Definizione
Forma di responsabilità legale che prescinde dalla colpa o dal dolo del soggetto obbligato.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 111 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2019–2026). Nel 41% dei casi il ricorso è stato accolto, almeno in parte.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 41%
- Rigettato 39%
- Inammissibile 17%
- Altro 3%
Provvedimenti per anno
2019
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Civile Sez. 365%
- Civile Sez. 519%
- Civile Sez. 616%
Precedenti più richiamati
- Cass. 21918/2024in 5 provvedimenti
- Cass. 17253/2024in 6 provvedimenti
- Cass. 18860/2015in 4 provvedimenti
- Cass. 21065/2024in 4 provvedimenti
- Cass. 7553/2021in 5 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Un bambino di sette anni entrava in un campo da bocce in disuso, adiacente a un parco giochi comunale, attraverso una recinzione rotta. Il minore spostava un pesante rullo di ferro arrugginito incustodito e subiva lo schiacciamento del pollice sinistro con parziale amputazione della falange. I genitori convenivano in giudizio l'ente comunale chiedendo il ristoro dei danni. Il tribunale ha riconosciuto la responsabilità per cose in custodia dell'amministrazione comunale, proprietaria dell'area aperta e non manutenuta. Tuttavia, il giudice ha accertato anche il concorso di colpa del minore nella misura del cinquanta per cento per l'uso imprudente e anomalo del rullo, riducendo l'importo risarcibile alla metà del totale calcolato.
Continua »
Un motociclista perdeva il controllo del proprio scooter a causa di un profondo dislivello non segnalato sul manto stradale. L'Ente proprietario della strada rifiutava ogni addebito, sostenendo la colpa esclusiva del centauro per velocità eccessiva e scarsa attenzione. Dopo il rigetto della domanda in primo grado, la Corte di Appello ha riformato la decisione applicando la disciplina della responsabilità da cose in custodia. I giudici hanno accertato il dissesto della carreggiata e l'assenza di percorsi alternativi sicuri. Tuttavia, la Corte ha rilevato la visibilità dell'avvallamento in pieno giorno, dichiarando un concorso paritario di colpa al cinquanta per cento tra l'amministrazione e il conducente. L'Ente provinciale è stato condannato a risarcire i danni fisici e patrimoniali patiti dal motociclista, vedendosi respinta la domanda di garanzia contro l'impresa appaltatrice della manutenzione ordinaria.
Continua »
Il proprietario di un'automobile subisce ingenti lesioni al mezzo a causa di un impatto notturno con un cinghiale lungo una strada provinciale. Il danneggiato avvia una causa contro la Regione chiedendo il risarcimento del danno da fauna selvatica ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile. Il Giudice di Pace accoglie la domanda, ma il Tribunale ribalta la decisione in appello. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso finale del proprietario dell'auto. Il motivo principale risiede nel fatto che la parte non ha contestato tempestivamente la qualificazione iniziale della domanda. Si è quindi formato il giudicato interno sull'applicazione dell'articolo 2043 anziché dell'articolo 2052 del codice civile. Il danneggiato perde definitivamente la causa ed è condannato al pagamento delle spese legali.
Continua »
Un automobilista ha citato in giudizio la Regione e la Provincia dopo aver subito gravi danni all'autovettura a causa dell'impatto con un cinghiale lungo una strada provinciale. I giudici di merito hanno condannato la Regione al pagamento dei danni da fauna selvatica, escludendo la responsabilità della Provincia. La Regione ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la gestione concreta della fauna fosse delegata alla Provincia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la responsabilità per i danni da fauna selvatica ricade direttamente ed esclusivamente sulla Regione ai sensi dell'articolo 2052 del Codice Civile. La Regione risponde in qualità di ente titolare delle funzioni di tutela dell'ambiente. L'ente regionale può rivalersi sulla Provincia solo dimostrando una specifica colpa o omissione di quest'ultima nell'esercizio di compiti delegati, circostanza non provata nel caso di specie.
Continua »
Un Investitore ha citato in giudizio un Promotore Finanziario e una Banca per danni subiti a causa di investimenti fraudolenti. Il Promotore aveva falsificato i rendiconti. I giudici di primo e secondo grado avevano negato il risarcimento, sostenendo che l'Investitore non avesse provato il nesso causale tra la condotta illecita del Promotore e le perdite, nonostante la condanna penale per truffa. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza. Ha stabilito che la condotta fraudolenta del Promotore crea una presunzione di nesso causale. La Responsabilità banca promotore finanziario implica che spetta alla Banca dimostrare che le perdite si sarebbero verificate comunque, o che il profilo di rischio del cliente era stato rispettato. La causa tornerà in appello.
Continua »
Un Lavoratore ha chiesto il risarcimento danni per accusa infondata, sostenendo di essere stato ingiustamente processato penalmente per disobbedienza aggravata, con successiva assoluzione. Egli imputava la responsabilità al Ministero della Difesa, datore di lavoro del superiore che lo aveva denunciato, per omessa sorveglianza. I giudici di merito hanno respinto la domanda, affermando che l'ordinamento prevede specifiche ipotesi di risarcimento per danni da attività giudiziaria, non estendibili analogicamente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché il Lavoratore non ha esposto i fatti in modo sufficientemente chiaro per consentire la comprensione delle sue censure, confermando l'onere di una chiara esposizione dei fatti nel ricorso.
Continua »
Un Cittadino ha circolato con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo, contestando di non aver ricevuto il preavviso. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per la circolazione con fermo amministrativo, l'Amministrazione deve solo dimostrare che il veicolo era sotto fermo. Spetta al Cittadino provare di non aver ricevuto il preavviso o che il fermo non era prevedibile. Il ricorso del Cittadino è stato dichiarato inammissibile e dovrà pagare un ulteriore contributo unificato. Questo principio chiarisce l'onere della prova negli illeciti amministrativi.
Continua »
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una Lavoratrice che denunciava mobbing sul lavoro da parte dell'Azienda. I giudici di merito avevano già escluso sia il mobbing che lo straining, non riscontrando prove di comportamenti discriminatori o ritorsivi e ritenendo le allegazioni troppo generiche. La Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e che l'obbligo di sicurezza del datore di lavoro (Art. 2087 c.c.) non implica una responsabilità oggettiva. La Lavoratrice non ha fornito prove sufficienti della condotta colposa dell'Azienda. Di conseguenza, la Lavoratrice ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
Continua »
Una compagnia assicurativa ha inviato tramite posta ordinaria un assegno non trasferibile di 36.000 euro per liquidare un indennizzo. Un soggetto non legittimato ha sottratto il titolo e lo ha incassato presso un intermediario. Nei primi gradi di giudizio, l'ente negoziatore è stato condannato a risarcire l'intero importo sulla base di una responsabilità oggettiva. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale impostazione accogliendo il ricorso dell'intermediario. I giudici hanno chiarito che l'ente risponde solo per colpa professionale e ha facoltà di provare la propria diligenza nell'identificazione del cliente. Inoltre, la scelta imprudente della società di spedire l'assegno per posta ordinaria, anziché con mezzi tracciabili, integra un evidente concorso di colpa che riduce o esclude il risarcimento.
Continua »
Una cliente ha citato in giudizio una struttura alberghiera per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta sulle scale di ingresso. La danneggiata imputava l'incidente a un presunto avvallamento sul gradino coperto da moquette e all'assenza di un corrimano, invocando la responsabilità per cose in custodia della struttura. I giudici di merito hanno respinto la richiesta risarcitoria per difetto di prova circa l'effettiva presenza e pericolosità dell'avvallamento, ascrivendo la caduta a disattenzione della donna o a caso fortuito. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, chiarendo che l'onere di provare il legame causale tra difetto della cosa e danno spetta interamente al danneggiato, condannando la ricorrente alle spese legali.
Continua »
Un amministratore delegato di una società è stato condannato per frode in commercio, avendo venduto mangime biologico contaminato e con ingredienti non dichiarati. La Corte d'Appello aveva già rideterminato la pena. L'amministratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la sua responsabilità fosse stata basata solo sulla sua qualifica, senza prova di dolo o consapevolezza della contaminazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. Ha ribadito che la posizione apicale dell'amministratore implicava un dovere di vigilanza e che le prove escludevano una contaminazione accidentale, non trattandosi di mera responsabilità oggettiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Una società depositaria ha ricevuto avvisi di pagamento dall'Agenzia delle Dogane per l'imposta di consumo oli lubrificanti. I prodotti stoccati nei suoi impianti erano stati venduti da società terze e reimmessi sul mercato italiano, subendo poi un sequestro penale. La depositaria sosteneva di non essere responsabile, chiedendo l'abbuono per forza maggiore e la cancellazione delle sanzioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Lo svincolo irregolare dal regime sospensivo equivale a immissione in consumo e il successivo sequestro non estingue il debito fiscale. L'abbuono spetta solo per la perdita fisica del bene e non per truffe commesse da terzi, vigendo la responsabilità oggettiva del depositario. Non sussiste alcuna incertezza normativa idonea ad annullare le sanzioni.
Continua »
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto il pagamento di dazi antidumping e IVA all'Azienda importatrice e alla Socia per l'importazione di biciclette elettriche. L'indagine dell'OLAF ha dimostrato che le merci provenivano dalla Cina ed erano state solo trasbordate a Taiwan per eludere l'imposta speciale. La Suprema Corte ha rigettato le difese della Socia, confermando che l'importatore risponde a titolo di responsabilità oggettiva per i dazi doganali evasi. La buona fede o l'affidamento a consulenti esterni non escludono il debito tributario.
Continua »
I proprietari di un fondo agricolo hanno citato l'ente gestore stradale per ottenere il risarcimento dei danni provocati dal crollo di quattro pini piantati lungo la carreggiata. Nei gradi di merito, i giudici hanno respinto la richiesta. La decisione escludeva la colpa del gestore per caso fortuito, attribuendo il crollo a un violento evento atmosferico. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto. I Supremi Giudici hanno rilevato gravi incongruenze nella perizia tecnica, la quale scambiava una velocità del vento moderata per una tempesta eccezionale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei danneggiati, riaffermando la responsabilità da cose in custodia in assenza di dati meteorologici certi e rigorosi.
Continua »
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a dieci mesi di reclusione per un amministratore societario accusato del reato di bancarotta semplice documentale. Inizialmente accusato di bancarotta fraudolenta per la sparizione dei registri contabili e di veicoli aziendali, l'imprenditore aveva sostenuto di aver smarrito la contabilità a causa di mareggiate e atti vandalici. I giudici di merito hanno escluso il dolo di frode ma hanno ritenuto inattendibili le giustificazioni addotte per la mancanza decennale dei libri contabili. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso difensivo, ribadendo che per integrare il reato fallimentare minore è sufficiente la mera colpa o negligenza nella tenuta della documentazione aziendale.
Continua »
Tre socie di una struttura alberghiera sono state condannate per la trasformazione abusiva di un'area scoperta di 130 metri quadrati mediante infissi e coperture fisse, dopo una parziale demolizione ordinata dal Comune. La Corte di Cassazione ha distinto i ruoli individuali: le amministratrici che hanno gestito la società e presentato i titoli edilizi rispondono del reato, mentre la socia priva di poteri gestionali o di disponibilità materiale dell'immobile non può subire una condanna automatica. I giudici hanno annullato con rinvio la condanna della semplice socia e hanno confermato la responsabilità per abuso edilizio delle due amministratrici, respingendo le eccezioni di prescrizione e buona fede.
Continua »
Una società committente cita in giudizio l'azienda di trasporti per chiedere la risoluzione contrattuale e il risarcimento dei danni causati da due incendi scaturiti dai furgoni frigo all'interno del proprio deposito. La società di trasporti respinge le accuse, addebita i roghi a dolo di terzi e chiede in via riconvenzionale il pagamento dei compensi maturati. I giudici di merito e la Corte di Cassazione escludono la configurabilità del danno da cose in custodia a carico della trasportatrice: l'atto doloso di ignoti integra il caso fortuito ed elide il nesso di causalità. I giudici confermano l'obbligo del committente di pagare i corrispettivi non tempestivamente contestati, ma cancellano la sanzione per lite temeraria per la presenza di una soccombenza reciproca.
Continua »
A seguito del crollo di un muro di contenimento seminterrato che danneggiava un veicolo e rendeva inagibile il garage, il danneggiato citava i comproprietari dello stabile. I proprietari chiamavano in garanzia l'impresa costruttrice e l'originario committente, colpevoli di aver inglobato nel nuovo fabbricato un vecchio muro strutturalmente inadeguato senza eseguire i necessari controlli. I giudici di merito condannavano i proprietari verso il danneggiato per rovina di edificio e accoglievano la domanda di manleva contro l'impresa e gli eredi del committente. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, ribadendo che chi edifica inglobando manufatti preesistenti senza adeguate verifiche tecniche risponde dei danni in via extracontrattuale verso i proprietari tenuti al risarcimento.
Continua »
I giudici hanno disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto di un presunto traffico illecito di rifiuti a carico di una società intermediaria. L'ente ha impugnato l'ordinanza lamentando la mancata dimostrazione della colpa di organizzazione 231 e sostenendo di operare come semplice intermediario senza detenzione fisica dei materiali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società. I giudici di legittimità hanno rilevato la mancata contestazione di parti decisive dell'ordinanza impugnata e l'assenza del vizio di motivazione apparente, confermando la correttezza dei criteri adottati per accertare il deficit organizzativo aziendale.
Continua »
La Polizia Stradale ha sanzionato un autista per aver alterato il tachigrafo con un magnete, risultando a riposo durante la guida. Gli agenti hanno multato anche l'azienda di trasporti per aver consentito la circolazione del mezzo manomesso. La società ha fatto ricorso, sostenendo di essere esente da responsabilità avendo fatto svolgere corsi di formazione al dipendente. Il Tribunale e la Corte di Cassazione hanno respinto l'opposizione dell'impresa. I giudici hanno chiarito che la manomissione del cronotachigrafo comporta una responsabilità propria dell'azienda per omessa vigilanza. La semplice frequenza di corsi teorici non basta a escludere la colpa datoriale se mancano verifiche costanti sui veicoli, soprattutto in presenza di precedenti violazioni dell'autista sui tempi di riposo. L'azienda deve pagare la sanzione.
Continua »