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Recesso socio srl: guida alla revoca e impugnazione

La Corte di Cassazione ha chiarito che nel recesso socio srl vige il principio della libertà di forma, essendo un atto unilaterale. La Corte ha stabilito che un socio può revocare tacitamente la propria volontà di recedere votando contro la delibera di presa d’atto del recesso stesso. La decisione conferma che tale delibera, se invalida, è solo annullabile e non può essere impugnata dai soci che hanno espresso voto favorevole.

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Recesso socio srl: la revoca tacita e le sue conseguenze

Il tema del recesso socio srl rappresenta uno degli aspetti più delicati della vita societaria, coinvolgendo l’equilibrio tra la libertà individuale del singolo e la stabilità dell’organizzazione aziendale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha gettato luce sulla natura giuridica di questo atto e sulla possibilità di revocarlo, anche in modo non espresso, prima che la società ne prenda formalmente atto.

Analisi dei fatti relativi al recesso socio srl

La vicenda trae origine da una controversia tra una società e alcuni suoi soci contro altri due componenti della compagine sociale. Il punto centrale della disputa riguardava la validità di una delibera assembleare del 2007. Uno dei soci aveva inizialmente manifestato la volontà di recedere dalla società. Tuttavia, durante l’assemblea convocata per prendere atto di tale decisione, lo stesso socio, tramite i suoi delegati, aveva espresso voto contrario all’accoglimento della sua stessa richiesta di recesso.

I ricorrenti sostenevano che tale delibera fosse nulla o inesistente poiché approvata a maggioranza e non all’unanimità, ritenendo che lo scioglimento del rapporto con un singolo socio richiedesse una modifica del contratto sociale approvata da tutti. Inoltre, contestavano che il voto contrario potesse essere interpretato come una revoca del recesso.

La decisione dell’organo giurisdizionale

La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso, confermando quanto già stabilito dalla Corte d’Appello. I giudici hanno chiarito che, nella disciplina delle società a responsabilità limitata, il recesso è un atto unilaterale recettizio non soggetto a particolari vincoli di forma, a meno che non sia diversamente previsto dallo statuto.

Il nucleo della decisione risiede nel fatto che il socio, votando contro la presa d’atto del suo recesso, ha manifestato implicitamente la volontà di revocarlo. Poiché la revoca è avvenuta prima che l’assemblea formalizzasse l’uscita, essa è stata considerata pienamente legittima. Di conseguenza, la successiva delibera che ha comunque portato all’estromissione del socio è stata qualificata come ‘esclusione’ e non come ‘presa d’atto di recesso’.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano su tre pilastri giuridici fondamentali. In primo luogo, viene ribadito il principio della libertà di forma per il recesso socio srl, sottolineando che l’atto non richiede la forma scritta a pena di nullità. Questo permette al socio di cambiare idea fino a quando la società non ha completato l’iter di accettazione della dichiarazione.

In secondo luogo, la Corte ha affrontato la distinzione tra nullità e annullabilità delle delibere nelle s.r.l. dopo la riforma del 2003. L’invalidità derivante dalla mancanza di unanimità in casi simili non configura un’inesistenza della delibera, ma una mera annullabilità. Tale vizio può essere fatto valere solo dai soci che hanno espresso dissenso o che erano assenti. Nel caso di specie, i ricorrenti avevano votato a favore della delibera nel 2007, perdendo quindi la legittimazione a impugnarla successivamente.

Infine, per quanto riguarda le spese legali, la Corte ha confermato l’applicazione del principio della soccombenza virtuale per la società che, pur non avendo proposto appello, si era costituita aderendo alle ragioni dei soci soccombenti.

Le conclusioni

Le conclusioni di questo provvedimento evidenziano l’importanza di una condotta coerente in sede assembleare. Il socio che intende recedere deve essere consapevole che la sua volontà è revocabile fino alla presa d’atto definitiva, anche attraverso comportamenti concludenti come il voto. Allo stesso tempo, i soci che approvano una delibera non possono successivamente contestarla invocandone l’annullabilità, poiché il loro consenso pregresso sana il vizio di legittimazione processuale. Questa sentenza rafforza la stabilità delle decisioni societarie e limita le impugnazioni strumentali basate su ripensamenti tardivi.

È possibile revocare la comunicazione di recesso da una srl?
Sì, il recesso è un atto unilaterale che può essere revocato dal socio, anche tacitamente votando contro la delibera di presa d’atto, purché la revoca avvenga prima che l’assemblea societaria ne abbia formalizzato l’accettazione.

Il recesso del socio richiede obbligatoriamente la forma scritta?
No, secondo la giurisprudenza della Cassazione, nella disciplina delle s.r.l. vige il principio della libertà di forma per l’atto di recesso, salvo che lo statuto societario non preveda diversamente.

Chi può impugnare una delibera assembleare annullabile in una srl?
La legittimazione a impugnare delibere annullabili spetta esclusivamente ai soci che non hanno acconsentito alla decisione, ovvero ai soci assenti, astenuti o dissenzienti al momento del voto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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