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Responsabilità custode: la caduta dallo sgabello

La Corte d’Appello ha confermato il rigetto di una domanda di risarcimento per una caduta avvenuta in uno studio medico durante un esame. La condotta della paziente, che ha utilizzato uno sgabello a rotelle per appoggiarsi nonostante la presenza di sedie fisse, ha integrato il caso fortuito, escludendo la responsabilità custode ai sensi dell’articolo 2051 c.c.

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Pubblicato il 18 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Responsabilità custode: il caso della caduta dallo sgabello in clinica

In ambito sanitario, la sicurezza dei locali è un dovere fondamentale, ma cosa succede quando un incidente è causato dall’imprudenza del paziente? Una recente sentenza della Corte d’Appello analizza i confini della responsabilità custode nel caso di una caduta avvenuta all’interno di uno studio medico. La vicenda offre spunti cruciali per comprendere come il comportamento del danneggiato possa influenzare l’esito di una richiesta di risarcimento.

Responsabilità custode: i fatti del caso

Il caso ha origine dalla richiesta di risarcimento di una paziente che sosteneva di essere caduta rovinosamente a terra poco prima di sottoporsi a un esame elettromiografico. Secondo la ricostruzione della donna, la dottoressa l’avrebbe invitata a spogliarsi in una stanza quasi completamente buia, indicandole come punto d’appoggio uno sgabello posto tra il lettino e la scrivania. Appoggiandovi la mano, lo sgabello — dotato di rotelle — sarebbe scivolato in avanti, causandone la caduta e la conseguente rottura della cuffia dei rotatori della spalla.

In primo grado, il Tribunale aveva rigettato la domanda per carenza probatoria. Le prove testimoniali erano state dichiarate inammissibili e la documentazione medica presentata appariva contraddittoria, con una diagnosi grave arrivata solo mesi dopo il presunto evento. La paziente ha quindi proposto appello, contestando la mancata ammissione del marito come testimone e l’omessa disposizione di una Consulenza Tecnica d’Ufficio.

La decisione sulla responsabilità custode della Corte

La Corte d’Appello ha confermato integralmente la decisione di primo grado, ritenendo l’appello infondato. Il collegio ha rilevato che, ai sensi dell’articolo 2051 c.c., pur essendo la responsabilità del custode di natura oggettiva, spetta comunque al danneggiato fornire la prova del nesso di causalità tra la cosa e l’evento. Nel caso specifico, la versione della paziente è stata giudicata oggettivamente inverosimile.

I giudici hanno sottolineato come un esame elettromiografico richieda necessariamente un ambiente illuminato per il posizionamento degli aghi, rendendo improbabile la tesi della stanza buia. Inoltre, la presenza di sedie fisse e appendiabiti rendeva anomala la scelta di utilizzare uno sgabello medico a rotelle per svestirsi. Tale condotta è stata qualificata come negligente e imprudente, configurando un’ipotesi di caso fortuito incidentale.

le motivazioni

La decisione si fonda sull’assunto che il comportamento del danneggiato possa escludere la responsabilità del custode quando è talmente anomalo da interrompere il nesso causale. L’utilizzo di uno sgabello a rotelle come base d’appoggio per appoggiarsi con il peso del corpo, ignorando la funzione specifica dell’oggetto e la disponibilità di sedute più stabili, rappresenta una violazione delle regole di comune diligenza. La Corte ha inoltre ribadito che la Consulenza Tecnica d’Ufficio non può essere utilizzata per sopperire alla mancanza di prove sui fatti costitutivi della domanda, che l’appellante non era riuscita a dimostrare in modo convincente.

le conclusioni

La sentenza conclude stabilendo che l’imposizione di un dovere di cautela in capo a chi entra in contatto con una cosa risponde a un principio di solidarietà e ragionevolezza. Se il pericolo è facilmente evitabile usando l’ordinaria diligenza, il danno non può essere imputato al custode. Oltre al rigetto dell’appello principale, la Corte ha accolto l’appello incidentale di un terzo chiamato, condannando l’attrice alla rifusione delle spese legali anche nei confronti del medico coinvolto, in applicazione del principio di soccombenza e causalità.

Chi è responsabile se un paziente cade da uno sgabello a rotelle in ospedale?
La struttura risponde come custode del bene ma la responsabilità è esclusa se il paziente ha usato lo sgabello in modo improprio o negligente interrompendo il nesso di causalità.

Si può ottenere il risarcimento se l’incidente avviene in una stanza buia?
È necessario provare che il buio sia stato la causa determinante del danno e che il paziente non abbia potuto evitare il pericolo usando l’ordinaria diligenza o chiedendo di accendere la luce.

Cosa succede se il giudice dichiara inammissibile una testimonianza in appello?
Se la prova testimoniale è ritenuta irrilevante o tardiva il giudice rigetta la richiesta e la decisione si baserà esclusivamente sulle altre prove documentali o presunzioni già acquisite.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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