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Responsabilità custode centro sportivo: guida legale

La Corte di Cassazione ha confermato l’inammissibilità del ricorso di una società sportiva condannata per l’infortunio di un calciatore. Il caso riguardava la responsabilità custode centro sportivo ex art. 2051 c.c., originata dalla presenza di una rete metallica arrotolata a bordo campo contro cui l’atleta era impattato durante un’azione di gioco.

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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Responsabilità custode centro sportivo: la Cassazione conferma il risarcimento

Il tema della responsabilità custode centro sportivo torna al centro del dibattito giuridico con una recente ordinanza della Corte di Cassazione. Gestire un impianto sportivo comporta non solo l’organizzazione delle attività, ma soprattutto il dovere di garantire che le strutture e le attrezzature non diventino fonte di pericolo per gli utenti.

Il caso dell’infortunio durante la partita di calcetto

La vicenda trae origine da un incidente occorso durante una partita di calcio a cinque. Un atleta, nel corso di un’azione di gioco, cadeva a terra urtando violentemente contro una rete da tennis arrotolata e aggrovigliata attorno a tubi in ferro. Tale materiale era posizionato pericolosamente a ridosso dell’area di gioco. Il danneggiato citava in giudizio il gestore dell’impianto, invocando la responsabilità per i danni causati dalla cosa in custodia.

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello riconoscevano la responsabilità del centro sportivo, condannandolo al risarcimento dei danni. Il gestore proponeva infine ricorso in Cassazione, sostenendo che l’incidente fosse dovuto a uno scontro di gioco (caso fortuito) o all’accettazione del rischio da parte del calciatore.

Il giudizio di legittimità sulla responsabilità custode centro sportivo

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per diverse ragioni tecniche e sostanziali. In primo luogo, i motivi di doglianza sono stati ritenuti troppo generici e volti a ottenere una nuova valutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità. Inoltre, la Corte ha sottolineato che, in presenza di una cosiddetta doppia conforme, non è possibile contestare il vizio di motivazione se il giudice d’appello ha confermato la ricostruzione dei fatti del primo grado.

Un punto cruciale della decisione riguarda l’onere della prova: il gestore non è riuscito a dimostrare che l’atleta fosse consapevole della specifica situazione di pericolo creata dai tubi e dalla rete. La semplice partecipazione a un’attività sportiva non implica l’accettazione di rischi derivanti da attrezzature mal posizionate o pericolose a bordo campo.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’applicazione rigorosa dell’art. 2051 c.c. e delle norme procedurali. La responsabilità da custodia ha carattere oggettivo: per andare esente da colpa, il custode deve provare il caso fortuito. Nel caso di specie, lo scontro di gioco è stato considerato un evento normale e prevedibile, non idoneo a interrompere il nesso causale tra la pericolosità del manufatto a bordo campo e l’infortunio. Inoltre, la Corte ha rilevato la carenza di specificità dei motivi di ricorso, che non indicavano chiaramente le norme di diritto violate, limitandosi a contestare la valutazione delle testimonianze già operata nei gradi precedenti.

Le conclusioni

Le conclusioni tratte dai giudici di legittimità confermano un orientamento severo verso i gestori di impianti. La responsabilità custode centro sportivo impone una vigilanza costante sugli spazi perimetrali dei campi da gioco. Se attrezzature fisse o mobili creano un’insidia non immediatamente percepibile o evitabile con l’ordinaria cautela, il gestore è tenuto al risarcimento. Il ricorso è stato dunque rigettato, con condanna della società ricorrente al pagamento delle spese legali e del contributo unificato aggiuntivo.

Chi è responsabile se un giocatore si infortuna contro attrezzature a bordo campo?
Il gestore del centro sportivo è responsabile ai sensi dell’art. 2051 c.c. come custode della struttura, a meno che non provi che l’incidente sia stato causato da un evento imprevedibile e inevitabile.

Lo scontro tra giocatori esonera il gestore dalla responsabilità per pericoli sul campo?
No, uno scontro di gioco è considerato un evento normale e non interrompe il legame di responsabilità se il danno è causato dalla presenza di oggetti pericolosi o mal posizionati nelle vicinanze dell’area di gioco.

È possibile contestare in Cassazione la valutazione delle testimonianze di un infortunio?
In genere no, poiché la Cassazione si occupa solo di violazioni di legge e non può riconsiderare i fatti o le prove già valutati nei precedenti gradi di giudizio, specialmente in presenza di una doppia conforme.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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