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Regolamento di giurisdizione: le novità sulla rinuncia

Una società concessionaria autostradale ha proposto un regolamento di giurisdizione per chiarire la competenza in merito a una controversia sugli adeguamenti tariffari del 2018. Nelle more del giudizio, il Tribunale Amministrativo Regionale ha emesso una sentenza favorevole alla società, portando quest’ultima a rinunciare al ricorso preventivo. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato l’estinzione del giudizio applicando le novità introdotte dalla Riforma Cartabia, che consentono la rinuncia fino all’udienza di trattazione, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Regolamento di giurisdizione: le novità sulla rinuncia dopo la Riforma Cartabia

Il regolamento di giurisdizione è uno strumento fondamentale per definire quale giudice debba decidere una controversia. Recentemente, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affrontato un caso significativo riguardante la rinuncia a tale strumento alla luce delle nuove disposizioni introdotte dal D.Lgs. n. 149 del 2022, noto come Riforma Cartabia.

Il caso e il conflitto di competenza

La vicenda trae origine da una controversia tra una società concessionaria di tratte autostradali e i Ministeri competenti. Oggetto del contendere era il riconoscimento di adeguamenti tariffari per l’anno 2018, concessi in misura inferiore rispetto a quanto richiesto. La società aveva inizialmente adito il giudice amministrativo, ma successivamente, dubitando della corretta giurisdizione, aveva presentato istanza per il regolamento di giurisdizione dinanzi alla Suprema Corte.

La decisione del TAR e la rinuncia

Nonostante la pendenza del ricorso in Cassazione, il Tribunale Amministrativo Regionale non ha sospeso il giudizio di merito, giungendo a una sentenza di annullamento del provvedimento ministeriale impugnato. Avendo ottenuto soddisfazione nel merito, la società ha depositato un atto di rinuncia al regolamento preventivo, ritenendo non più necessario il pronunciamento delle Sezioni Unite sulla questione della giurisdizione.

Le motivazioni

La Corte ha analizzato la tempestività della rinuncia applicando l’art. 390 c.p.c. come novellato dalla Riforma Cartabia. Secondo il nuovo regime transitorio, le disposizioni semplificate si applicano anche ai giudizi introdotti con ricorso già notificato al 1° gennaio 2023, purché non sia stata ancora fissata l’udienza o l’adunanza in camera di consiglio. I giudici hanno chiarito che la modifica del termine finale per la rinuncia risponde a un’esigenza di coordinamento e semplificazione del rito. Inoltre, è stato precisato che l’estinzione per rinuncia in sede di regolamento preventivo non comporta l’obbligo di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché tale sanzione si applica esclusivamente ai casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione.

Le conclusioni

In conclusione, le Sezioni Unite hanno dichiarato l’estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia, disponendo la compensazione integrale delle spese tra le parti. Questa ordinanza conferma l’orientamento di favore verso la semplificazione processuale, permettendo alle parti di abbandonare strumenti non più utili senza incorrere in aggravi fiscali o procedurali eccessivi. Per le imprese e i professionisti, ciò significa una maggiore flessibilità nella gestione delle strategie difensive, specialmente quando intervengono fatti nuovi o sentenze di merito che rendono superfluo il chiarimento sulla giurisdizione.

Cosa accade se si rinuncia a un regolamento di giurisdizione dopo la Riforma Cartabia?
Il giudizio in Cassazione viene dichiarato estinto e, grazie alle nuove norme, la rinuncia è considerata tempestiva se presentata prima dell’udienza di trattazione o dell’adunanza.

È dovuto il doppio contributo unificato in caso di rinuncia al regolamento?
No, la Corte ha chiarito che l’obbligo del versamento aggiuntivo non si applica all’estinzione per rinuncia del regolamento preventivo, essendo una misura limitata ai casi di rigetto o inammissibilità.

Quali sono i tempi per depositare la rinuncia al ricorso?
Secondo il nuovo art. 390 c.p.c., la rinuncia può essere depositata fino all’udienza di trattazione, semplificando gli oneri per le parti coinvolte.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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