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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di competenza avverso un’ordinanza puramente istruttoria. Il provvedimento impugnato si limitava a concedere alle parti i termini per il deposito di memorie, senza contenere alcuna statuizione espressa e definitiva sulla questione di competenza territoriale sollevata. La Suprema Corte ha ribadito che il regolamento di competenza è ammissibile solo contro provvedimenti che decidono la questione in modo esplicito e inequivocabile.

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Pubblicato il 21 febbraio 2026 in Diritto Commerciale, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Regolamento di competenza: quando è inammissibile l’impugnazione?

Il regolamento di competenza è uno strumento cruciale nel processo civile, ma il suo utilizzo è strettamente perimetrato dalla legge e dall’interpretazione giurisprudenziale. Un’ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 32082/2023, chiarisce un punto fondamentale: non si può impugnare un provvedimento meramente istruttorio che non decide in modo esplicito sulla competenza. Analizziamo insieme la vicenda per comprendere le implicazioni pratiche di questa decisione.

I Fatti di Causa

La controversia nasce nell’ambito di un procedimento dinanzi alla Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Brescia. Le parti ricorrenti, all’inizio del giudizio, avevano sollevato un’eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che la causa dovesse essere trattata da un altro foro.

Il Giudice Istruttore, tuttavia, non si è pronunciato su tale eccezione. Ha invece emesso un’ordinanza con cui concedeva alle parti i termini previsti dall’articolo 183, comma 6, del codice di procedura civile, ovvero i termini per precisare le domande, replicare e richiedere prove. Ritenendo che tale provvedimento implicasse un rigetto tacito della loro eccezione, le parti ricorrenti hanno deciso di proporre ricorso per regolamento di competenza direttamente in Cassazione.

L’inammissibilità del regolamento di competenza

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il fulcro della decisione risiede nella natura del provvedimento impugnato. L’ordinanza del Giudice di Brescia non era una decisione sulla competenza, bensì un atto di gestione del processo. Non conteneva alcuna “espressa statuizione” sulla questione sollevata dai ricorrenti.

La Suprema Corte ha richiamato il suo orientamento consolidato, secondo cui il regolamento di competenza è esperibile solo contro provvedimenti che, in modo esplicito, affermano o negano la competenza del giudice adito. L’impugnazione è ammissibile solo quando il giudice, anche senza rimettere la causa in decisione, “conclami in termini di assoluta e oggettiva inequivocità” la propria volontà di risolvere definitivamente la questione di competenza.

La Differenza tra Atto Istruttorio e Atto Decisorio

L’ordinanza in questione aveva come unico oggetto la concessione dei termini istruttori. Si trattava, quindi, di un atto ordinatorio, finalizzato a far proseguire il giudizio verso la fase di raccolta delle prove. Non vi era alcuna traccia di una volontà del giudice di decidere, nemmeno implicitamente, sulla competenza.

Perché un’ordinanza sia impugnabile, deve contenere una decisione chiara sulla questione procedurale. In assenza di ciò, l’impugnazione è prematura e, come in questo caso, inammissibile.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte ha specificato che un’ordinanza istruttoria può essere impugnata solo a una condizione: che il giudice, nel disporre la prosecuzione del giudizio, manifesti in modo incontrovertibile la propria intenzione di risolvere la questione di competenza davanti a sé. Questo non è accaduto nel caso di specie. L’ordinanza si limitava a scandire i tempi del processo, senza toccare il tema della competenza.

La decisione si allinea a un principio di economia processuale: evitare che la Corte di Cassazione sia investita di questioni che il giudice di merito non ha ancora formalmente affrontato e deciso. L’eccezione di incompetenza, non essendo stata decisa, potrà essere riproposta e decisa in un momento successivo del giudizio di primo grado. L’eventuale decisione negativa potrà poi essere impugnata insieme alla sentenza di merito.

Conclusioni

Questa ordinanza offre un importante monito per avvocati e parti processuali. Prima di intraprendere la via del regolamento di competenza, è essenziale analizzare attentamente la natura del provvedimento che si intende impugnare. Se si tratta di un’ordinanza meramente istruttoria, che non contiene una decisione chiara ed esplicita sulla competenza, il ricorso sarà quasi certamente dichiarato inammissibile. Tale esito comporta non solo una perdita di tempo, ma anche un aggravio di costi, data l’applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato. La strategia processuale corretta impone di attendere una pronuncia esplicita del giudice sulla questione di competenza prima di adire la Corte di Cassazione.

È possibile impugnare con regolamento di competenza un’ordinanza che concede solo i termini per le memorie istruttorie?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che un’ordinanza meramente istruttoria, che non contiene una statuizione espressa e definitiva sulla competenza, non è impugnabile con il regolamento di competenza.

Quali caratteristiche deve avere un provvedimento per essere impugnabile con il regolamento di competenza?
Il provvedimento deve risolvere la questione di competenza in modo esplicito e con una determinazione che manifesti, in termini di assoluta e oggettiva inequivocità, l’intenzione del giudice di decidere su quel punto, anche se non rimette la causa in decisione.

Cosa accade se si propone un regolamento di competenza contro un’ordinanza non impugnabile?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Di conseguenza, la parte ricorrente è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato (il cosiddetto “raddoppio”) e la causa prosegue davanti al giudice originariamente adito.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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