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Procura alle liti: stop alle firme digitali COVID

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una controversia su un’usucapione a causa dell’invalidità della **procura alle liti**. La ricorrente aveva utilizzato la modalità di firma e autenticazione semplificata introdotta durante l’emergenza sanitaria, trasmettendo la copia informatica per immagine via posta elettronica. Tuttavia, tale normativa derogatoria era già stata abrogata al momento del conferimento dell’incarico. Il difetto di rappresentanza ha assorbito ogni altra questione di merito, portando alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese e del doppio contributo unificato.

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Procura alle liti: attenzione alla fine delle norme emergenziali

La validità della procura alle liti rappresenta il presupposto fondamentale per l’instaurazione di un corretto rapporto processuale, specialmente dinanzi alla Corte di Cassazione. Una recente ordinanza ha chiarito che l’utilizzo di modalità semplificate di firma, introdotte per far fronte all’emergenza pandemica, non è più consentito dopo l’abrogazione delle relative norme di deroga.

Il caso e la controversia sull’usucapione

La vicenda trae origine da un’opposizione di terzo relativa all’esecuzione su un posto auto. Un soggetto rivendicava l’acquisto del bene per usucapione ventennale. Sebbene il Tribunale avesse inizialmente rigettato la domanda, la Corte d’Appello aveva ribaltato il verdetto, dichiarando l’intervenuto acquisto della proprietà. La controparte ha quindi proposto ricorso per cassazione, ma la procedura si è arrestata su un vizio formale insuperabile.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità non sono entrati nel merito della questione relativa all’usucapione. La decisione si è concentrata esclusivamente sulla validità del mandato difensivo. La procura alle liti era stata infatti conferita seguendo le modalità previste dall’art. 83, comma 20-ter del D.L. n. 18/2020, che permetteva la firma su documento analogico trasmesso via mail come immagine. Tuttavia, tale norma era stata abrogata mesi prima della firma dell’atto in esame.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la propria decisione sul principio di successione delle leggi nel tempo. La normativa emergenziale, che autorizzava la firma della procura alle liti in deroga alle forme ordinarie, è stata ufficialmente abrogata con decorrenza dal 1° giugno 2021. Poiché la procura analizzata era stata autenticata nell’ottobre 2021, i difensori non potevano più avvalersi del regime semplificato. La mancanza di una valida procura speciale comporta l’inammissibilità del ricorso, poiché il difensore risulta privo del potere di rappresentare la parte in giudizio secondo le forme prescritte dal codice di procedura civile.

Le conclusioni

L’inammissibilità del ricorso per difetto di procura alle liti comporta gravi conseguenze per la parte ricorrente. Oltre all’impossibilità di veder riesaminata la propria posizione nel merito, la parte è stata condannata alla rifusione delle spese di lite in favore del controricorrente. Inoltre, è scattato l’obbligo del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso stesso. Questa pronuncia ricorda l’importanza di monitorare costantemente la vigenza delle norme procedurali, specialmente quelle nate in contesti emergenziali e soggette a rapida obsolescenza.

Cosa accade se la procura alle liti segue norme abrogate?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e la Corte non esamina i motivi del merito della causa, poiché il difensore non ha il potere legale di rappresentare la parte.

Si può ancora firmare la procura inviando una foto via mail?
No, la modalità semplificata introdotta durante la pandemia è stata abrogata il primo giugno 2021 e non è più utilizzabile per i nuovi mandati.

Quali sono i costi di un ricorso dichiarato inammissibile?
La parte deve pagare le spese legali alla controparte e versare un secondo contributo unificato di importo pari a quello già pagato per il ricorso.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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