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Regolarità urbanistica e locazione commerciale

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della condanna al pagamento dei canoni di locazione a carico di una società conduttrice, nonostante il sequestro dell’immobile per abusi edilizi. La decisione si fonda sulla validità di clausole contrattuali con cui il conduttore aveva espressamente accettato il rischio legato alla regolarità urbanistica del bene. Poiché il rischio era stato assunto pattiziamente, l’eccezione di inadempimento sollevata dal conduttore è stata rigettata, rendendo il contratto parzialmente aleatorio su questo specifico punto.

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Regolarità urbanistica e locazione commerciale

La regolarità urbanistica rappresenta un pilastro fondamentale nei contratti di locazione commerciale. Spesso, la scoperta di abusi edilizi preesistenti genera conflitti tra locatore e conduttore, portando quest’ultimo a sospendere il pagamento del canone. Tuttavia, una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che l’autonomia negoziale permette alle parti di spostare il rischio della conformità amministrativa sul conduttore, limitando la possibilità di invocare l’inadempimento del locatore.

Il rischio della regolarità urbanistica nel contratto

Nel caso esaminato, una società aveva preso in locazione un immobile per attività di ristorazione. Il contratto includeva clausole specifiche in cui il conduttore dichiarava di aver verificato lo stato dell’immobile e di assumersi ogni rischio relativo alla sua conformità urbanistica. Nonostante il successivo sequestro penale della struttura per abusi edilizi non sanati, i giudici hanno ritenuto che tali clausole fossero valide e vincolanti.

L’assunzione del rischio trasforma il contratto, normalmente commutativo, in un accordo parzialmente aleatorio. Il conduttore, accettando consapevolmente la possibilità di provvedimenti repressivi, non può successivamente lamentare la mancanza del pacifico godimento del bene per cause legate proprio a quegli abusi che aveva accettato di gestire.

Regolarità urbanistica e sospensione del canone

L’eccezione di inadempimento, prevista dall’articolo 1460 del Codice Civile, permette di non pagare se la controparte è inadempiente. Tuttavia, se il conduttore ha accettato contrattualmente il rischio di irregolarità, il sequestro dell’immobile non costituisce un inadempimento del locatore. La Cassazione ha sottolineato che l’obbligo del locatore di garantire l’uso convenuto può essere derogato da una specifica garanzia negoziale contraria.

In ambito commerciale, le parti sono considerate su un piano di parità. Non si applica la tutela prevista per i contratti dei consumatori e le clausole di assunzione del rischio non sono considerate vessatorie se derivano da una trattativa individuale o da un bando di gara trasparente. La diligenza richiesta al conduttore professionale include la verifica preventiva dei titoli abilitativi presso gli uffici comunali.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso evidenziando che il conduttore non aveva fornito prova della violazione dei canoni interpretativi del contratto. I giudici di merito avevano correttamente interpretato la volontà delle parti, rilevando che il rischio di inidoneità dell’immobile era stato espressamente trasferito sulla società conduttrice. Inoltre, è stata esclusa la natura vessatoria delle clausole poiché inserite in un contesto di autonomia negoziale tra soggetti professionali, dove il conduttore non riveste la qualifica di parte debole.

Un altro punto decisivo riguarda la presupposizione. Il conduttore sosteneva che la regolarità urbanistica fosse un presupposto implicito del contratto. La Corte ha smentito tale tesi, poiché la presenza di clausole scritte che disciplinano espressamente il rischio urbanistico esclude l’esistenza di una condizione implicita di segno opposto.

Le conclusioni

La sentenza ribadisce l’importanza di una fase precontrattuale accurata. Per i conduttori professionali, è essenziale svolgere verifiche tecniche approfondite prima di firmare clausole che trasferiscono il rischio amministrativo. Per i locatori, una formulazione chiara delle clausole di esclusione della garanzia rappresenta una protezione solida contro future richieste risarcitorie o sospensioni arbitrarie dei pagamenti. La regolarità urbanistica resta un onere che, se accettato contrattualmente, non permette deroghe al pagamento del canone pattuito.

Cosa succede se l’immobile locato presenta abusi edilizi?
Se il contratto prevede che il conduttore accetti il rischio dello stato urbanistico, egli resta obbligato a pagare il canone anche in caso di sequestro dell’immobile.

Quando si può sospendere il pagamento dell’affitto commerciale?
La sospensione è legittima solo se l’inadempimento del locatore è totale e se il conduttore non ha accettato pattiziamente il rischio di eventuali irregolarità del bene.

Le clausole che trasferiscono il rischio urbanistico sono vessatorie?
No, nei contratti tra professionisti o società tali clausole sono considerate espressione dell’autonomia negoziale e non richiedono tutele specifiche contro lo squilibrio.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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