto di revoca, la giurisdizione rimane del giudice ordinario. La revoca è solo un fatto nel contesto della vicenda, ma non l’oggetto del giudizio.

Qual è la differenza tra fase pubblicistica e precontrattuale in una gara ai fini della giurisdizione?
La fase pubblicistica riguarda l’esercizio del potere della pubblica amministrazione (es. bando, ammissioni, aggiudicazione) e le relative controversie sulla legittimità di tali atti sono di competenza del giudice amministrativo. La fase precontrattuale, invece, riguarda il comportamento delle parti secondo i canoni di buona fede e correttezza, dove esse operano su un piano di parità. Le liti per la violazione di questi doveri rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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