Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 10912 Anno 2024
Civile Ord. Sez. 1 Num. 10912 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: RAGIONE_SOCIALE
Data pubblicazione: 23/04/2024
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 556/2023 R.G. proposto da:
NOME, elettivamente domiciliato in INDIRIZZO, presso lo studio RAGIONE_SOCIALE‘avvocato COGNOME NOME (CODICE_FISCALE) rappresentato e difeso dall’avvocato COGNOME (CODICE_FISCALE) per procura allegata al ricorso
-ricorrente-
contro
RAGIONE_SOCIALE e RAGIONE_SOCIALE di RAGIONE_SOCIALE
-intimati- avverso il DECRETO di GIUDICE DI PACE di TORINO R.G. n. 11175/2022 depositato il 02/09/2022;
udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 14/02/2024 dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che:
Con provvedimento in data 2/09/2022 il Giudice di Pace di RAGIONE_SOCIALE convalidava il trattenimento presso il RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE di COGNOME NOME, nato in Tunisia, il DATA_NASCITA, disposto dal Questore di Agrigento il 31-8-2022, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 14, comma 5, D. Lgs. 286/98, contestualmente al decreto di respingimento del 31-8-2022 . I l Giudice di Pace convalidava il trattenimento con la seguente motivazione: ‘ Il giudice, rilevato che sussistono i presupposti di cui all’art. 13 del D. LGS. 286/98, atteso che: non sussistendo profili di manifesta illegittimità del decreto di respingimento, rilevando che: 1) le fattispecie contestate di cui all’art. 10 c. 2 lett. a e b TUI sono indicate cumulativamente poiché, come dedotto dalla P.A., risultano integrate entrambe; 2) dal foglio notizie allegato in atti risulta che lo straniero è venuto in Italia per cercare lavoro e non richiede protezione internazionale; 3) l’espulsione non è collettiva essendo stata valutata singolarmente la situazione personale del trattenuto; 4) sono state esibite le certificazioni RAGIONE_SOCIALE‘RAGIONE_SOCIALE del 23/08/2022 e del medico RAGIONE_SOCIALE‘hot spot di Lampedusa del 31/08/2022; che sussistono altresì i presupposti di cui al successivo art. 14 ‘;
Avverso il suddetto provvedimento, il ricorrente propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti RAGIONE_SOCIALEa RAGIONE_SOCIALE e del RAGIONE_SOCIALE, che sono rimasti intimati;
Il ricorso è stato fissato per l’adunanza in camera di consiglio ai sensi degli artt. 375, ultimo comma, e 380 bis 1, cod. proc. civ.. Il ricorrente ha depositato memoria illustrativa, alla quale ha allegato il provvedimento del Giudice di Pace di Agrigento, depositato il NUMERO_DOCUMENTO, di annullamento del citato decreto di respingimento;
Con ordinanza interlocutoria di questa Corte n.30443/2023 è stato disposto il rinvio a nuovo ruolo RAGIONE_SOCIALEa causa, in attesa RAGIONE_SOCIALEe decisioni di altri ricorsi, fissati per la trattazione in pubblica udienza
con le ordinanze interlocutorie di questa Corte n. 22806/2023 e n.23843/2023; il ricorso è stato nuovamente fissato per l’adunanza in camera di consiglio ai sensi degli artt. 375, ultimo comma, e 380 bis 1, cod. proc. civ.. Il ricorrente ha depositato memoria illustrativa;
Considerato che:
5. I motivi di ricorso sono così rubricati :« I. violazione RAGIONE_SOCIALE‘art. 360, n. 3), c.p.c. in relazione agli artt. 10, c. 4, 10-ter, D. Lgs. 286/98, 8, Direttiva 2013/32/UE -manifesta illegittimità del decreto di respingimento presupposto -mancata informativa in merito alla possibilità di richiedere la protezione internazionale (Cass., n. 5926/15, pp. 10-12); II. violazione RAGIONE_SOCIALE‘art. 360, n. 3), c.p.c. in relazione agli artt. 10, c. 4, 10-ter, D. Lgs. 286/98, 8, Direttiva 2013/32/UE -violazione art. 4, Protocollo 4 alla Convenzione europea dei diritti RAGIONE_SOCIALE‘uomo divieto di espulsioni collettive e natura seriale del decreto di respingimento». Il ricorrente, cittadino tunisino, dopo aver premesso di essere giunto a Lampedusa (AG) il 28 agosto 2022 a bordo di un natante insieme a numerosi connazionali, denuncia, con il primo motivo, di non avere ricevuto informazioni circa la possibilità di chiedere la protezione internazionale, come aveva dichiarato all’udienza di convalida del 2-92022. Rileva che l’art. 10 -ter, D. Lgs. 286/98, dispone che ‘Presso i medesimi punti di crisi sono altresì effettuate le operazioni di rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico, anche ai fini di cui agli articoli 9 e 14 del regolamento UE n. 603/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 ed è assicurata l’informazione sulla procedura di protezione internazionale, sul programma di ricollocazione in altri Stati membri RAGIONE_SOCIALE‘Unione europea e sulla possibilità di ricorso al RAGIONE_SOCIALEo volontario assistito’. Rimarca che l’obbligo di informare gli stranieri, giunti irregolarmente nel territorio di uno Stato RAGIONE_SOCIALE‘Unione Europea, in merito al diritto di richiedere il
riconoscimento RAGIONE_SOCIALEa protezione internazionale, è espressamente previsto dall’art.8 RAGIONE_SOCIALEa direttiva 2013/32/UE del 26 giugno 2013; deduce che, nel caso in esame, non risulta alcuna prova RAGIONE_SOCIALE‘assolvimento RAGIONE_SOCIALE‘onere di informazione nei confronti del ricorrente in merito alla possibilità di chiedere protezione internazionale, poiché né il foglio notizie di pre-identificazione del 28 agosto 2022, né quello compilato il 31 agosto 2022 attestano la somministrazione di alcuna informativa, orale o scritta, al ricorrente, né agli atti è allegata la ‘Scheda informativa per l’eventuale richiesta di protezione internazionale secondo la normativa di cui all’articolo 8 RAGIONE_SOCIALEa Direttiva 2013/32/UE’. Con il secondo motivo rileva che in sede di convalida del trattenimento, si era opposto alla richiesta RAGIONE_SOCIALEa RAGIONE_SOCIALE di RAGIONE_SOCIALE affermando la natura seriale del respingimento di cui era destinatario, unitamente ai 21 connazionali sbarcati il medesimo giorno e trattenuti presso il RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE. In particolare il ricorrente richiama la giurisprudenza RAGIONE_SOCIALEa Corte europea dei diritti umani, secondo cui l’elemento determinante ai fini RAGIONE_SOCIALE‘individuazione di un’operazione di espulsione collettiva è l’allontanamento di una persona in quanto parte di un gruppo, in assenza di un esame individuale RAGIONE_SOCIALEa situazione personale e RAGIONE_SOCIALEa possibilità di esporre i motivi di opposizione al provvedimento ablativo. Richiama la giurisprudenza di questa Corte, secondo cui non costituisce espulsione collettiva ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 4 del IV Protocollo addizionale alla Convenzione di salvaguardia dei diritti RAGIONE_SOCIALE‘uomo e RAGIONE_SOCIALEe libertà fondamentali, l’adozione contestuale di distinti provvedimenti espulsivi nei confronti di una pluralità di soggetti mediante adozione di un moRAGIONE_SOCIALEo uniforme, giustificata dall’unicità RAGIONE_SOCIALE‘ipotesi contestata, allorché si proceda all’esame RAGIONE_SOCIALEa posizione individuale di ciascuno straniero (Cass., nn. 23134/04, 16571/05, 5359/19). Ad avviso del ricorrente, nel caso di specie, l’esame ragionevole e oggettivo RAGIONE_SOCIALEa condizione individuale degli stranieri destinatari del provvedimento
di respingimento non ha avuto luogo in quanto prima RAGIONE_SOCIALE’emissione del decreto di respingimento da parte RAGIONE_SOCIALEa RAGIONE_SOCIALE di Agrigento, l’attività istruttoria RAGIONE_SOCIALEa pubblica amministrazione si era esaurita nella redazione di due cd. ‘fogli notizie’;
ritenuto che :
Il primo motivo è fondato.
6 .1. L’art. 8 RAGIONE_SOCIALEa direttiva 2013/32/UE del 26 giugno 2013 prevede che ‘ qualora vi siano indicazioni che cittadini di paesi terzi o apolidi tenuti in centri di trattenimento o presenti ai valichi di frontiera, comprese le zone di transito alle frontiere esterne, desiderino presentare una domanda di protezione internazionale, gli Stati membri forniscono loro informazioni sulla possibilità di farlo. In tali centri di trattenimento e ai valichi di frontiera gli Stati membri garantiscono servizi di interpretazione nella misura necessaria per agevolare l’accesso alla procedura di asilo ‘.
L’art. 1, comma 2, del decreto legislativo
seguito RAGIONE_SOCIALE‘entrata in vigore degli artt. 1, comma 2, e 3 d. lgs. 142/2015 (di attuazione RAGIONE_SOCIALEa Direttiva del Consiglio CEE 26/06/2013 num. 32 art. 8) va perciò adeguata all’evoluzione normativa nel frattempo intervenuta, dovendosi stabilire le autorità competenti hanno il dovere di fornire, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘
informazioni sulla
; ciò a pena di nullità dei conseguenti decreti di respingimento e trattenimento, posto che questa attività è funzionale ad assicurare il diritto del migrante di ottenere informazioni sufficienti a consentire di avere un accesso effettivo alle procedure di asilo, dato che proprio la mancanza di informazioni costituisce uno dei principali ostacoli all’accesso a tali procedure (cfr. Corte europea dei diritti RAGIONE_SOCIALE‘uomo, sentenza 23 febbraio 2012, ric. n. 27765/09 NOME ed altri c. Italia, § 204).
6.3. Il provvedimento impugnato non è coerente con i principi appena illustrati, perché il Giudice di Pace non si è pronunciato compiutamente in ordine all’adempimento del suddetto obbligo informativo, né ha dato conto RAGIONE_SOCIALEe risultanze del foglio notizie o di aver svolto accertamenti al riguardo, benché la questione fosse stata specificamente sollevata dal difensore del trattenuto. Il Giudice di Pace si è limitato ad affermare che ‘ dal foglio notizie allegato in atti risulta che lo straniero è venuto in Italia per cercare lavoro e non richiede protezione internazionale’ , ossia ha
la mancata proposizione RAGIONE_SOCIALEa domanda di protezione internazionale; tale evenienza non può difatti mai giustificare la reticenza RAGIONE_SOCIALE‘amministrazione circa i ragguagli di cui al citato art. 10 ter , comma 1: e ciò in quanto, proprio in base a detta norma, la scelta RAGIONE_SOCIALEo straniero di non proporre domanda di protezione internazionale deve essere una scelta informata (supportata, quindi, dall’acquisita cognizione sia RAGIONE_SOCIALE‘esistenza di un diritto di asilo riconosciuto dall’ordinamento italiano, sia degli strumenti procedimentali attraverso cui tale diritto riceve concreta tutela).
6.4. Non vi dubbio, poi, che una simile nullità del decreto di respingimento potesse essere rilevata, ove manifesta, anche in sede di convalida del trattenimento.
Invero, il sindacato giurisdizionale nel giudizio di convalida del decreto di trattenimento di un cittadino straniero presso un centro di identificazione ed espulsione, alla luce di un’interpretazione costituzionalmente orientata RAGIONE_SOCIALE‘art. 14 d. lgs. 286/1998, in relazione all’art. 5, par. 1, CEDU (che consente la detenzione di una persona, a fini di espulsione, a condizione che la procedura sia ‘regolare’), involge incidentalmente, ai fini RAGIONE_SOCIALEa decisione da assumere, anche la «manifesta illegittimit à̀ » del provvedimento di espulsione o respingimento (si vedano in questo senso, ex multis , Cass. 18404/2023, Cass. 18128/2022, Cass. 7829/2019, Cass. 5750/2017, Cass. 24415/2015).
L’ordinanza di convalida del Giudice di Pace, pertanto, risulta viziata per l’errore di diritto rappresentato dall’aver la stessa obliterato il valore precettivo RAGIONE_SOCIALEa richiamata disciplina circa l’informativa sulla procedura RAGIONE_SOCIALEa protezione internazionale (Cass. 4223/2024; Cass. 32070/2023). Infatti, poiché l’avvenuta
presentazione di una domanda di protezione internazionale sarebbe ostativa al respingimento, quest’ultimo sarebbe illegittimo ove disposto senza il rispetto di tale preventivo dovere d’informazione, che ostacola di fatto il tempestivo esercizio del diritto a richiedere la protezione internazionale; tale illegittimità si riverbererebbe anche sul conseguente provvedimento di trattenimento, inficiandolo a sua volta (così Cass. 5926/2015, in motivazione).
In conclusione, il primo motivo di ricorso va accolto, restando così assorbito il secondo. Ne consegue la cassazione senza rinvio del decreto di convalida impugnato, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 382, comma 2, cod. proc. civ., dato che il processo non può essere proseguito a fronte RAGIONE_SOCIALE‘intervenuta scadenza del termine perentorio per disporre la convalida del trattenimento.
8. Poiché la parte ricorrente è ammessa ex lege al patrocinio a spese RAGIONE_SOCIALEo Stato (Cass.24102/2022) in un giudizio in cui è parte soccombente un’RAGIONE_SOCIALE statale e la dichiarazione del difensore di essere antistatario non può costituisce rinuncia implicita al beneficio da parte RAGIONE_SOCIALE‘assistito (Cass. S.U. 8561/2021), non vi è luogo alla regolazione RAGIONE_SOCIALEe spese, per il principio secondo il quale, qualora la parte ammessa al patrocinio a spese RAGIONE_SOCIALEo Stato sia vittoriosa in una controversia civile promossa contro un’RAGIONE_SOCIALE statale, il compenso e le spese spettanti al difensore vanno liquidati ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 82 d.P.R. n. 115 del 2002, ovvero con istanza rivolta al giudice del procedimento, e più precisamente, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 83, comma 2, RAGIONE_SOCIALEo stesso d.P.R., nel caso di giudizio di cassazione, al giudice che ha pronunciato la sentenza passata in giudicato, ovvero, in ipotesi di cassazione senza rinvio, al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata (v. Cass. 11028/2009, 23007/2010, rese in fattispecie di cassazione con decisione nel merito); l’art. 133 del medesimo d.P.R., a norma del quale la condanna alle spese RAGIONE_SOCIALEa parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore RAGIONE_SOCIALEo
Stato, non può, infatti, riferirsi all’ipotesi di soccombenza di un’RAGIONE_SOCIALE statale (Cass. 18583/2012, 22882/2018, 30876/2018, 19299/2021, nonché Cass. S.U. 24413/2021; da ultimo Cass.7749/2023; 30178/2023).
Pertanto, le spese processuali, relative al giudizio sia di merito che di legittimità, andranno liquidate dal giudice di merito che ha emesso il provvedimento qui impugnato.
P.Q.M.
La Corte accoglie il primo motivo, assorbito il secondo, e cassa senza rinvio il provvedimento impugnato.
Così deciso in Roma, il 14/02/2024.