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Reiterazione abusiva contratti: prescrizione decennale

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 31104/2023, ha stabilito che la responsabilità del datore di lavoro per la reiterazione abusiva di contratti a termine ha natura contrattuale. Di conseguenza, il diritto del lavoratore al risarcimento del danno si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non in quello più breve. La Corte ha accolto il ricorso di un lavoratore, la cui richiesta di risarcimento era stata respinta in appello per presunta prescrizione, affermando un principio consolidato a tutela dei lavoratori precari.

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Pubblicato il 20 febbraio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Reiterazione Abusiva Contratti: la Cassazione Conferma la Prescrizione Decennale

La questione della reiterazione abusiva contratti a termine rappresenta un tema cruciale nel diritto del lavoro, specialmente per la tutela dei lavoratori precari. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 31104/2023) ha ribadito un principio fondamentale riguardo al termine di prescrizione per richiedere il risarcimento del danno: la responsabilità del datore di lavoro è di natura contrattuale e, pertanto, si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni. Questa decisione rafforza le garanzie per i lavoratori ingiustamente mantenuti in una condizione di precarietà.

I Fatti del Caso: Contratti a Termine e la Richiesta di Risarcimento

Il caso ha origine dalla vicenda di un lavoratore impiegato presso un ente pubblico attraverso una successione di contratti a tempo determinato. Dopo anni di servizio, il lavoratore ha agito in giudizio per ottenere il riconoscimento dell’illegittimità di tale prassi e la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato, oltre al risarcimento del danno subito.

La Corte d’Appello, pur riconoscendo l’illegittimità della condotta dell’ente, aveva respinto la domanda di risarcimento del danno, ritenendo che il diritto fosse ormai prescritto. Secondo i giudici di secondo grado, si applicava un termine di prescrizione più breve. Il lavoratore ha quindi presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la responsabilità derivante dalla reiterazione abusiva contratti fosse di natura contrattuale, con conseguente applicazione del termine decennale.

La Decisione della Cassazione sulla Reiterazione Abusiva Contratti

La Suprema Corte ha accolto il ricorso del lavoratore, cassando la sentenza d’appello e chiarendo in modo definitivo la questione della prescrizione. La decisione si fonda su un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato che qualifica la responsabilità del datore di lavoro in questi casi come contrattuale.

La Natura Contrattuale della Responsabilità

Il punto centrale della decisione è l’inquadramento giuridico della responsabilità. La Corte ha specificato che l’obbligo del datore di lavoro di non abusare della successione di contratti a termine non deriva da un generico dovere di non danneggiare altri (responsabilità extracontrattuale), ma da un preciso obbligo di protezione che sorge all’interno del rapporto di lavoro stesso. Questo obbligo è riconducibile alla violazione di norme imperative che regolano la materia e che si inseriscono nel contratto di lavoro.

Il Termine di Prescrizione Applicabile alla Reiterazione Abusiva Contratti

Una volta stabilita la natura contrattuale della responsabilità, la conseguenza logica e giuridica è l’applicazione del termine di prescrizione ordinario previsto dall’articolo 2946 del Codice Civile, ovvero dieci anni. La Corte ha rigettato l’idea che potessero applicarsi termini più brevi, come quello quinquennale previsto per la responsabilità extracontrattuale, fornendo così una tutela più ampia e duratura al lavoratore.

Le Motivazioni della Corte

La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione richiamando la propria giurisprudenza consolidata (tra cui Cass. Sez. L, n. 15027/2022 e Cass. SU, n. 5072/2016). I giudici hanno sottolineato come la responsabilità per la reiterazione abusiva contratti a termine rientri nell’ambito della responsabilità contrattuale. Questo perché la condotta illecita del datore di lavoro si configura come una violazione degli obblighi che nascono dal rapporto di lavoro, anche se di fatto costituito tramite contratti a termine. La violazione di norme imperative, come quelle che limitano l’uso di contratti a termine successivi, integra una forma di inadempimento contrattuale. Di conseguenza, il diritto del lavoratore a ottenere il risarcimento del danno per la perdita di chance e per la precarizzazione subita è soggetto al termine di prescrizione ordinario decennale, e non a quello quinquennale. La Corte ha precisato che tale principio si applica anche ai rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni, come nel caso di specie.

Le Conclusioni

L’ordinanza in esame consolida un importante baluardo a protezione dei lavoratori precari. Stabilendo che il diritto al risarcimento per l’abuso dei contratti a termine si prescrive in dieci anni, la Cassazione assicura ai lavoratori un lasso di tempo adeguato per far valere le proprie ragioni in giudizio. Questa decisione rappresenta un monito per i datori di lavoro, sia pubblici che privati, a rispettare scrupolosamente la normativa sui contratti a tempo determinato, scoraggiando pratiche elusive che creano precarietà e incertezza. Per i lavoratori, significa avere una maggiore certezza del diritto e una più efficace possibilità di ottenere giustizia per i danni subiti a causa di un impiego illegittimamente precario.

Qual è la natura della responsabilità del datore di lavoro per la reiterazione abusiva di contratti a termine?
Secondo la Corte di Cassazione, la responsabilità del datore di lavoro per l’utilizzo abusivo di contratti a termine successivi ha natura contrattuale, in quanto deriva dalla violazione di obblighi specifici nascenti dal rapporto di lavoro.

Qual è il termine di prescrizione per richiedere il risarcimento del danno derivante da tale abuso?
Poiché la responsabilità è di natura contrattuale, il diritto del lavoratore al risarcimento del danno si prescrive nel termine ordinario di dieci anni, come previsto dalla legge.

Questo principio si applica anche al pubblico impiego?
Sì, la Corte ha confermato che la regola della responsabilità contrattuale e della conseguente prescrizione decennale si applica anche ai rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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