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Responsabilità custode strada: concorso colpa e danni

La Corte di Appello ha riconosciuto la responsabilità custode strada di un Comune e della sua impresa di manutenzione per la caduta di un pedone causata da una buca. La sentenza ha stabilito un concorso di colpa del 30% a carico del danneggiato poiché il dissesto era visibile, condannando i custodi al risarcimento dei danni non patrimoniali e patrimoniali.

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Pubblicato il 29 giugno 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Caduta su asfalto: quando scatta la responsabilità custode strada

Incidenti causati da buche o asfalto dissestato sono all’ordine del giorno, ma determinare chi deve pagare non è sempre immediato. Un recente provvedimento della Corte di Appello ha analizzato nel dettaglio la responsabilità custode strada, offrendo chiarimenti fondamentali sulla ripartizione delle colpe tra ente proprietario, ditta di manutenzione e cittadino.

Il caso: la caduta sulla via dissestata

Una cittadina di circa 80 anni citava in giudizio il Comune e la società incaricata della manutenzione stradale (Global Service) a seguito di una rovinosa caduta. Il sinistro era avvenuto in pieno giorno su una strada che presentava evidenti sconnessioni del manto asfalto. Se in primo grado la domanda era stata respinta per difetto di prova sulla dinamica, la Corte di Appello ha ribaltato parzialmente la decisione.

Attraverso le testimonianze e il verbale della Polizia Municipale, è emerso che il pericolo era reale e che la pattuglia intervenuta aveva persino dovuto apporre un segnale di pericolo mobile subito dopo la denuncia. Tuttavia, la Corte ha dovuto valutare anche il comportamento della vittima: l’incidente è avvenuto in condizioni di piena luce e vicino all’abitazione della signora, fattori che rendevano il pericolo parzialmente evitabile.

La decisione dei Giudici di Appello

La Corte ha stabilito che la responsabilità custode strada ai sensi dell’art. 2051 c.c. permane in capo al Comune (proprietario) e si estende alla ditta di manutenzione in solido. Tuttavia, ha applicato l’art. 1227 c.c. per riconoscere un concorso di colpa della vittima pari al 30%. La motivazione risiede nel fatto che un pedone diligente avrebbe potuto scorgere l’insidia data la visibilità ottimale.

Il risarcimento complessivo è stato quindi calcolato sulla base delle Tabelle Milanesi per il danno biologico e morale, riducendo l’importo totale del 30% per riflettere la quota di responsabilità della danneggiata. Inoltre, è stata accolta la domanda di manleva del Comune verso l’impresa di manutenzione, obbligando quest’ultima a rimborsare all’ente quanto pagato alla signora.

le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’obbligo di custodia che non viene meno con la semplice delega della manutenzione a terzi. L’ente proprietario resta custode finché la strada è aperta al pubblico transito. Allo stesso tempo, la giurisprudenza più recente impone un dovere di auto-responsabilità del pedone: più l’insidia è visibile e prevedibile, maggiore è il carico di attenzione richiesto all’utente per evitare il danno. In questo caso, la visibilità del dissesto e la conoscenza dei luoghi hanno giustificato la riduzione del risarcimento.

le conclusioni

Le conclusioni di questo provvedimento evidenziano che la responsabilità custode strada non è una forma di responsabilità oggettiva assoluta. Sebbene il proprietario sia tenuto a mantenere la sicurezza, il cittadino non può ignorare pericoli evidenti. Ai fini pratici, è essenziale documentare tempestivamente lo stato dei luoghi con foto e testimoni, poiché la prova del nesso causale rimane l’onere principale per chi richiede il risarcimento dei danni.

Chi deve risarcire i danni se cado in una buca stradale?
Risponde in solido sia l ente proprietario della strada sia l eventuale ditta incaricata della manutenzione globale in quanto entrambi esercitano un potere di custodia sul bene.

Se la buca era visibile posso comunque chiedere il risarcimento?
Sì ma il risarcimento sarà ridotto proporzionalmente se il giudice ritiene che il pedone avrebbe potuto evitare l ostacolo con una maggiore attenzione specialmente in condizioni di buona luce.

Cosa succede se il Comune ha appaltato la manutenzione a una ditta esterna?
Il Comune rimane responsabile verso il cittadino danneggiato ma può rivalersi sulla ditta di manutenzione tramite una domanda di manleva se previsto dal contratto di servizio.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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