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Responsabilità cani randagi: chi paga il risarcimento?

La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità cani randagi per aggressioni a cittadini non ricade automaticamente sul Comune se la legge regionale attribuisce alla ASL il compito di accalappiamento. Nel caso esaminato, un cittadino aggredito da un branco non ha potuto ottenere il risarcimento dal Comune poiché non è stata provata una colpa specifica dell’ente locale, essendo la cattura degli animali di competenza esclusiva dell’azienda sanitaria.

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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Responsabilità cani randagi: la Cassazione chiarisce chi paga i danni

Quando un cittadino viene aggredito da animali randagi, il primo istinto è quello di chiedere i danni al Comune. Tuttavia, la responsabilità cani randagi non è un concetto astratto o automatico, ma dipende strettamente dalle leggi regionali e dalla prova della colpa degli enti coinvolti. Una recente decisione della Corte di Cassazione ha gettato nuova luce su questo tema, ribaltando una sentenza d’appello che aveva condannato un Comune campano.

I fatti: l’aggressione e la battaglia legale

Il caso ha origine nel 2016, quando un uomo è stato aggredito e azzannato da un branco di cani randagi. La vittima ha citato in giudizio sia il Comune che l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) chiedendo il ristoro dei danni subiti. Sebbene in primo grado la domanda fosse stata respinta, la Corte d’Appello aveva successivamente condannato entrambi gli enti al risarcimento, ritenendoli corresponsabili.

Il Comune ha però impugnato la decisione davanti alla Suprema Corte, sostenendo di non avere competenza diretta sulla cattura degli animali e che, di conseguenza, la responsabilità cani randagi non potesse essergli attribuita in solido con la ASL.

La decisione: il riparto di competenze

La Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, sottolineando un punto fondamentale: la responsabilità civile per i danni causati dal randagismo deve essere radicata nell’ente a cui la legge attribuisce il compito specifico di prevenire il pericolo.

Il ruolo della Legge Regionale

Nel caso della Regione Campania (L.R. 16/2001), i compiti sono ben distinti:
* ASL: ha il compito di attivare il servizio di accalappiamento dei cani vaganti e il loro trasferimento nei canili.
* Comune: ha il compito di gestire, costruire o risanare i canili dove gli animali vengono portati dopo la cattura.

Poiché l’incidente è avvenuto a causa della presenza di cani liberi sul territorio (mancata cattura) e non per una cattiva gestione del canile, la responsabilità primaria non può ricadere sul Comune, a meno che non si provi una sua specifica negligenza.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha spiegato che la responsabilità cani randagi rientra nell’ambito dell’art. 2043 del Codice Civile. Questo significa che il danneggiato ha l’onere di provare non solo il danno, ma anche la colpa dell’amministrazione e il nesso di causalità. Non basta dire che c’era un cane randagio per ottenere i soldi; bisogna dimostrare che l’ente ha organizzato male il servizio di prevenzione.

Inoltre, i giudici hanno chiarito che il compito di “ricovero” affidato ai Comuni non implica automaticamente il compito di “cattura” se la legge regionale separa nettamente queste funzioni. Senza una prova specifica che il Comune abbia ignorato segnalazioni o violato doveri istituzionali precisi, l’ente locale non può essere chiamato a pagare per un servizio (l’accalappiamento) che la legge affida alla ASL.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza stabilisce un principio di equità e rigore probatorio: il cittadino che subisce un danno da randagismo deve indirizzare correttamente la propria pretesa verso l’ente che ha l’effettivo potere-dovere di intervento. Se la normativa regionale, come in Campania, affida la vigilanza e la cattura alla ASL, sarà quest’ultima a dover rispondere dei danni, a meno che non emerga una colpa macroscopica e documentata del Comune nella gestione delle proprie specifiche competenze. Questa pronuncia protegge i bilanci comunali da responsabilità improprie, ricordando che il risarcimento del danno richiede sempre la prova di una condotta colposa specifica.

Chi deve pagare il risarcimento in caso di morso di un cane randagio?
Il risarcimento deve essere pagato dall’ente a cui la legge regionale affida il compito specifico di cattura e custodia degli animali, che spesso è la ASL e non necessariamente il Comune.

È sufficiente subire l’aggressione per essere risarciti automaticamente?
No, il danneggiato deve dimostrare la colpa della pubblica amministrazione, provando che il servizio di prevenzione del randagismo è stato organizzato in modo insufficiente o inefficiente.

Quali sono i compiti del Comune rispetto a quelli della ASL in Campania?
Secondo la legge regionale campana, la ASL si occupa della cattura e del trasferimento dei cani vaganti, mentre il Comune è responsabile della fornitura e del mantenimento dei canili pubblici.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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