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Proroga della giurisdizione: accordi e foro competente

La Cassazione affronta un caso di proroga della giurisdizione in un contratto internazionale. Una compagnia aerea italiana citava un costruttore di aerei per danni, ma la Corte ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano a favore di quello inglese, in base a una clausola di scelta del foro competente sottoscritta dalle parti, valida anche per le azioni extracontrattuali collegate al contratto.

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Pubblicato il 17 febbraio 2026 in Diritto Commerciale, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Proroga della Giurisdizione: Quando un Accordo Scritto Esclude il Giudice Italiano

In un contesto commerciale sempre più globalizzato, la scelta del giudice competente a decidere eventuali controversie future è un elemento cruciale dei contratti internazionali. La proroga della giurisdizione, ovvero l’accordo con cui le parti scelgono un foro diverso da quello previsto dalla legge, è uno strumento fondamentale per garantire certezza e prevedibilità. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite chiarisce i presupposti e l’ampiezza di tali accordi, anche quando la richiesta di risarcimento si fonda su un presunto illecito extracontrattuale.

I Fatti di Causa

Una compagnia aerea italiana, posta in liquidazione, aveva avviato una causa presso un tribunale italiano contro un importante costruttore mondiale di aeromobili. L’azione legale mirava a ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa di gravi difetti di fabbricazione riscontrati su tre velivoli di un noto modello. Tali aerei, presi in sublocazione dalla compagnia, erano stati oggetto di un provvedimento di chiusura dello spazio aereo a seguito di due gravi incidenti internazionali che avevano coinvolto lo stesso modello.

Il costruttore si è difeso sollevando in via preliminare il difetto di giurisdizione del giudice italiano. Secondo la società convenuta, la competenza a decidere la controversia spettava esclusivamente alle Corti inglesi, in virtù di una specifica clausola contenuta negli accordi commerciali sottoscritti tra le parti.

La Questione sulla Proroga della Giurisdizione

Il cuore della disputa era stabilire se la clausola di scelta del foro inglese, inserita in un contratto di garanzia (denominato Airframe Warranties Agreement), fosse vincolante per la compagnia aerea italiana e, soprattutto, se potesse estendersi anche a una domanda di risarcimento presentata come extracontrattuale (azione aquiliana).

La compagnia aerea sosteneva di non aver sottoscritto direttamente l’accordo contenente la clausola. Il costruttore, al contrario, ha dimostrato l’esistenza di un complesso schema contrattuale che legava tutte le parti coinvolte (costruttore, un gruppo aereo internazionale acquirente, una società di leasing e, infine, la compagnia aerea italiana come utilizzatore finale). Attraverso un documento specifico (Consent and Agreement), la compagnia italiana aveva aderito all’accordo di garanzia e, di conseguenza, anche alla clausola sulla giurisdizione.

La Validità della Clausola per le Azioni Extracontrattuali

Un punto chiave era determinare se la proroga della giurisdizione potesse coprire anche le richieste di risarcimento per illecito. La compagnia aerea aveva impostato la sua causa sulla base di una responsabilità da fatto illecito del produttore. Tuttavia, la clausola contrattuale prevedeva la competenza delle Corti inglesi per “qualsiasi controversia, che possa derivare da o essere connessa al presente Contratto […] o a qualsiasi obbligazione extracontrattuale ad esso collegata”.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del costruttore, dichiarando il difetto di giurisdizione del giudice italiano. La decisione si fonda sull’articolo 4, comma 2, della legge n. 218 del 1995 (Diritto Internazionale Privato), che disciplina la deroga convenzionale della giurisdizione italiana.

Secondo la Corte, tale deroga è valida a due condizioni:
1. Deve essere provata per iscritto: nel caso in esame, i contratti prodotti in giudizio (l’Airframe Warranties Agreement e il relativo Consent and Agreement) costituivano la prova scritta richiesta dalla norma.
2. La causa non deve vertere su diritti indisponibili: il diritto al risarcimento del danno, per sua natura patrimoniale, è un diritto disponibile, quindi le parti possono liberamente accordarsi sul giudice competente.

La Corte ha ritenuto irrilevante la qualificazione dell’azione come contrattuale o extracontrattuale. La formulazione ampia della clausola, che si estendeva a qualsiasi obbligazione extracontrattuale “collegata” al contratto, era sufficiente a includere anche la domanda risarcitoria avanzata dalla compagnia aerea. L’illecito lamentato (la fabbricazione di aerei difettosi) era, infatti, strettamente connesso al rapporto contrattuale in base al quale quegli stessi aerei erano stati forniti e garantiti.

Conclusioni

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale nei rapporti commerciali internazionali: l’autonomia delle parti nella scelta del giudice competente. Le clausole di proroga della giurisdizione, se formulate in modo chiaro e onnicomprensivo, sono pienamente efficaci nell’ordinamento italiano e possono attrarre nella competenza del giudice straniero anche le controversie di natura extracontrattuale, purché collegate al rapporto contrattuale principale. Per le imprese che operano a livello globale, ciò sottolinea l’importanza di una redazione attenta e precisa delle clausole contrattuali, specialmente quelle relative alla gestione delle controversie, per evitare incertezze e lunghi contenziosi preliminari sulla giurisdizione.

È possibile scegliere un giudice straniero per le controversie future tramite un contratto?
Sì, la legge italiana lo consente a condizione che l’accordo risulti da un atto scritto e che la controversia non riguardi diritti indisponibili, ovvero diritti a cui le parti non possono rinunciare.

Una clausola di proroga della giurisdizione vale anche per richieste di risarcimento per illecito (extracontrattuale)?
Sì, può valere anche per le azioni extracontrattuali. Secondo la Cassazione, se la clausola è formulata in modo ampio e si riferisce a qualsiasi controversia “connessa” al contratto, include anche le domande di risarcimento per illeciti strettamente collegati al rapporto contrattuale tra le parti.

Cosa serve per provare l’accordo sulla scelta del giudice straniero?
È necessaria una prova scritta. Nel caso specifico, la Corte ha ritenuto sufficienti i documenti contrattuali che, sebbene complessi e articolati in più accordi, dimostravano l’adesione di tutte le parti, compresa quella che contestava la clausola, alla scelta del foro straniero.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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