Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 11121 Anno 2024
Civile Ord. Sez. 1 Num. 11121 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 24/04/2024
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 16594/2023 R.G. proposto da:
RAGIONE_SOCIALE, elettivamente domiciliato in INDIRIZZO, presso lo studio RAGIONE_SOCIALE‘avvocato COGNOME NOME (CODICE_FISCALE) rappresentato e difeso dall’avvocato COGNOME NOME (CODICE_FISCALE) -ricorrente- contro
QUESTURA DI POTENZA – RAGIONE_SOCIALE, RAGIONE_SOCIALE
-intimati-
Avverso provvedimento del Giudice di Pace di Melfi, depositato il 19/06/2023;
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 06/03/2024 dal Consigliere NOME COGNOME.
FATTI DI CAUSA
Il Giudice di Pace di Melfi in data 19/6/2023 , ha convalidato, ritenendo sussistenti i presupposti RAGIONE_SOCIALE‘art.14 d.lgs. 286/1998, la richiesta del 17/6/2023 del AVV_NOTAIO di Potenza di proroga (al fine di provvedere «a d ulteriori accertamenti propedeutici al rimpatrio », come si legge nel verbale di udienza), per ulteriori trenta giorni, del trattenimento di NOME COGNOME, cittadino ghanese, presso il CPR di Palazzo San Gervasio, dando atto, a fronte di eccepita incompetenza da parte RAGIONE_SOCIALEo straniero (per essere competente il Tribunale di Potenza avendo lo stesso il « 29/5/2023 » manifestato la volontà di richiedere la protezione internazionale), che, risultando, giusta documentazione prodotta dalla Questura, che « l’unica richiesta di protezione internazionale sottoscritta…è datata 13/6/2023 », con conseguente mancato decorso del termine di legge di dieci giorni, sussiste la competenza del giudice di pace.
Avverso la suddetta pronuncia NOME RAGIONE_SOCIALE NOME propone ricorso per cassazione, notificato il 17/7/2023, affidato a due motivi, nei confronti RAGIONE_SOCIALEa Questura Potenza e del RAGIONE_SOCIALE (che non svolgono difese ).
RAGIONI RAGIONE_SOCIALEA DECISIONE
1.Il ricorrente lamenta: a) con il primo motivo, la violazione, ex art.360 n. 3 c.p.c., degli art.2, commi 1 , lett. a) d.lgs. 142/2015, 26, comma 2bis , d.lgs. 25/2008; b) con il secondo motivo, l’omessa motivazione o motivazione apparente ex art.360 n. 4 c.p.c., in violazione degli artt.132, n. 2 c.p.c., 111, comma 6, Cost., 13 e 14, comma 5 , d.lgs. 286/1998.
La prima censura è fondata.
2.1.Assume il ricorrente che il cittadino straniero deve essere considerato richiedente protezione internazionale nel momento in cui manifesta in qualsiasi modo la volontà di chiedere la protezione, a prescindere da quello RAGIONE_SOCIALEa formale presentazione RAGIONE_SOCIALEa domanda. Nella specie, avendo lo straniero manifestato già in data 29/5/2023
« mediante invio a mezzo pec da parte del difensore munito di procura speciale », e successivo sollecito del colloqui personale sempre da parte del difensore, in data 8/6/2023, il giudice di pace doveva, all’udienza del 19/6/2023, fissata per l’esame RAGIONE_SOCIALEa richiesta RAGIONE_SOCIALEa questura di potenza di proroga del trattenimento ex art.14, co.5, del TUI, declinare la propria competenza in favore del Tribunale di Potenza, sezione Specializzata.
2.2.Vero che « In tema di immigrazione, spetta al tribunale, in composizione monocratica, e non al giudice di pace, la competenza a provvedere sulla convalida RAGIONE_SOCIALEa proroga del trattenimento quando il cittadino straniero abbia presentato domanda di protezione internazionale e sia già sottoposto a trattenimento in forza di una decisione RAGIONE_SOCIALE‘autorità amministrativa, adottata e convalidata prima del deposito RAGIONE_SOCIALEa suddetta richiesta » (Cass. 13536/2014), cosicché, in caso di trattenimento del richiedente asilo presso un centro di permanenza temporanea, la presentazione di una domanda di protezione internazionale da parte RAGIONE_SOCIALEo straniero, anche se reiterata, vale a radicare la competenza sulla convalida in capo alla sezione specializzata istituita presso il Tribunale, e non al Giudice di pace, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 6, comma 5, del d.lgs. n. 142 del 2015, in quanto determina un mutamento del titolo del trattenimento che prosegue, per il periodo massimo normativamente previsto, al fine di consentire l’espletamento RAGIONE_SOCIALEa procedura di esame RAGIONE_SOCIALEa domanda di protezione (Cass. 11859/2022).
L’art. 6, comma 5, del d.lgs. n. 142 del 2015, che rileva nella fattispecie oggetto di causa, prevede: « Il provvedimento con il quale il questore dispone il trattenimento o la proroga del trattenimento è adottato per iscritto, corredato da motivazione e reca l’indicazione che il richiedente ha facolt à di presentare personalmente o a mezzo di difensore memorie o deduzioni al Tribunale in composizione monocratica competente alla convalida.
Il provvedimento è comunicato al richiedente nella prima lingua indicata dal richiedente o in una lingua che ragionevolmente si suppone che comprenda ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, e successive modificazioni. Si applica, per quanto compatibile, l’articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286, comprese le misure alternative di cui al comma 1-bis del medesimo articolo 14. Quando il trattenimento è gi à in corso al momento RAGIONE_SOCIALEa presentazione RAGIONE_SOCIALEa domanda, i termini previsti dall’articolo 14, comma 5, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si sospendono e il questore trasmette gli atti al tribunale in composizione monocratica per la convalida del trattenimento per un periodo massimo di ulteriori sessanta giorni, per consentire l’espletamento RAGIONE_SOCIALEa procedura di esame RAGIONE_SOCIALEa domanda ».
In base all’art. 6, comma 5, cit. deve ritenersi che, in presenza di una domanda di protezione internazionale, la competenza per l’esame RAGIONE_SOCIALEa convalida del trattenimento del richiedente asilo spetti alla sezione specializzata istituita presso il Tribunale, e non al Giudice di pace (in tal senso anche Cass. n. 18189 del 2020).
In tal caso, infatti, la presentazione RAGIONE_SOCIALEa domanda di protezione determina un mutamento del titolo di trattenimento, che prosegue, per il periodo massimo normativamente previsto, al fine di consentire « l’espletamento RAGIONE_SOCIALEa procedura di esame RAGIONE_SOCIALEa domanda » di protezione.
2.3.Assume il ricorrente che i presupposti che radicano la competenza del Tribunale ricorrono nella fattispecie in esame in cui, in base ai dati sopra riportati, la domanda di protezione risulta presentata o il 13/6/2023 (formalmente) o il 29/5/2023 (a mezzo trasmissione via Pec da parte del difensore) dal cittadino ganese nel corso del trattenimento già iniziato (vertendo il procedimento su richiesta del 17/6/2023 di proroga del trattenimento) e prima
RAGIONE_SOCIALE‘udienza di convalida fissata dinanzi al Giudice di pace (per il giorno 19/6/2023).
2.4. Questa Corte ha da tempo chiarito che « lo statuto protettivo previsto dall’ordinamento in favore del richiedente protezione si radica gi à nel momento precedente a quello RAGIONE_SOCIALEa formale presentazione RAGIONE_SOCIALEa domanda di riconoscimento RAGIONE_SOCIALEa invocata protezione internazionale innanzi alla Commissione territoriale e alla Sezione specializzata costituita nei tribunali distrettuali, e cio è nel momento RAGIONE_SOCIALE‘effettiva manifestazione di volont à del richiedente asilo di avanzare la domanda protettiva sopra ricordata » (Cass. 21910/2020) .
In parte, il motivo attiene anche a questione che era stata rimessa alla Corte Costituzionale con ordinanza di data 11-12-2022 del Tribunale di Milano, che aveva dichiarato « rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimit à costituzionale RAGIONE_SOCIALE‘art. 6 c. 5 d.lgs. 142/2015 per contrasto all’art. 13 Costituzione nella parte in cui rinvia all’art. 14 d.lgs. 286/1998, implicando che il termine di quarantotto ore per richiedere la convalida del trattenimento disposto dal questore decorra, anche nel caso di trattenimento disposto ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 6 c. 3 d. lgs. 142/2015, dall’adozione del provvedimento con cui il questore dispone il trattenimento e non dal momento in cui si considera avere il soggetto trattenuto acquisito la qualit à di ‘richiedente protezione internazionale’ ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 2 lett. a) d.lgs. 142/2015 ».
Con la recentissima sentenza n. 212/2023, depositata il 4 dicembre 2023, la Corte Costituzionale ha ritenuto inammissibile la suddetta questione per non avere il Tribunale remittente effettuato una completa ricostruzione del quadro normativo rilevante.
La Consulta, in particolare, pur premettendo che lo status di richiedente la protezione internazionale si acquisisce, in base alle rilevanti disposizioni sia del diritto RAGIONE_SOCIALE‘Unione europea, sia del diritto nazionale, dal momento RAGIONE_SOCIALEa manifestazione RAGIONE_SOCIALEa volont à di
richiedere la suddetta protezione, ha rimarcato l’omessa considerazione, da parte del Tribunale remittente, di quanto previsto dall’ultimo periodo RAGIONE_SOCIALEa disposizione censurata, ossia RAGIONE_SOCIALEa porzione normativa diretta a disciplinare la peculiare fattispecie scrutinata, trattandosi di richiedente asilo che, al momento RAGIONE_SOCIALEa domanda, si trovava gi à trattenuto presso il C.P.R. (« Quando il trattenimento è gi à in corso al momento RAGIONE_SOCIALEa presentazione RAGIONE_SOCIALEa domanda, i termini previsti dall’articolo 14, comma 5, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si sospendono e il questore trasmette gli atti al tribunale in composizione monocratica per la convalida del trattenimento per un periodo massimo di ulteriori sessanta giorni, per consentire l’espletamento RAGIONE_SOCIALEa procedura di esame RAGIONE_SOCIALEa domanda »). Avuto riguardo alla scansione procedimentale e temporale del giudizio di convalida dettata dalla norma censurata (art. 6 comma 5 d.lgs. n.142/2015), « in accordo alla struttura che ad esso conferisce direttamente l’art. 13, terzo comma, Cost., quando si tratta di convalidare provvedimenti provvisori di restrizione RAGIONE_SOCIALEa libert à personale emessi dall’autorità di pubblica sicurezza », la Consulta ha affermato che, proprio in base a tale previsione costituzionale, « la convalida deve intervenire entro un termine che non pu ò che decorrere dalla data di adozione del provvedimento, posto che quest’ultimo ne costituisce l’oggetto » ed ha rimarcato che, proprio in ragione RAGIONE_SOCIALEa peculiarit à RAGIONE_SOCIALEa fattispecie di cui si è detto (trattenimento già in corso in forza di precedente titolo restrittivo convalidato dal Giudice di Pace), si verifica che, a seguito RAGIONE_SOCIALEa presentazione RAGIONE_SOCIALEa domanda di protezione internazionale, non cessa l’efficacia del primo provvedimento restrittivo. La Corte Costituzionale ha precisato che il legislatore ha inteso disciplinare lo status libertatis nel tempo che intercorre tra la presentazione RAGIONE_SOCIALEa domanda di protezione internazionale e il preliminare esame di essa da parte RAGIONE_SOCIALE‘autorità amministrativa, quanto alla eventuale protrazione, nei casi indicati
dalla legge, del restringimento in corso, prevedendo la perdurante sussistenza del primo titolo restrittivo per tale periodo, in base a quanto disposto dall’ultimo periodo RAGIONE_SOCIALEa disposizione censurata.
2.4. Questa Corte con la recente ordinanza n. 36522/2023 ha quindi affermato il seguente principio di diritto: « Ove il cittadino straniero, già presente in un C.P.R. in attesa RAGIONE_SOCIALE‘esecuzione di un decreto di espulsione e in forza di trattenimento disposto ex art.14 del d.lgs. n. 286/1998, sia nuovamente ivi trattenuto ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 6, comma 3, del d. lgs. n. 142 del 2015, per avere presentato una domanda di protezione internazionale, il termine di 48 ore per la convalida del secondo trattenimento disposto dal AVV_NOTAIO ex art. 6 citato non decorre dalla manifestazione di volont à del ricorrente di richiedere la protezione internazionale, ma dall’adozione del suddetto secondo provvedimento restrittivo ». Nei ricorsi riuniti, aventi ad oggetto provvedimento del Tribunale di rigetto RAGIONE_SOCIALE‘istanza di riesame RAGIONE_SOCIALEa convalida del trattenimento ex art.6, comma 3, d.lgs. 142/2015 e provvedimento del Giudice di Pace di proroga del trattenimento originario ex art.14 T.U.I., si deduceva che, già all’udienza di convalida del primo trattenimento avanti al Giudice di Pace, il ricorrente aveva manifestato la volontà di richiedere la protezione internazionale ma che soltanto in data 24 maggio 2022 la domanda veniva formalizzata e registrata dalla Questura di Torino , con adozione da parte RAGIONE_SOCIALEa stessa Questura di un ordine di trattenimento ex art.6, comma 3, d.lgs. 242/2015, convalidato dal Tribunale il 26/5/2022, e trasmissione del fascicolo alla Commissione competente 21 giorni dopo la registrazione RAGIONE_SOCIALEa domanda, con conseguente decisione amministrativa sulla domanda di protezione oltre i termini di legge. Il ricorrente lamentava anzitutto, con una prima doglianza, il superamento dei termini RAGIONE_SOCIALEa procedura accelerata di riconoscimento RAGIONE_SOCIALEa protezione internazionale con riferimento alla tardività RAGIONE_SOCIALEa trasmissione da parte RAGIONE_SOCIALEa Questura alla Commissione Territoriale
RAGIONE_SOCIALEa documentazione necessaria; con altro motivo nel ricorso riunito, il ricorrente deduceva altresì che non risultava rispettato il termine di quarantotto ore per richiedere la convalida del trattenimento disposto dal AVV_NOTAIO, in quanto decorrente, anche nel caso di trattenimento disposto ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 6, comma 3, d. lgs. 142/2015, da detta manifestazione di volont à , nel caso di specie espressa in data 20-5-2022 e non il 24/5/2022 (epoca RAGIONE_SOCIALEa registrazione da parte RAGIONE_SOCIALEa Questura).
Interpretando la recente decisione RAGIONE_SOCIALEa Consulta, questa Corte ha osservato che « il nuovo titolo restrittivo convalidato dal Tribunale ex art. 6, comma 5 citato, ed il relativo procedimento vanno ad innestarsi senza soluzione di continuit à , su di un precedente procedimento inerente al primo titolo restrittivo convalidato dal Giudice di Pace ex art. 14 citato, la cui efficacia non cessa, essendone solo sospesi i termini a decorrere dalla data di adozione del nuovo provvedimento di trattenimento emesso dal questore sulla base RAGIONE_SOCIALEe condizioni di legge stabilite dall’art. 6 d.lgs n. 142 del 2015 citato» e che «nel periodo di cui si discute la protrazione RAGIONE_SOCIALEa restrizione del richiedente asilo trover à titolo giustificativo nel primo provvedimento di trattenimento, i cui termini di durata continueranno, perci ò , a decorrere anche dopo la manifestazione di volont à di richiesta RAGIONE_SOCIALEa protezione internazionale e fino all’adozione del secondo provvedimento di trattenimento disposto ex art.6 citato ».
In sostanza, si è ritenuto che il trattenimento « nel periodo dal 205-2022 (data RAGIONE_SOCIALEa manifestazione di volont à del ricorrente di richiedere la protezione internazionale) al 24-5-2022 (data di adozione del secondo trattenimento disposto dal AVV_NOTAIO ex art.6 citato) trovava titolo secondo quanto disposto dall’ultimo periodo RAGIONE_SOCIALE‘art. 6, comma 5, del d. lgs. n. 142 del 2015 – nel precedente provvedimento di trattenimento RAGIONE_SOCIALEa Questura convalidato dal Giudice di Pace di Torino il 20-5-2022 e la scansione temporale
descritta dallo stesso ricorrente consente di escludere la ricorrenza, nella specie, di prassi applicative distorte ». La Corte ha evidenziato come il primo titolo restrittivo (ex art.14, comma 5, TUI), nel periodo intercorrente sino all’adozione del secondo titolo di trattenimento (ex art.6 d.lgs. 142/2015), non cessa di essere efficace, restando l’efficacia solo sospesa a partire dalla data in cui è adottato il nuovo provvedimento di trattenimento secondo le condizioni di legge stabilite nel citato art. 6 d. lgs. n. 142 del 2015.
Di conseguenza, il motivo di ricorso è stato respinto, in quanto il termine di legge di 48 ore per la convalida del secondo trattenimento disposto dal AVV_NOTAIO, ex art. 6 d.lgs. 142/2015, « non decorre dalla manifestazione di volont à del ricorrente di richiedere la protezione internazionale, ma dall’adozione del suddetto provvedimento restrittivo », e nella specie non era in contestazione il fatto, accertato dal Tribunale, che detto ultimo termine sia stato rispettato.
Quindi questa Corte, all’esito RAGIONE_SOCIALEa pronuncia cella Corte Costituzionale, ha chiarito che la nostra normativa stabilisce il termine costituzionale per la convalida RAGIONE_SOCIALEe 48 ore dalla adozione formale del provvedimento restrittivo, ferma la sindacabilità del lasso di tempo precedente questa adozione, ove non giustificata da esigenze organizzative ed anche di quello di trasmissione « senza ritardo » RAGIONE_SOCIALEa domanda alla Commissione territoriale.
2.5. Tanto chiarito, nella specie, si pone tuttavia la specifica questione del momento in cui si radica la competenza del Tribunale, ex art.6, comma 5, d.lgs. 142/2015, in luogo di quella del giudice di pace, ex art.14 TUI, per effetto del mutamento del titolo di trattenimento .
Questione correlata al principio del giusto rilievo da dare alla « manifestazione RAGIONE_SOCIALEa volontà » di presentare la domanda di protezione internazionale, rispetto a quello RAGIONE_SOCIALEa successiva registrazione dal parte RAGIONE_SOCIALE‘Ufficio.
Al riguardo, si è di recente chiarito (Cass. 20070/2023) che « In tema di trattenimento, in conformità alla previsione RAGIONE_SOCIALE‘art. 6, paragrafo 1, comma 2, RAGIONE_SOCIALEa direttiva 2013/32/UE, la domanda di protezione internazionale può essere presentata dal cittadino straniero che abbia in corso il trattenimento ai fini RAGIONE_SOCIALE‘esecuzione RAGIONE_SOCIALE‘espulsione o del respingimento ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 14 d.lgs. n. 286 del 1998, anche avanti al giudice di pace nel corso RAGIONE_SOCIALE‘udienza di convalida prevista dall’art. 14, comma 5, del d.lgs. citato: in siffatta ipotesi, la domanda, immediatamente trasmessa al questore, deve essere registrata nel termine perentorio di sei giorni lavorativi, e sempre dalla domanda deriva la sospensione dei termini del trattenimento disposto ex art. 14, comma 5, d.lgs. 286 del 1998, come previsto dall’art. 6, comma 5, d.lgs. 142 del 2015, con la conseguenza che la eventuale successiva convalida adottata, ai fini RAGIONE_SOCIALE‘esame RAGIONE_SOCIALEa protezione internazionale, ai sensi di tale norma, ma oltre la scadenza del termine di sei giorni, non consente alcuna proroga del trattenimento, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 6, comma, 6, ultima parte, del citato d.lgs. n. 142 del 2015 ».
Già con riguardo alla disciplina previgente (art.21 d.lgs. 25/2008) questa Corte aveva chiarito (Cass. 13536/2014) che « in tema di immigrazione, spetta al tribunale, in composizione monocratica, e non al giudice di pace, la competenza a provvedere sulla convalida RAGIONE_SOCIALEa proroga del trattenimento quando il cittadino straniero abbia presentato domanda di protezione internazionale e sia già sottoposto a trattenimento in forza di una decisione RAGIONE_SOCIALE‘autorità amministrativa, adottata e convalidata prima del deposito RAGIONE_SOCIALEa suddetta richiesta »; invero, come emerge dalla motivazione, era emerso dagli atti che una cittadina straniera, al momento RAGIONE_SOCIALE‘udienza di convalida RAGIONE_SOCIALEa proroga del trattenimento ex art. 14 TUI, aveva già presentato istanza di protezione internazionale alla Commissione territoriale e si ritenuto che il giudice di pace avrebbe
quindi dovuto accogliere l’eccezione RAGIONE_SOCIALEa difesa RAGIONE_SOCIALEa ricorrente e dichiarare la propria incompetenza in favore del Tribunale .
Successivamente, con riferimento alla disciplina dettata dall’art.6, comma 5, d.lgs. 142/2015, si affermato (Cass. 11859/2022, richiamando in motivazione Cass. 18189/2020, non massimata) che « In caso di trattenimento del richiedente asilo presso un centro di permanenza temporanea, la presentazione di una domanda di protezione internazionale da parte RAGIONE_SOCIALEo straniero, anche se reiterata, radica la competenza sulla convalida in capo alla sezione specializzata istituita presso il Tribunale, e non al Giudice di pace, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 6, comma 5, del d.lgs. n. 142 del 2015, in quanto determina un mutamento del titolo del trattenimento che prosegue, per il periodo massimo normativamente previsto, al fine di consentire l’espletamento RAGIONE_SOCIALEa procedura di esame RAGIONE_SOCIALEa domanda di protezione ». Nella fattispecie in esame, si è accolto motivo di ricorso con il quale si affermava che il giudice di pace era divenuto incompetente a decidere sulla convalida del trattenimento, ex art.14 TTUI, finalizzato all’esecuzione RAGIONE_SOCIALE‘espulsione, in quanto, prima RAGIONE_SOCIALEa suddetta udienza di convalida, lo straniero aveva trasmesso, tramite il proprio difensore, via PEC, alla questura una richiesta di protezione internazionale, cosicché, per effetto del mutamento del tutolo di trattenimento, scattava il disposto del quinto comma RAGIONE_SOCIALE‘art.6 d.lgs. 142/2015 e, in conseguenza del mutamento del titolo di trattenimento, la competenza del Tribunale sulla relativa convalida.
Nella recente pronuncia n. 4120/2024, non massimata, si sono ribaditi tali principi, affermandosi che, in base all’art. 6, comma 5, cit., in presenza di una domanda di protezione internazionale, la competenza per l’esame RAGIONE_SOCIALEa convalida del trattenimento del richiedente asilo spetti alla sezione specializzata istituita presso il Tribunale, e non al Giudice di pace in quanto, in tal caso, la presentazione RAGIONE_SOCIALEa domanda di protezione determina un
mutamento del titolo di trattenimento, che prosegue, per il periodo massimo normativamente previsto, al fine di consentire « l’espletamento RAGIONE_SOCIALEa procedura di esame RAGIONE_SOCIALEa domanda » di protezione.
Orbene, nella fattispecie qui in esame, allorché il trattenuto, in forza del titolo ex ar.14 TUI convalidato, ha presentato domanda (il 13/6/23) o manifestato anche soltanto (il 29/5/23 o l’8/6/23), secondo quanto sostenuto dal ricorrente medesimo, la volontà di presentare domanda di protezione internazionale, pur perdurando il primo titolo restrittivo ex art.14 TUI per tale periodo, vi era stato un mutamento del titolo di trattenimento, con il conseguente venir meno RAGIONE_SOCIALEa competenza del giudice di pace (a provvedere sulla convalida RAGIONE_SOCIALEa proroga del primo trattenimento) a favore RAGIONE_SOCIALEa competenza del Tribunale.
La seconda censura denuncia vizio di omessa motivazione ed è pure fondata.
Nel caso di specie il Giudice di pace ha convalidato la richiesta del questore in punto di sussistenza dei presupposti RAGIONE_SOCIALEa proroga del trattenimento utilizzando la seguente formula « ritenuto che sussistono i presupposti di cui agli artt. 14 del d.lgs. 25/7/1998 nr 286 e segg .»
E’ evidente che si tratta di una motivazione di stile manchevole RAGIONE_SOCIALEe ragioni per le quali veniva disposta la proroga del trattenimento presso il CPR RAGIONE_SOCIALEa quale era stata chiesta la convalida. Si delinea ,quindi, il vizio di difetto assoluto di motivazione o, quanto meno, il vizio di motivazione “apparente”. (Cass. Sez.Un. 22232/2016).
Né si può ritenere che nella motivazione sulla convalida RAGIONE_SOCIALEa proroga implicitamente il giudice adito abbia inteso fare richiamo ed accogliere le ragioni poste a fondamento RAGIONE_SOCIALEa richiesta RAGIONE_SOCIALEa Questura, in quanto queste si fondavano (per quanto riprodotto nel
verbale di udienza) sull’impossibilit à temporanea del rimpatrio e sulla necessità di «ulteriori accertamenti».
4. Per tutto quanto sopra esposto, va accolto il ricorso, con cassazione senza rinvio, a norma RAGIONE_SOCIALE‘art. 382 c.p.c., comma 3, u.p., del provvedimento impugnato, essendo gi à decorso il termine perentorio entro il quale la proroga doveva essere disposta.
Sulle spese si deve rilevare che il richiedente è ammesso ex lege al patrocinio a spese RAGIONE_SOCIALEo Stato, secondo quanto dispone il D. Lgs. n. 286/1998 (artt. 13 co. 5 bis e 14 co. 4) che prevedono nel giudizio di convalida l’ammissione automatica al beneficio del patrocinio a spese RAGIONE_SOCIALEo Stato, scelta questa che è stata reputata conforme a Costituzione. (v. Corte Cost. n. 439/2004; v. Cass. n. 24102 del 2022).
Il difensore ha chiesto la distrazione RAGIONE_SOCIALEe spese, ma è da escludere che questa richiesta costituisca una implicita rinuncia al beneficio del patrocinio spese RAGIONE_SOCIALEo Stato, dal momento che il difensore non pu ò disporre del diritto del suo assistito (Cass. sez. Un. n. 8561 del 26/03/2021; Cass. n. 32070/2023).
Poich é la parte ricorrente è ammessa al patrocinio a spese RAGIONE_SOCIALEo Stato in un giudizio in cui è parte soccombente un’Amministrazione statale, non vi è luogo alla regolazione RAGIONE_SOCIALEe spese, per il principio secondo il quale, qualora la parte ammessa al patrocinio a spese RAGIONE_SOCIALEo Stato sia vittoriosa in una controversia civile promossa contro un’Amministrazione statale, il compenso e le spese spettanti al difensore vanno liquidati ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 82, ovvero con istanza rivolta al giudice del procedimento, e pi ù precisamente, ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 83, comma 2RAGIONE_SOCIALEo stesso D.P.R., nel caso di giudizio di cassazione, al giudice che ha pronunciato la sentenza passata in giudicato, ovvero, in ipotesi di cassazione senza rinvio, al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata (cfr. Cass. 11028/2009, 23007/2010, rese in fattispecie di cassazione con decisione nel merito); l’art. 133 del medesimo
D.P.R., a norma del quale la condanna alle spese RAGIONE_SOCIALEa parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore RAGIONE_SOCIALEo Stato, non pu ò , infatti, riferirsi all’ipotesi di soccombenza di un’Amministrazione statale (cfr. Cass. 18583/2012, 22882/2018, 30876/2018, 19299/2021, nonch é Cass. S.U. 24413/2021).
Pertanto, le spese processuali, relative al giudizio sia di merito che di legittimit à , andranno liquidate dal Giudice di Pace di Melfi
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso e cassa senza rinvio il provvedimento impugnato .
Così deciso, In Roma, nella camera di consiglio del 6 marzo 2023 .