Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 5699 Anno 2026
Civile Ord. Sez. L Num. 5699 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data pubblicazione: 12/03/2026
Oggetto
Regolamento di competenza
R.NUMERO_DOCUMENTO.N. NUMERO_DOCUMENTO
COGNOME.
Rep.
Ud. 25/11/2025
CC
ORDINANZA
sul ricorso per regolamento di competenza R.G.N. 6125-2025 proposto da:
RAGIONE_SOCIALE, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato COGNOME;
– ricorrente –
contro
RAGIONE_SOCIALE -SEZIONE TERRITORIALE DELL’AQUILA;
– intimato –
avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di AVEZZANO, depositata il 21/02/2025 R.G.N. 26/2024;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 25/11/2025 dal AVV_NOTAIO NOME COGNOME;
il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale AVV_NOTAIO
NOME COGNOME ha depositato conclusioni scritte.
RILEVATO CHE
Il Tribunale di Avezzano, RAGIONE_SOCIALE Civile, in relazione a due giudizi riuniti aventi ad oggetto ‘opposizione all’ordinanza ingiunzione emessa dall’RAGIONE_SOCIALE territoriale di RAGIONE_SOCIALE – proposte rispettivamente dalla RAGIONE_SOCIALE e dal coobbligato in solido NOME COGNOME, amministratore unico della società, ha con provvedimento del 21.2.2025 dichiarato la propria incompetenza per materia ritenendo competente il Tribunale di Avezzano in funzione di giudice del RAGIONE_SOCIALE e fissando il termine di tre mesi per la riassunzione della causa.
Avverso tale ordinanza la RAGIONE_SOCIALE ha proposto ricorso per regolamento di competenza ex art. 47 e ss. cpc affidato a due motivi. Gli intimati non hanno svolto attività difensiva.
Il Procuratore Generale ha depositato requisitoria scritta concludendo perché venisse dichiarata la competenza del Tribunale di Avezzano.
Le parti non hanno depositato memorie.
Il Collegio si è riservato il deposito dell’ordinanza nei termini di legge ex art. 380 bis 1 cpc.
CONSIDERATO CHE
I motivi possono essere così sintetizzati.
Con il primo motivo si denuncia la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 6 del D.lgs. n. 150/2011, per non avere il Tribunale considerato che, ai sensi dell’art. 22 bis della legge n. 689/1981, contro le ordinanze ingiunzione di pagamento era ammessa l’opposizione dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria e a tenore dell’art. 6 D.lgs. n. 150/2011, che le controversie previste dall’art. 22 erano regolate dal rito del RAGIONE_SOCIALE e che l’opposizione si proponeva davanti al giudice del luogo in cui era stata commessa la violazione: precisamente, il Tribunale quando la sanzione riguardava la
materia di tutela del RAGIONE_SOCIALE, di igiene sui luoghi di RAGIONE_SOCIALE e di prevenzione degli infortuni sul RAGIONE_SOCIALE ovvero di previdenza e assistenza obbligatoria; con la conseguenza che, nel caso concreto, il Giudicante avrebbe dovuto solamente procedere secondo il rito del RAGIONE_SOCIALE senza declinare la propria competenza a decidere.
Con il secondo motivo si censura la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 409, 413 e 426 cpc, obiettando che le uniche controversie devolute al Tribunale in funzione di giudice del RAGIONE_SOCIALE erano solo quelle di cui all’art. 409 cpc , per cui le controversie in materia di opposizione avverso le sanzioni amministrative non rientravano tra quelle; si evidenzia, poi, che anche a volere concedere che l’oggetto dei ricorsi rientrasse tra quelli in materia di RAGIONE_SOCIALE, comunque sarebbe stato sufficiente disporre il mutamento del rito, ma non la cancellazione della causa dal ruolo.
In via preliminare ritiene questa Corte che debba dichiarata l’ammissibilità del regolamento di competenza.
Invero, il contrasto sorto tra gli orientamenti di questa Corte circa la inammissibilità di tale mezzo di impugnazione (in questi sensi Cass. n. 8905/2015; Cass. n. 1399/2001; Cass. n. 14790/2016; Cass. n. 20494/2009) ovvero la sua ammissibilità (Cass. n. 6179/2019; Cass. n. 7882/2018; Cass. n. 5313/2014), in situazioni come quella di cui si discute, è stato risolto da Cass. Collegio riunito della Sesta RAGIONE_SOCIALE civile n. 18182/2021, secondo cui occorre avere riguardo al criterio dell’apparenza come risultan te da un esame della volontà del giudicante trasfusa nel provvedimento impugnato.
Nel caso in esame, è agevole rilevare che il giudice a quo abbia fatto riferimento, nella sua pronuncia (espressamente
di declaratoria di incompetenza a decidere) e ai provvedimenti consequenziali (fissazione di un termine per la riassunzione della causa e condanna alle spese), al concetto di competenza per cui il regolamento proposto è formalmente ammissibile.
Venendo al merito del ricorso, non può, però, non rilevarsi che la ripartizione delle funzioni tra la sezione RAGIONE_SOCIALE e le sezioni ordinarie del medesimo Tribunale non implica l’insorgenza di una questione di competenza, attenendo piuttosto alla distribuzione degli affari giurisdizionali all’interno dello stesso ufficio (per tutte Cass. n. 14790/2016).
Ne consegue che il provvedimento impugnato, con il quale è stata declinata formalmente la competenza a decidere la controversia in esame, fissando un termine per la riassunzione e disponendo la condanna alle spese degli originari opponenti, è errato perché non si verte in ipotesi di competenza per materia tra giudice civile e giudice del RAGIONE_SOCIALE ma, come più volte ribadito in sede di legittimità, in una fattispecie di ripartizione della trattazione degli affari civili nell’ambito dello stesso ufficio.
Il ricorso deve, pertanto, essere accolto e la causa va rimessa al giudice del Tribunale di Avezzano che ha dichiarato, erroneamente, la propria incompetenza per materia a decidere ritenendo essere competente il giudice del RAGIONE_SOCIALE del medesimo Tribunale.
Le statuizioni sulle spese del presente giudizio vanno rimesse al definitivo.
La Corte accoglie il ricorso e rimette la causa al giudice del Tribunale di Avezzano che ha dichiarato la propria incompetenza per materia a decidere.
Spese al definitivo.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 25.11.2025
La Presidente AVV_NOTAIOssa NOME COGNOME