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Responsabilità per cose in custodia: il Comune paga a metà

Un bambino di sette anni entrava in un campo da bocce in disuso, adiacente a un parco giochi comunale, attraverso una recinzione rotta. Il minore spostava un pesante rullo di ferro arrugginito incustodito e subiva lo schiacciamento del pollice sinistro con parziale amputazione della falange. I genitori convenivano in giudizio l’ente comunale chiedendo il ristoro dei danni. Il tribunale ha riconosciuto la responsabilità per cose in custodia dell’amministrazione comunale, proprietaria dell’area aperta e non manutenuta. Tuttavia, il giudice ha accertato anche il concorso di colpa del minore nella misura del cinquanta per cento per l’uso imprudente e anomalo del rullo, riducendo l’importo risarcibile alla metà del totale calcolato.

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Pubblicato il 21 ottobre 2026 in Giurisprudenza Civile

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Riferimento Sentenza del Tribunale di Trento n. 1002/2026 del 16/10/2026 (Trib. Trento n. 1002/2026)

Principio di diritto La responsabilità del custode per i danni causati dalla cosa ha natura oggettiva e viene esclusa solo dal caso fortuito, nel quale non rientra la condotta prevedibilmente imprudente di un minore all'interno di un'area accessibile. Il comportamento oggettivamente anomalo della vittima incapace riduce tuttavia proporzionalmente il risarcimento a titolo di concorso causale materiale, a prescindere dalla sua imputabilità soggettiva.

Il parco giochi abbandonato e la responsabilità per cose in custodia

Un pomeriggio di gioco può trasformarsi in un grave infortunio quando le strutture pubbliche non ricevono adeguata manutenzione. La responsabilità per cose in custodia impone infatti al custode di prevenire ogni pericolo derivante dai beni affidati alla sua gestione materiale. Nel caso esaminato dal tribunale, un minore di sette anni giocava in un parco comunale. Accanto all’area attrezzata sorgeva un vecchio campo da bocce abbandonato, accessibile da una recinzione deteriorata e aperta.

All’interno del campo giaceva un pesante rullo di ferro arrugginito. Il bambino oltrepassava il varco e trascinava l’attrezzo per gioco. Durante il movimento, il pollice della mano sinistra rimaneva schiacciato tra il rullo metallico e la parete in legno della pista. Nel tentativo istintivo di liberarsi, il minore riportava lo schiacciamento e la semi-amputazione della falange del pollice. I genitori agivano in giudizio contro il Comune per ottenere il risarcimento dei danni non patrimoniali subiti dal figlio.

La condanna del Comune e la riduzione dell’indennizzo

Il Tribunale accoglieva parzialmente la richiesta risarcitoria formulata dai genitori del bambino. Il giudice quantificava l’intero danno biologico subito dal minore, sia permanente che temporaneo, in complessivi dodicimila centonovantadue euro sulla base delle tabelle del Tribunale di Milano. Tale importo compensava la menomazione fisica permanente del quattro per cento e il periodo di inabilità.

Il magistrato riconosceva però un concorso causale paritario tra l’ente locale e il piccolo infortunato. Di conseguenza, il tribunale dimezzava la somma spettante alla famiglia, condannando l’amministrazione comunale a pagare seimila novantasei euro, oltre a rivalutazione monetaria e interessi legali. Il giudice poneva inoltre a carico dell’amministrazione le spese di perizia e le spese legali dell’intero procedimento.

Il nesso causale e i limiti del caso fortuito nell’infortunio del minore

L’amministrazione risponde dei danni provocati dai beni di sua proprietà in virtù di un criterio di imputazione oggettivo. Il danneggiato deve soltanto provare il legame materiale tra la cosa custodita e il danno patito. Il custode si libera solo se dimostra il caso fortuito, ossia un fattore esterno assolutamente imprevedibile, eccezionale e autonomo.

La presenza di un bambino curioso e imprudente in un parco giochi non costituisce una circostanza anomala o imprevedibile. L’ente custode doveva prevedere che i minori potessero attraversare la rete rotta e raggiungere un macchinario pesante e privo di protezioni. L’incuria nella manutenzione della recinzione e l’omessa rimozione dell’attrezzo pericoloso integrano pienamente la colpa materiale del custode.

Nello stesso tempo, la legge valuta l’imprudenza della vittima secondo parametri oggettivi di diligenza media comune. Tale verifica prescinde dall’effettiva capacità di intendere e di volere del danneggiato minore. Trascinare a mano un rullo pesante per un uso estraneo alla sua funzione tecnica costituisce un comportamento oggettivamente scorretto e pericoloso. Tale condotta imprudente spezza in parte la sequenza causale, determinando una corresponsabilità materiale al cinquanta per cento tra il custode inerte e il minore imprudente.

Le azioni pratiche per le famiglie danneggiate in spazi pubblici

La decisione offre importanti indicazioni per chi subisce lesioni all’interno di strutture comunali o parchi aperti al pubblico. I danneggiati devono raccogliere immediatamente prove fotografiche dello stato dei luoghi, evidenziando brecce nelle recinzioni, incuria ed elementi di pericolo privi di custodia.

La documentazione medica deve descrivere fin dal primo accesso al pronto soccorso la dinamica esatta del fatto e il contatto con la cosa pericolosa. Le famiglie devono considerare che l’uso anomalo o avventato del bene da parte del minore non esclude del tutto il risarcimento, ma riduce l’assegno finale in proporzione all’imprudenza accertata.

Il Comune risponde sempre degli infortuni avvenuti nei parchi pubblici?
Il Comune risponde dei danni causati da beni o strutture comunali non custoditi o privi di manutenzione, a meno che non provi che l’evento è dipeso da un caso fortuito imprevedibile ed eccezionale.

L’imprudenza di un bambino piccolo esclude del tutto il risarcimento?
No, la curiosità o l’imprudenza di un minore in un’area giochi è prevedibile per il custode, ma può determinare un concorso di colpa con riduzione della somma risarcibile.

La mancata vigilanza dei genitori annulla la colpa del Comune?
Nel giudizio per il danno subito dal minore la verifica dell’imprudenza oggettiva della condotta del bambino assorbe la disattenzione dei genitori, incidendo unicamente come concorso causale materiale.

Termini giuridici

Responsabilità oggettiva
Forma di responsabilità che sorge senza verificare la colpa o il dolo del soggetto, basandosi unicamente sul legame tra la cosa controllata e l'evento lesivo.
Caso fortuito
Evento imprevedibile ed eccezionale, del tutto estraneo al controllo del custode, che esclude il dovere di risarcire il danno.
Concorso di colpa
Situazione in cui il comportamento imprudente della stessa persona danneggiata contribuisce a provocare il danno, riducendo l'importo del risarcimento.
Danno biologico
La menomazione temporanea o permanente dell'integrità psicofisica della persona, valutabile dal medico legale indipendentemente dalla perdita di guadagno.
Nesso di causalità
Il legame materiale e logico che unisce una determinata condotta o un bene al danno subito dalla vittima.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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