Regolamento di Competenza Tardivo: Inammissibile per la Cassazione
Nel processo civile, il rispetto dei tempi e delle forme non è un mero formalismo, ma una garanzia fondamentale per la certezza del diritto e la ragionevole durata del processo. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce questo principio in materia di regolamento di competenza, chiarendo i limiti temporali entro cui un giudice può sollevare un conflitto sulla propria potestà di decidere una causa. Vediamo nel dettaglio la vicenda e le conclusioni della Suprema Corte.
I Fatti del Caso: una controversia sulla competenza
La vicenda processuale nasce da una causa intentata per regolare le modalità di utilizzo di un cortile comune. Inizialmente, la domanda viene proposta davanti al Tribunale di Roma. Quest’ultimo, tuttavia, si dichiara incompetente per materia, ritenendo che la decisione spetti ad un altro organo giudiziario.
Di conseguenza, la causa viene “riassunta” dalle parti davanti al Giudice di Pace di Napoli Nord. A questo punto, accade un fatto inaspettato: lo stesso Giudice di Pace, anziché procedere con il giudizio, solleva d’ufficio un regolamento di competenza, sostenendo che la causa rientri in realtà nella competenza del Tribunale che l’aveva inizialmente rigettata. La questione viene così rimessa alla decisione della Corte di Cassazione.
La Decisione della Corte: il regolamento di competenza tardivo
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha tagliato corto, dichiarando la richiesta di regolamento inammissibile. La Suprema Corte non è entrata nel merito di quale fosse il giudice effettivamente competente, ma si è fermata a una valutazione preliminare di carattere puramente procedurale.
Il fulcro della decisione risiede nella tardività con cui il Giudice di Pace ha sollevato la questione. Il ricorso ai giudici di legittimità è stato infatti promosso quando il processo era già in una fase avanzata, compromettendo così il principio di tempestività che regola questo istituto.
Le Motivazioni: il rispetto dei termini processuali
La Corte ha fondato la sua decisione sull’interpretazione dell’art. 38 del codice di procedura civile e sulla giurisprudenza consolidata. Secondo i giudici, il giudice al quale la causa è stata riassunta ha l’obbligo di sollevare il conflitto di competenza non oltre la prima udienza di trattazione.
Nel caso specifico, dall’analisi degli atti processuali, in particolare dal verbale di un’udienza tenutasi mesi prima, emergeva chiaramente che la causa non era più nella sua fase iniziale. Anzi, il giudice aveva già assegnato la causa a sentenza, concedendo alle parti un termine per il deposito di note conclusive. Sollevare il regolamento di competenza in questa fase avanzata è stato ritenuto un atto processualmente tardivo e, pertanto, inammissibile. La legge impone che tali questioni procedurali vengano risolte immediatamente per non ritardare inutilmente la decisione sul merito della controversia.
Le Conclusioni: l’importanza della tempestività nel processo civile
La pronuncia della Cassazione è un monito sull’importanza della tempestività delle eccezioni e delle questioni procedurali. Il regolamento di competenza è uno strumento essenziale per garantire che la causa sia decisa dal giudice naturale precostituito per legge, ma il suo utilizzo deve avvenire entro i rigidi binari temporali fissati dal legislatore. Superare tali limiti, come avvenuto nel caso di specie, porta a una declaratoria di inammissibilità. L’effetto pratico è che il processo dovrà proseguire davanti al Giudice di Pace di Napoli Nord, che a questo punto non potrà più mettere in discussione la propria competenza e dovrà decidere nel merito la controversia sull’uso del cortile.
Entro quale momento il giudice a cui è stata riassunta la causa può sollevare il regolamento di competenza d’ufficio?
Secondo la Corte di Cassazione, il giudice deve sollevare la questione di competenza entro e non oltre la prima udienza di trattazione, anche a seguito di una riserva assunta in quella sede.
Cosa succede se il regolamento di competenza viene sollevato tardivamente?
Se il regolamento è sollevato oltre i termini previsti, come dopo che la causa è già stata assegnata a sentenza, la Corte di Cassazione lo dichiara inammissibile. Di conseguenza, il processo prosegue davanti al giudice che ha sollevato tardivamente la questione.
Perché la Corte non ha deciso sulle spese legali?
La Corte non si è pronunciata sulle spese perché il regolamento di competenza è stato sollevato d’ufficio dal giudice e non su istanza di una delle parti. Inoltre, le parti coinvolte nel processo non hanno svolto attività difensiva in questa fase davanti alla Cassazione.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 29173 Anno 2023
Civile Ord. Sez. 2 Num. 29173 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 20/10/2023
ORDINANZA
per regolamento di competenza d’ufficio, iscritto al n. NUMERO_DOCUMENTO R.G., sollevato dall’ORDINANZA del GIUDICE DI PACE DI NAPOLI NORD, depositata il 22/09/2022, in relazione al processo instaurato da:
CASO GENNARO, COGNOME NOME
-attori-
contro
CASO NOME, CASO ASSUNTA, CASO TAMMARO, CASO NOME, DEL PRETE NOME
-convenuti-
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 7/06/2023 dal Consigliere NOME COGNOME.
PREMESSO CHE
Il Giudice di pace di Napoli Nord, con ordinanza del 22 settembre 2022, ha sollevato d’ufficio regolamento di c ompetenza, avendo considerato che la causa inizialmente proposta davanti al Tribunale di Roma, e rispetto alla quale quest’ultimo si è dichiarato incompetente per materia, rientra nella competenza per materia del medesimo Tribunale, trattandosi di domanda di utilizzo di un cortile comune secondo i criteri di cui all’art. 1118 c.c., previo accertamento che il diritto degli attori ‘all’utilizzo del cortile è proporzionato alla riconosciuta quota di 5/8’.
Nessuna memoria è stata presentata dalle parti del processo a quo .
CONSIDERATO CHE
La richiesta di regolamento è inammissibile. Secondo la giurisprudenza di questa Corte, ‘il regolamento di competenza da parte del giudice investito della controversia, a seguito di pronunzia declinatoria della stessa da parte del giudice preventivamente adito, è tempestivo, secondo quanto si ricava dall’art. 38 c.p.c., purché promosso entro la prima udienza di trattazione, eventualmente anche a seguito di riserva assunta in quella sede’ (così Cass. n. 27731/2019).
Nel caso in esame il regolamento è stato sollevato quando la causa, come si legge nel verbale dell’udienza del 29 giugno 2022, era già stata assegnata ‘a sentenza con termine di giorni 90 per note’ e quindi tardivamente.
Non vi pronuncia sulle spese trattandosi di regolamento sollevato d’ufficio dal giudice (v. Cass. n. 1167/2007) ove, peraltro, le parti non hanno svolto attività difensiva.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il regolamento d’ufficio e rimette le parti innanzi al Giudice di pace di Napoli Nord per la riassunzione del processo nel termine di legge.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della seconda